mercoledì 30 novembre 2011

Vagabondando per Roma

             

                       Vagabondando per Roma
                     di Elia Giuseppe DEL GATTO
     Dopo la partenza di Melina Pino lasciò la pensione Termini
     per trasferirsi in un luogo meno dispendioso,non perchè a-
     vesse terminato i soldi,ma,essendo stato sempre molto pre-
     vidente,ha gradito rimanere con i soldi in tasca,prima di
     avere trovato una sicurezza lavorativa. Passeggiando nei
     corridoi della stazione Termini aveva conosciuto delle bra-
     ve persone,non amanti del lavoro e che vivevano alla gior-
     nata,approfittando dell'ospitalità delle suore spagnole,che
     vivevano ed operavano sul Gianicolo in Via Giacinto Carini.
     Infatti,prima di ogni cosa,accettò l'invito fattogli da Car-
     lo di andare ad abitare dove erano tutti loro,che vivevano
     alla giornata e di espedienti,senza spendere una lira e che
     la sera,suor Malia dava loro anche da mangiare una minestra
     e del pane con il companatico e,soprattutto,un letto con
     lenzuola e coperte...!Almeno sarebbe stato al riparo e du-
     rante tutto il giorno avrebbe potuto girare per Roma in cer-
     ca di lavoro o d'altro,a suo piacimento...!Pino,sempre mol-
     to curioso,decise di rendersi conto della situazione e che,
     fino a quando gli avrebbe fatto comodo,perchè non utulizza-
     re tale struttura? "Sai,lì bisogna andarci solo la sera,ver-
     so le diciannove.Più tardi non ti fanno più entrare.Le suo-
     re,alle venti si riuniscono per il loro vespro serale.Allo-
     ra che fai,vieni a stare con noi,nel nostro albergo...!?"-
     "Perchè no.Gradisco rendermi conto di tutto ciò che c'è nel
     mondo e le possibilità,che offre e come le fornisce.Questa
     sera verrò.Devo,anzi,posso portare con me la valigia,che ho
     con le cose personali?"-"Certo.La puoi anche lasciare nella
     camera.Non te la toccherà nessuno.Ci stiamo tutti insieme e,
     davanti a te,nessuno te la toccherà.Ci puoi tenere anche co-
     se preziose...! tutto sta nel non farlo capire e dire a nes-
     suno...!"-"Non ci tengo nulla di particolare,solo la bian-
     cheria di ricambio,qualche quaderno sui quali scrivo le mie
     impressioni e qualche libro da leggere...!"-"Quaderni e li-
     bri non te li prenderanno di certo.La totalità dei frequentan-
     ti il nostro albergo,è allergica a tali cose!non è che siano
     tutti ignoranti,ma la cultura a loro non interessa,perchè li
     costringerebbe a pensare,a riflettere e tutto ciò è contro i
     loro principi di vivere alla giornata e senza alcuna pretesa!"
     Pino,in compagnia di Carlo e di Cesare,un altro ospite della
     stessa casa,andò a ritirare la sua valigia presso la pensione
     Termini e con i nuovi amici prese il settantacinque per raggi
     ungere la casa,che li avrebbe ospitati.Davanti all'uscio,situ
     ato in un seminterrato,a guardia c'era una suora minutina,ma
     molto carina.La suora era vestita di abiti talari neri con un
     fazzoletto in testa di uguale colore.Sembrava un figurino pron-
     to per la sfilata.Fece un'ottima impressione sul giovane.La
     stessa cosa fece lui in lei,che lo accolse con un sorriso sma-
     gliante e particolarmente accattivante come se volesse dirgli:
     "Finalmente sei arrivato.E'da tanto che ti aspetto!" Suor Malia
     non manifestava d'avere più di trent'anni,anche se,in realtà,
     aveva poco meno di quaranta!con uno sguardo molto profondo,di
     un'altezza di non più di centocinquantacinque centimetri ed un
     peso di una quarantina di chili,nel guardare il giovane Pino,
     mostrò subito di perdersi nel suo sguardo immenso,profondo e
     scrutatore.A differenza di ciò che aveva fatto per altri,gli
     allungò la mano e gliela strinse con molto calore,mostrando di
     non volergliela più lasciare.Pino,molto galantemente,gliela
     strinse con particolare forza e calore,che scosse la sorella
     di Dio che:"Lei è nuovo qui da noi?Come si chiama?Vedrà che si
     troverà benissimo in nostra compagnia.Ciò che le sto dicendo
     può esserle confermato da tutti i presenti,che ci onorano ogni
     sera!Signor,come si chiama...?"-"Suora,mi chiamo Pino e sono
     qui in cerca di lavoro,di una sistemazione...!" Così dicendo,
     sempre guardandola fissamente negli occhi,le baciò la mano in
     prossimità del crocifisso,che aveva al dito.Al che lei,quasi
     automaticamente e istintivamente,riportò alle sue labbra il
     punto baciato dal giovane,aggiungendo:"Quando lei vorrà,potrà
     venire a trovarmi nella casa madre e sarò felice di essere a
     sua completa disposizione.La prego,non lo dimentichi"-"La rin-
     grazio.Appena se ne presenterà l'occasione,sarò ben lieto di
     approfittarne."-"Questo è il pane per la sera,a lei doppia ra-
     zione perchè è giovane,ne ha più bisogno.Questa,invece,è la
     minestra,anch'essa più che abbondante...e,buon appetito."-"Gra-
     zie infinite suor..."-"Malia."   
     Allora Pino seguì gli altri per consumare la cena e poi passa-
     re a prendere le lenzuola e le coperte,con il cuscino e prepa-
     rarsi per la notte. "Complimenti,la suora ti ha subito preso a
     ben volere.Ciò ci fa molto piacere.Vuol dire che non solo noi
     ti troviamo molto simpatico...!Allora ti troverai molto bene
     qui da noi e con noi." gli disse Carlo,che aveva cercato di fa-
     re gli onori di casa.Cesare aggiunse:"Sii molto contento,per-
     chè non accade tutti i giorni di avere il sorriso di suor Ma-
     lia,che sembra il burbero benefico della situazione e del luo-
     go,che ci ospita...!"-"Lo fa per farsi rispettare e per tenere
     l'ordine qua dentro.Poi c'è da dire che lei è la superiora del
     piccolo convento delle suore di Maria Beatrice spagnole.Se non
     facesse così,qui dentro e al convento non si avrebbe tanto or-
     dine e pulizia,che tu hai notato.Hai visto che rispetto,che
     tutti hanno sia per lei che fra noi stessi?E'dovuto tutto al
     suo pugno ferreo nella gestione.che tiene nei due locali!"
     Consumarono la cena,che era per una trentina di uomini,in un
     locale non molto ben illuminato.Erano tutti di una certa età,
     fatta eccezione di Pino,che dimostrava chiaramente di avere
     appena una ventina di anni,anche se stava per compiere venti-
     due...!Gli altri,il più giovane,ne aveva almeno una quaranti-
     na di più...!Dopo aver cenato,piuttosto frettolosamente,ognu-
     no riconsegnò la ciotola vuota ed andò a prepararsi il letto
     per la notte.Pino capitò fra Carlo e Cesare che cercarono di
     fargli,quasi,da padre,mettendolo al corrente delle abitudini
     del posto e dove,all'occorrenza,avrebbe potuto trovare il ba-
     gno.Non si può dire che fra gli ospiti ci fosse una eccessiva
     pulizia corporale...!Anzi,c'era qualcuno,che mostrava di non
     aver usato l'acqua per le pulizie personali sin da quando non
     l'aveva fatto l'ostetrica in occasione della sua nascita...!
     Pino,soffrendo di rinite allergica,non ci fece troppo caso,
     anche perchè le suore,durante il giorno,si preoccupavano di
     far aereggiare molto bene l'ambiente.La prima notte il gio-
     vane la trascorse abbastanza insonne,quale nuovo ospite sia
     per il letto,che era diverso e sia per la stanza e la pre-
     senza degli altri ospiti,alcuni molto rumorosi...! Rimase
     attento e sveglio tutta la notte per rendersi conto di qual-
     siasi novità o necessità nel momento eccezionale e occasio-
     nale in cui si trovava...!Naturalmente ebbe l'occasione per
     rivedere la sua vita,non solo,ma per considerare,in preva-
     lenza l'atteggiamento della suora.Nel vedere la suora fra le
     sue braccia in costume adamitico per assaporare e far assapo-
     rare gli aromi dei rispettivi corpi,non potè fare a meno di
     ripensare a Melina,alla sorella Maria,a Linetta,alla cugina,
     a Grazia e non ultimo a Tiziana,donne,che si erano date a lui
     senza ritegno e freno.Nel rivedere i piacevoli momenti,non po-
     tè fare a meno di sorridere e di dirsi:Ma,certe donne proprio
     non conoscono il limite,il freno...!Melina,in una prima notte
     lo portò ad avere venticinque rapporti con la conseguenza del
     malanno,che si buscò.Linetta,che costrinse i suoi fratelli e
     sorella ad andare a Bonefro per finire nel suo letto;Grazia,
     che,con la scusa d'informarsi sulle condizioni di Melina,che
     aveva subito l'aborto,lo fece andare nello studio medico per
     godere del suo corpo.Tiziana,che vedendolo una sola volta in
     corsia d'ospedale,perse la testa e non volle fare altro che
     incastrarsi con il corpo di lui...!Alla fine Pino si disse:
     "Queste donne,che mi hanno preso per un toro da monta?"        
     Al mattino si alzò alquanto riposato.Alla sua età si riesce
     ad assorbire facilmente qualsiasi disagio,perchè l'organismo
     è ancora in evoluzione.Il suo corpo,in modo particolare,per-
     chè si era interessato,in passato,a praticare molte attività
     sportive,per cui era agilissimo e scattante.Facilmente sareb-
     be stato in grado di fare molti chilometri a piedi,giornal-
     mente,senza soffrire la minima stanchezza o affanno.
     Assieme agli altri fece colazione e alle otto,con loro fu
     costretto a lasciare la casa,che,durante il giorno doveva
     rimanere vuota.      
     Pino,sia per cercare lavoro che per conoscere meglio la cit-
     tà,dopo essere uscito dalla casa,se ne andò camminando per
     le splendide strade della grande Roma in tranquillità,feli-
     ce come un uccellino appena uscito dalla gabbia,che lo tene-
     va imprigionato.Passeggiò spensierato,anche se qualche prob-
     lema e pensiero particolare,esistenziale,lo affliggesse ed
     attanagliasse! Alla sua età tutto si può sopportare e,incos-
     cientemente,soprattutto perchè fiducioso nell'aiuto del pros-
     simo,per cui riteneva di riuscire ad ottenere un momento dila-
     voro,che correva in lungo e in largo da una parte all'altra
     dell'immenso centro abitato della città di Roma.
     Al mattino partiva dal Gianicolo,scendendo a Trastevere,pas-
     sando davanti al Ministero della Pubblica Istruzione,soffer-
     mandosi ad osservare i venditori di Campo dei Fiori per poi
     passare sul ponte Garibaldi,e lanciare uno sguardo all'iso-
     la Tiberina,che ha la forma di una barca,per passare davanti
     al Ministero di Grazia e Giustizia ed ammirare,instancabil-
     mente,i ruderi di Largo di Torre Argentina.Si estasiava a
     guardare i tanti gatti,che vi abitavano e i tanti momenti
     storici che lo lasciavano estasiato e col fiato sospeso.Pas-
     sava davanti alla sede della Democrazia Cristiana in Piazza
     del Gesù per trovarsi in Piazza Venezia,davanti al grande
     palazzo,che ospitò i vari proclami del dittatore del venten-
     nio.A destra guardava l'immenso altare della Patria ed a si-
     nistra Via del Corso.S'avviava per Via Nazionale che gli con-
     sentiva di ammirare la sede della Banca d'Italia a destra ed
     a sinistra il Museo delle storie italiche,archeologicamente
     parlando.
     Alla sommità di Via Nazionale si soffermava nei pressi del-
     la grande fontana di Piazza Esedra,ammirando il porticato a
     ferro di cavallo,la chiesa della madonna degli Angeli con i
     ruderi delle terme di Caracalla e finire nella immensa Piaz-
     za dei Cinquecento,dove si può ammirare l'ingresso principa-
     le della stazione ferroviaria Termini,la più importante del
     Lazio e della città.Attraversando Via Boito,Piazza Indipen-
     denza arrivava al Piazzale Castro Pretorio,dove facevano ca-
     polinea,assieme alle altre,le corriere dell'INT,provenienti
     dal Molise.Andando verso destra raggiungeva Porta Pinciana e
     a poca distanza la sede dei quotidiani di sinistra "Il Paese
     e Paese Sera",dove il giovane si recava per la sua collabora-
     zione in merito al programma dei Giochi Olimpici del milleno-
     vecentosesanta.Andando ancora verso destra finiva alla Camil-
     luccia,dove era dislocato il Ministero del Turismo e Spetta-
     colo,che Pino raggiungeva sia per incontrare il suo Direttore
     Generale dottor De Paola e sia per reperire informazioni atti-
     nenti il calendario gare delle Olimpiadi del millenovecento-
     sessanta,appunto,che dovevano essere disputate in Italia e a
     Roma,in modo particolare.
     Intanto continuava a leggere gli annunci su "Il Messaggero",
     quotidiano,che pubblicava pagine intere di "cercasi" per tut-
     te le svariate cose,pensabili e inimmaginabili!
     Vale a dire che venivano annunciati e richiesti incontri ga-
     lanti duraturi ed occasionali,per compagnie occasionali sera-
     li o durature,offerte di abitazioni con lo scopo di compagnia
     o realmente necessitante,oroscopi a scopi vari e posti di la-
     voro.Vendita o cercasi televisori,auto,biciclette,ecc.Insomma,
     sugli annunci delle ultime pagine di detto giornale,si riusci-
     va a trovare di tutto,anche le cose meno pensabili...! Tutte
     le categorie di cittadini le consultavano,chi per un motivo
     e chi per un altro.Fra le tante,ebbe a prendere l'abitudine
     di consultarle anche il giovane molisano.In prevalenza il gi-
     orno adatto e addetto,era la domenica in una edizione partico-
     lare con un inserto apposta e completo,per tutte le categorie
     di cittadini e per tutte le età.
    
                                              
     
      
           
        
                          
                          Capitolo secondo.
    La prima domenica,assieme agli altri abitanti la casa della
    speranza,come finì per definirla o chiamarla,dovette recarsi
    ad ascoltare la funzione religiosa per non deludere suor Ma-
    lia,che desiderava la sua presenza.L'accontentò,seguendo la
    cerimonia religiosa dall'inizio alla fine,con suo profondo
    rammarico,perchè,da moltissimi anni non frequentava più le
    chiese per simili riti,ma solo per apprezzare le opere d'ar-
    te,nel caso vi fossero custodite...!Stando in preghiera con
    tutti gli altri,si accorse del piacere,che aveva creato nel-
    la suora,che stava entrandole nelle vene!Suor Malia,con il 
    passare dei giorni era andata oltre il semplice sorriso...!
    Lei era una bella donna...,e a Pino le belle donne hanno cre-
    ato sempre un certo...,momento sollecitante...!Ancor più se
    fosse stata lei a prendere l'iniziativa...!La suora era una
    donna spagnola molto calda e vogliosa,desiderosa di fare la
    sua prima esperienza sentimentale e sessuale...!Come poteva
    scontentarla?Diventa un obbligo fare il proprio dovere d'i-
    taliano efficiente ed amante del bello,da buon gustaio...!A
    ciò va aggiunta la sensibilità e magnanimità del giovane mo-
    lisano,che non si è tirato mai indietro,se avesse avuto la
    opportunità di fare un favore al prossimo!In quel caso par-
    ticolare faceva e si faceva un grosso favore nell'accettare
    e condividere le iniziative e i desideri della donna suora...!
    Fu appunto durante la prima domenica,dopo la funzione reli-
    giosa,che Pino fu invitato a visitare i locali del piccolo
    convento,dopo la cosiddetta libera uscita dell'intero gruppo
    clericale.Le altre suore,chi per un motivo e chi per un al-
    tro erano impegnate a doveri extra sia in convento che fuori.
    Suor Malia,tenendo Pino per mano,dapprima gli fece fare il
    giro di tutti i locali e poi lo condusse nella sua personale
    cella.Così si chiamano le loro camere da letto!Una volta giun-
    ti nella sua camera,chiuse la porta,guardando il giovane ne-
    gli occhi in modo tanto ardente che...,finirono l'uno nelle
    braccia dell'altra e viceversa.Il corpo di lei fremeva e bol-
    liva,attaccato a quello del giovane.Si stringeva sempre di
    più,come se avesse voluto entrare,diventare un corpo unico
    con quello di lui.All'improvviso i loro sguardi si penetraro-
    no,avvicinando sempre di più i loro volti,finendo per far in-
    castrare le loro bocche in languidissimi baci."Sai,appena ti
    ho visto,ho sentito il battito del mio cuore talmente forte
    da farmi quasi svenire.Non ho capito più nulla,ho solo desi-
    derato stare qui con te,fra le tue braccia e baciarmi con te"
    Pino non le diede ne il tempo e ne lo spazio per continuare
    a parlare e,con sempre maggiore veemenza,l'attirò,l'accostò
    a sè,baciandola fino a toglierle il respiro,per la forte
    stretta e per come la suggellava.Dapprima usò solo le labbra,
    poi,al fine di migliorare ed approfondire il rapporto,inco-
    minciò a infilarle la lingua,che fece in modo che s'incastras-
    se con quella di lei.Tira e tira i due corpi incominciarono
    a surriscaldarsi."Oh!che caldo che sento!Non ho sentito mai
    tanto caldo come oggi,in tutta la mia vita!"-"Anch'io...,è
    il caso di liberarsi dei tanti vestiti,che abbiamo addosso."
    Lei annuì,così il giovane alle parole fece seguire i fatti.
    Incominciò a toglierle il fazzoletto,che aveva in testa,poi
    il corpetto,sbottonandole la camicetta.A questo punto vide
    apparire il suo bianchissimo petto,che provvide,con solleci-
    tudine e grande perizia,a baciare,prima con molta delicatez-
    za e poi con sempre maggiore passione,insistenza e pressione.
    I baci e i succhiamenti della bianchissima pelle aumentò sem-
    pre di più la pressione dei loro corpi.Lei non si ritrasse,non
    manifestò disappunto,ma piacere e con sempre maggiore forza e
    disponibilità,sollecitò il giovane con mugolii e sospiri,che
    denotavano immenso piacere,disponibilità e desiderio,solleci-
    tando il giovane a continuare,spingendolo ad andare oltre,fino
    a...!Il giovane,a tal punto cosa avrebbe potuto fare?avrebbe
    dovuto penalizzare e penalizzarsi?non rientrava nel suo carat-
    tere e nella sua natura far dispiacere il prossimo,tanto più
    che una gran bella donna lo aspettava da tempo.Da molto tempo
    quella donna bramava fare ciò che non aveva ancora potuto fa-
    re!Perciò fu felicissimo di apprestarsi a realizzarlo.Giunti
    a quel punto,lei pensò:"finalmente,con lui e da lui,riuscirò
    ad ottenere ciò che bramo ed attendo da sempre...!" Il giova-
    ne,che ha sempre amato gratificare e non penalizzare il gentil
    sesso,finì per prodigarsi al fine di accontentare nel migliore
    dei modi chi tanto bramava e,ardentemente necessitava...!Così,
    con molta delicatezza,calma e decisione,le tolse il superfluo,
    denudando tutto il suo bollente e fremente corpo.Le tolse il
    gonnellino,poi la sottana,e,con circospezione,pensando di tro-
    vare un poco di resistenza,le sfilò le mutandine...!Giunto a
    tale atto,prima di andare oltre,attese qualche attimo per ve-
    dere se ci sarebbe potuta essere una protesta,anche se lieve
    e di facciata.Ma non si ebbe nulla di tutto ciò,anzi,un pro-
    fondo sospiro di attesa e di sollievo si fece sentire!Il fatto
    lasciò il giovane molisano oltremodo sorpreso,e,l'imbarazzo fu
    completo nel momento in cui,terminato il suo svestimento,non
    rimase alla donna di fare la sua parte,che lei non tardò di
    mettere in pratica.Infatti,con molta sollecitudine,provvide
    a liberare anche il corpo del giovane dai suoi vestiti super-
    flui e si diffuse energicamente a toccarlo,accarezzarlo,pri-
    ma nel villoso petto e poi,sempre più giù...,e,per finire di
    essere...,guaire come una cagna in calore,pronta e bramosa,
    sottostare al corpo dell'uomo...!La conclusione o,il sollie-
    vo,fu l'incastro,la penetrazione nel suo corpo di quella par-
    te,che aveva provveduto ad accarezzare ed a sollecitare,se ce
    ne fosse stato il bisogno e la necessità,che all'età di Pino,
    o per lo meno in lui,non esisteva e fino ad allora non solo
    non c'era stata mai,ma non si sopponeva nemmeno!Era un qual-
    cosa che gli si svegliava al solo pensiero...!figuriamoci dopo
    la carezza di una mano gentile e caldissima della giovane don-
    na..!Lei era alla sua prima esperienza,ma non sembrò spaventar-
    sene,accettando ogni cosa di buon grado,come se fosse stata
    una cosa,un fatto naturale,vitale che andava fatto.
    "Dal primo momento che ti ho visto,ho desiderato stare fra
    le tue braccia così come abbiamo fatto oggi e,che,se non lo
    avessimo fatto,farei di tutto per poterlo fare con te,amore
    mio...!e con te e non con un altro uomo! Se così non fosse
    stato,l'avrei già fatto in passato.Non avrei atteso te! Non
    dimenticare mai che sono pazza di te e che ti voglio sempre.
    La notte non è possibile,ma la domenica,che è più facile...!
    Anche negli altri giorni,devo solo trovare il momento adatto.
    Per te cosa è stato?"-"E' stato meraviglioso e sarei molto fe-
    lice poterlo ripetere ancora,in futuro.Io apprezzo molto le co-
    se belle e interessanti,molto interessanti!"-"Ti ringrazio per
    ciò che hai detto.Questo vuol dire che anche tu ci tenevi a
    farlo con me,come io con te...!Ora,però,per evitare inutili
    pettegolezzi,e poi dobbiamo tener presente che anche le mie col-
    leghe potrebbero avere le stesse necessità,dobbiamo tornare giù
    e tu dovrai andare via.A questa sera,amore mio."
    Con un bacio si rivestirono e tornarono giù.Trovarono l'atrio
    deserto,e il giovane potè andarsene via,indisturbatamente e sen-
    za che nessuno lo vedesse e,di conseguenze,malignare o,peggio
    ancora,malpensare e fare,a sua volta,analogo pensierino...!
    Cosa che si doveva evitare a qualunque costo,a tutela della don-
    na,superiora suor Malia. 
    Uscendo dal convento Pino girò a sinistra per recarsi verso i
    giardini,che ornano i monumenti di Giuseppe Garibaldi e di Anita.
    Davanti alle due statue si fermò estasiato,ricordando i momenti
    storici,che avevano interessato gli eroi dei duemondi...!
    Ricordò quando,l'immenso amore di Anita l'avesse indotta a sop-
    portare immani privazioni per seguire il suo eroe,il suo Josè...!
    E quando,dopo la fuga da Roma,lei morì di malaria nelle paludi di
    Comacchio,lasciando sconsolato e in un immenso dolore il suo gran-
    de Giuseppe,che non si fermò mai,neanche quando ebbe tutti contro
    ...!gli arraffoni di sempre...!E' ciò che fece grande l'eroe dei
    due mondi...!
    Nella parte,che si affaccia sulla città,alle dodici precise,il
    cannone annuncia il mezzogiorno a tutto il popolo romano.Proprio
    sotto il muraglione si scopre la basilica di San Pietro con tut-
    to lo Stato Vaticano con le sue mille luci ed ombre...!
    Girovagò per l'intera giornata fra i giardini circostanti il pi-
    azzale del Gianicolo,per rendersi conto di ogni cosa.Volle sco-
    prire ogni angolo della zona.Passò sotto le mura gianicolense,
    passando qualche oretta fra i viali di Villa Sciarra,ex Villa
    Words.La Villa fu regalata dalla famiglia Words a Mussolini,che,
    a sua volta,la regalò al popolo romano.L'attuale Villa Sciarra
    si trova alla sommità di Via Dandolo,circondata dalle mura di Ro-
    ma antica,limitate da Porta San Pancrazio e dall'Hospital Meddi-
    cal,che è solamente meravigliosamente accogliente...!
    La villa è ricca di viali e in ognuno di essi giganteggia una
    fontana con piscine e vasche,entro le quali giganteggiano sta-
    tue di nereiadi boscherecce e marine.
    Mentre passeggiava fra i giganteschi e secolari alberi,pensò:
    "Quando non vorrò portarmi verso il centro,qui ho un ottimo luo-
    go per sbizzarrirmi e scaricarmi dalle tante tensioni.Mi sembra
    di notare che le panchine sono anche molto bene occupate e ci
    sarebbe da fare parecchie conoscenze.Oggi,come primo giorno,non
    è il caso d'intavolare un discorso per fare nuove amicizie...!
    ma godere ed apprezzare il profumo di questi magnifici fiori,che
    ornano ed arricchiscono le meravigliose e stupende aiuole.In se-
    guito avrò l'opportunità di fare le dovute scelte.Noto che ci
    sono diverse,che mi guardano con un certo interesse...!Il ter-
    reno si presenta molto ricco e fertile,oltre ad essere molto
    invogliante...!Forse,è dovuto al fatto che sono nuovo del posto
    ...!" Sentì dire da alcune ragazze:"Nel pomeriggio,allora,andia-
    mo al cinema?Danno un bel film divertente." L'altra ragazza,"Io
    preferisco film d'amore.Mi piace vedere le persone quando si ba-
    ciano appassionatamente e si dicono parole d'amore...!visto che
    io un fidanzato non ce l'ho e non l'ho mai avuto...!"-"Ma,non ti
    sembra sbagliato vedere e non toccare?A me piace palpare ed es-
    sere palpata dappertutto...!"-"E poi,non hai paura delle conse-
    guenze?Non hai paura che ti possa mettere incinta senza essere
    sposata?"-"Tu sai che anch'io non sono stata mai fidanzata,per
    cui non sono stata mai nè toccata e nè baciata da un uomo...!
    Mi piace,però,fantasticare su come sarebbe bello,molto bello
    essere attaccata ad un uomo mentre lui mi accarezza per tutto
    il corpo,mi bacia e io lo ribacio...!" emettendo un sonoro so-
    spirone da far tremare tutto il suo corpo."Allora siamo due po-
    vere disgraziate,che non hanno mai ancora provato il piacere
    di essere baciate ed accarezzate in tutto il nostro corpo da
    un uomo?!"-"Hai ragione...!" emettendo un altro profondissimo
    sospiro."Come si fa a stimolare un uomo,se abitiamo in questo
    ricovero di derelitte?Per avere delle avventure con un uomo,
    occorre uscire la sera,andando nelle discoteche,nelle pizzerie,
    nei bar,ai ristoranti...!"-"E' proprio così.Noi,alle sette,dob-
    biamo già stare dentro per la cena,e prima ancora per dire il
    rosario e a prepararci per la notte,altrimenti la suora non ci
    fa più entrare,facendoci rimanere fuori...!Siamo quasi in in-
    verno e la notte è abbastanza fredda e la notte fuori si sta
    molto male,anche se la temperatura di Roma non è molto rigida
    ...!"-"Chissà come fanno quei barboni,che dormono sotto i pon-
    ti del fiume Tevere!?"-"Quelli amano essere liberi,non voglio-
    no alcun vincolo.Non chiedono neanche l'elemosina per le stra-
    de,come fanno a vivere?"-"Quelli vanno a mangiare nelle varie
    mense dei poveri che vengono aperte a mezzogiorno in varie par-
    ti della città,ovunque ci sono frati e suore.Qui a Roma,la cit-
    tà è tutta di loro proprietà,li trovi disseminati in ogni ango-
    lo!" Pino si era fermato su di una panchina ed aveva ascoltato
    il dialogo delle due ragazze e pensò:"Già,questo è stato da
    sempre il modo di assoggettare il prossimo da parte del clero!
    Dare il contentino per la semplice sopravvivenza...!E'ciò che
    ha fatto e sta facendo anche il capitalismo mondiale e locale
    che sa di poter prosperare solo condizionando la libertà del
    popolo...!Se al popolo viene data la possibilità,l'opportunità
    di apprezzare la libertà e di essere libero,indipendente,non
    potrà più essere controllato,soggiogato e tenuto buono buono,
    al guinzaglio,nella schiavitù,perchè sarà capace e in grado di
    farsi valere!Ecco giustificata la miseria morale e materiale
    nella quale vengono tenuti i popoli africani...!" Abbandonò
    tali tristi pensieri per un attimo,perchè la sua attenzione
    fu attratta da due canarini,che si facevano delle moine.Si
    rincorrevano cinquettando.Poi,di colpo si fermarono e d'un
    balzo uno saltò sull'altro,che,piacevolmente gli soggiacque.
    Quello di sopra abbassò le ali,come a voler coprire,nasconde-
    re il corpo di quello che stava sotto...!
    Rimasero accovacciati,tremanti,frementi per qualche attimo,
    dopo di che si liberarono scuotendosi di dosso un qualcosa,
    che non si vide,ma che per loro era esistito,lasciando pen-
    sieroso il giovane e a chiedersi di cosa avessero voluto li-
    berarsi...! Forse volevano tornare liberi di volare,indistur-
    batamente?Era stato un attimo,un attimo di piacere. "Guarda
    un poco che delicatezza ha avuto quell'animaletto!Mentre si
    appagava e l'appagava,ha pensato a voler nascondere,in modo
    molto pudico,ciò che stava facendo...!" I due uccellini tor-      
    narono liberi a volare fra i rami degli alberi e Pino conti-
    nuò ad inseguire i suoi pensieri,che riguardavano l'atteggia-
    mento,che i forti,i potenti del mondo hanno verso i propri
    simili.Atteggiamento di soggezione e sfruttamento della bon-
    tà altrui ad usum proprio e facendosi osannare dalla massa
    informe! Ripensò ai danni irreparabili causati dagli scoppi
    delle due bombe nucleari in Giappone e,che,dopo la seconda
    guerra mondiale tutte le città italiane ed europee erano sta-
    te invase da persone in divisa militare a strisce e a stelle!
    I politici italiani hanno sempre osannato tale realtà,giusti-
    ficandola con il benessere,che ne era seguito,dimenticando
    che "La libertà è si cara," che c'è gente che " per essa vi-
    ta rifiuta"! Abbandonò i pensieri tristi per tornare a pen-
    sare a suor Malia,che,con il suo atteggiamento,l'aveva las-
    ciato senza parole...! "Che passione...!s'era proprio scate-
    nata...!Devo ritenermi veramente fortunato! E' accaduto come
    quando tornai a Bonefro da Pescara e l'altra suora,Marcella,
    che,appena mi vide,disse di aver perso la testa...!A dire il
    vero,mi trovo in una grossa difficoltà se voglio stabilire
    chi delle due sia più focosa e appagante!Entrambe hanno mos-
    trato di avere una bramosia repressa,che se ha la possibili-
    tà di estrinsecarsi,si manifesta in tutta la sua potenza,che
    è immensa.Vedrò di cogliere la parte migliore sia per accon-
    tentare lei che per soddisfare me...!"                                  
    Passeggiando e pensando,s'era fatto molto tardi e già si fe-
    cero sentire i crampi allo stomaco.Guardò l'orologio e si re-
    se conto che s'erano fatte le tredici e trenta."Ecco perchè",
    si disse,"lo stomaco incomincia a brontolare!?S'è fatto molto
    tardi,ed ha ragione!Ora raggiungo la trattoria di Trastevere,
    lì si mangia bene e si paga poco,così soddisferò la tasca e
    lo stomaco." In trattoria,"La Trattoria del Borgo",era già co-
    nosciuto e la ragazza lo trattava divinamente.Era una bella
    ragazzona di circa venticinque anni,pienotta e piacente.Lo
    trattava con molto rispetto e sussiego.Al giovane i modi gen-
    tili e cortesi son sempre piaciuti...!Gina,così si chiamava                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      
    la ragazza,lo trattava come si tratta una persona di molto
    riguardo,e che ci sta particolarmente a cuore.Se Pino le a-
    vesse dato un appuntamento,si sarebbe sentita più che onorata
    e prescelta,perciò si sarebbe sentita in dovere di accettare.
    Un invito per lei sarebbe stato un premio eccezionale e si sa-
    rebbe sentita come se avesse dovuto toccare il cielo con un
    dito.Il giovane aveva intuito una cosa del genere.Perciò in-
    cominciò a caldeggiarne l'idea e si disse:"Qualche giorno la
    inviterò al cinema di Monteverdi,dove vanno la domenica le ra-
    gazze del dormitorio femminile.Solo che lei,forse,lavora!e,se
    fa turni,che non le consentiranno di poter essere libera d'in-
    contrarsi con me,come faccio? Prima di farle una proposta,devo
    riflettere molto bene.Poi,non potrei più venire qui a pranzare!
    Io la sera alle sette precise,devo stare già lì,con gli altri
    ...!Non posso permettermi il lusso di rimanere fuori la notte
    ...!" Perciò,per il momento abbandonò tale idea,che gli sembrò
    irrealizzabile e si limitò a chiedere da mangiare,per pranzare.
    "Mi scusi,io vorrei pranzare e mi rimetto ai suggerimenti suoi,
    del cuoco o della cuoca...!"-"Oggi,a lei,io suggerisco,come pri-
    mo,un piatto di tagliatelle di ragù alla bolognese e poi uno
    spezzatino di manzo.Da bere,cosa desidera?"-"Da bere,della sem-
    plice acqua,perchè sono astemio.Non bevo vino e la birra non è
    di mio gradimento.Grazie.Devo dirle che ho molta fame e che,gi-
    rovagando per le vie e i viali dei vostri giardini,non mi sono
    reso conto che il tempo stava passando in tutta fretta!Anzi,
    troppo velocemente!"-"Non si preoccupi.In un minuto le porto da
    mangiare e abbondante,così potrà soddisfare la sua fame e riem-
    pire adeguatamente i suoi vuoti...!"
    Andò via,quasi di corsa,dicendo le ultime parole,mentre si al-
    lontanava.Nella trattoria era rimasto solo Pino,per cui,quando,
    dopo poco Gina gli portò il pranzo,si sedette al suo tavolo,di-
    sposta a continuare a dialogare col giovane,che rimase alquanto
    imbarazzato. 
    "Se le dà fastidio la mia presenza"disse Gina,"posso andare via.
    Mi farebbe piacere stare qui con lei a chiacchierare un poco."
    -"Non mi dà alcun fastidio,anzi,mi fa molto piacere.Solo,non vor-
    rei crearle dei problemi con il suo principale,che potrebbe ri-
    chiamarla...!"-"Nessun problema.Gli usuali frequentatori della
    nostra trattoria sono già venuti.Ora ci sta solo lei e,anzicchè
    stare dietro al bancone a perdere tempo,resto piacevolmente a
    chiacchierare con lei,se non le dà fastidio."-"No,prego.Resti
    quanto vuole.Lei permette che io continui a mangiare?"-"Ma cer-
    to,ci mancherebbe altro!Lei è un gran bel giovane e molto dis-
    tinto.Sa,mi ha colpita subito,appena l'ho vista la prima volta.
    Non è di qua? cioè,romano?"-"No,sono molisano." continuò a man-
    giare con un poco di rossore sulle gote,per la schiettezza del-
    la ragazza,che lo aveva alquanto imbarazzato.Tra un boccone e
    l'altro aggiunse,per contraccambiare:"Anche lei è una gran bel-
    la ragazza.Certamente avrà moltissimi corteggiatori,se non an-
    che un fidanzato."-"Qui si sbaglia,non ho nè un fidanzato e nè
    un corteggiatore o,corteggiatori...!forse,perchè sto sempre qui
    a lavorare e non ho mai tempo per andare in giro...!" Dopo la
    estrinsecazione della ragazza ci fu un attimo di silenzio,sia
    per la disperazione della ragazza,che pensava alla sua situazi-
    one,molto penalizzante e sia perchè fosse necessaria una pausa
    che doveva servire,consentire a far riordinare le idee alla 
    donna.
    Pino ne approfittò per consumare il suo pranzo.Al termine le
    disse,usando molta circospezione:"A me farebbe molto piacere
    incontrarla fuori della trattoria per fare una passeggiata in-
    sieme o per andare al cinema.Solo che io ho la ritirata per le
    diciannove,ogni sera...!"-"Io alle diciannove devo stare già
    qui,perchè incominciano ad arrivare i clienti e poi,anche se
    ho venticinque anni,mio padre non mi farebbe uscire di sera...!
    Potremo vederci solo nelle ore pomeridiane,quando la trattoria
    è chiusa,dopo che ho rassettato."-"Se le fa piacere,possiamo
    incontrarci.Lei mi deve solo dire quando e dove.E'lei che è im-
    pegnata,io sono libero,non ho impegni di nessun genere."-"Pos-
    siamo vederci verso le cinque davanti alla Standa,dove sta la
    fermata dell'autobus."-"D'accordo,alle diciassette l'aspetterò
    alla fermata dell'autobus,davanti alla Standa,qui di Trasteve-
    re.Ora mi dica quanto devo pagare e ci vediamo più tardi."-
    "Glielo vorrei offrire io,il pranzo di oggi!"-"No,grazie.Oggi
    lo pago io e,una delle prossime volte me lo offrirà lei"-"Al-
    lora mi dà cinquemila lire."-"Grazie e a più tardi.Io mi chia-
    mo Pino." le allungò e le strinse la mano,che la ragazza,nel
    sentire il fluido,che emanava,si sentì scuotere tutta."E io mi
    chiamo Gina.Allora,arrivederci alle cinque.Ciao." Quando il
    giovane fu fuori dalla trattoria,ripetutamente si baciò la ma-
    no nella parte stretta da quella del giovane,pensando al pia-
    cere che la sua presenza le avrebbe dato.
    Gina era una bella ragazza,che non avrebbe stimolato facilmen-
    te un uomo se non per poterla gustare in tutta la sua magnifi-
    cenza,essendo di una struttura...! doveva pesare all'incirca
    una ottantina di chili,rispetto a Pino che ne pesava meno di
    cinquanta e anche più alto di lei di almeno una quindicina di
    centimetri...!

       
       
                   
    

        
                          Capitolo terzo.
    Pino da un quarto d'ora stava passeggiando davanti alla Standa
    vicino alla fermata del settantacinque,quando giunse,molto ele-
    gantemente vestita,Gina.Nel vederla arrivare gli sembrò enorme
    ma le andò incontro con un sorriso smagliante e con un:"Ben ve-
    nuta,mi fa molto piacere incontrarla fuori della sua trattoria,
    potremo parlare senza problemi e passeggiare in tranquillità e
    pace."-"Dove mi porta?"-"Dove preferirebbe andare?C'è un posto,
    che più di tutti l'attira e che le farebbe piacere visitare?"-
    "Con lei tutti i luoghi mi sembreranno meravigliosi.Solo che io
    vedo tanta gente ogni giorno...,e continuare a vederla anche la
    domenica in tua compagnia,proprio mi dà fastidio.Scusi,le ho
    dato del tu...!"-"Anzi,penso che sia il caso di non darsi più
    il lei e parlare in seconda persona singolare,dandosi del tu da
    vecchi,buoni e cari amici.Che ne dici?"-"Per me va bene,non de-
    sidero altro." e gli infilò la mano sotto il braccio,prendendo-
    glielo con una certa violenza e passione.Pino subito pensò:"Ci
    siamo.Gina non desidera altro che approfondire la nostra cono-
    scenza.Io non posso non accontentarla." Perciò decise subito
    di portarla lungo le Mura Gianicolense,dove aveva avuto modo di
    notare dei boschetti molto accoglienti che avrebbero fatto al
    caso loro e dove aveva già visto delle coppiette recarvisi."Al-
    lora vuoi che si vada in luoghi appartati,da fidanzati,che ama-
    no stare soli per abbracciarsi e,stare in intimità...?!"-"Baci-
    arsi",aggiunse lei."Io non so baciare,perchè non sono stata ba-
    ciata mai e mai ho baciato un uomo.Forse perchè,fino ad oggi,
    non ho trovato mai un uomo che mi piacesse e che mi facesse
    perdere la testa...!"-"Con me ti piacerebbe farlo?"-"Per ora
    non so cosa dirti.Quando sarà il momento si vedrà se ci farà
    piacere stringerci,baciarci e..."-"Per poter provare è necessa-
    rio andare in un luogo confacente che ci dia la possibilità di
    farlo.Ci stai?"-"Non ho capito cosa vuoi dire con il luogo dove
    poterlo fare!?"-"E'semplice.Qui,in mezzo alla strada non possi-
    amo abbracciarci e baciarci davanti a tutte le persone,che ci
    sono.Per poterlo fare liberamente,senza la minima soggezione,è
    necessario trovarsi in un luogo appartato,dove nessuno può ve-
    derti e crearti la soggezione,che ti dicevo prima.Non ti pare?"
    -"Hai ragione."-"Allora andiamo in un luogo appartato per po-
    terci abbracciare e baciare a volontà,se ci farà piacere far-
    lo?"-"Si,ma io non li conosco.Non saprei dove sono e dove po-
    terli andare a trovare."-"Passeggiando intorno alle Mura Gian-
    icolense,questa mattina,ho visto che ci sono dei boschetti mol-
    to appartati e tranquilli e che farebbero al caso nostro,quin-
    di,indicati per le nostre esigenze...!Non ti pare?"-"Allora
    andiamoci,senza perdere del tempo prezioso,mio caro!" Così ri-
    salirono sul Piazzale Gianicolense,l'aggirarono per portarsi
    alle spalle del monumento a Garibaldi e,dopo avere costeggiato
    le Mura per qualche centinaio di metri,furono nella parte del-
    la zona,che comprendeva le alcove del boschetto fatto da pic-
    cole betulle con lunghi rami,che avevano finito per intrecci-
    arsi con l'andare degli anni.Vi si inoltrarono senza alcun pro-
    blema,senza incontrare nessuna difficoltà.Una volta penetrati
    nel boschetto,notarono subito degli anfratti fatti come alcove
    con giornali ben spiegati sull'erbetta,come se fossero stati
    delle lenzuola,che avrebbero dovuto servire a dare il conforto
    di un normale letto."Che magnifico posto",disse Gina,"sembra
    fatto apposta per noi...!Così accogliente non lo avrei mai im-
    maginato...!" Al che Pino incominciò,prima ad accarezzarla,poi
    a baciarla sul collo,sulla gote,sulla fronte e poi sulla bocca,
    che lei aprì in modo eccessivo,esageratamente,come se avesse
    voluto farvi entrare l'uomo per intero.
    Il giovane cercò di chiudergliela con un bacio e,pian piano,far-
    le sentire il piacere delle sue labbra e poi la sua lingua con
    tutti i suoi benefici!al che lei incominciò a tirar fuori anche
    la sua e a scatenarsi.Dopo una diecina di minuti lei incominciò
    ad ansimare,a smaniare,ad emanare scintille e fiamme,ma,soprat-
    tutto,a stringere a sè con molta più foga il suo giovane compa-
    gno,che era riuscita,finalmente,ad avere a portata di mano.Il
    giovane,dal suo atteggiamento,si sentì stimolato,quasi solleci-
    tato,a fare il suo dovere.Allora incominciò a scoprirle il pet-
    to,sbottonandole la camicetta e a baciarle la bianca pella.Poi,
    con calma le sbottonò il reggiseno,ciucciandole il capezzolo di
    sinistra.Dopo un poco lei sembrò perdere l'equilibrio,finendo
    distesi sull'alcova,tirandosi addosso il giovane.Una volta al-
    lungata,sembrò di trovarsi ancora di più a suo agio,continuan-
    do a tenere sempre più stretto a sè il giovane,che,oltre a ba-
    ciarla con maggiore diffusione il petto,incominciò ad accarez-
    zarle le coscie,iniziando dalle ginocchia.Nel sentire la mano
    dell'uomo,provvide a divaricare le sue coscie.Certamente era
    intenzionata ad agevolargli il compito.La ragazza,nel sentìre
    la mano del giovane,non solo l'agevolò,ma manifestò un fremi-
    to maggiore,stringendo con sempre maggiore vigore il corpo
    dell'uomo al suo,come se fosse stata timorosa di non averlo
    tutto per sè.Più la sua mano dal ginocchio saliva e maggiore
    il fremito di piacere di Gina aumentava,divenendo sempre più
    irresistibile.Contemporaneamente aumentò anche la passione
    dei suoi baci con gemiti di piacere sempre più affannosi.Il
    culmine,con sospiri di sollievo,lo si ebbe quando la mano di
    Pino finì fra le gambe e toccò il centro delle sue mutandine.    
    Pino,dapprima gliele accarezzò delicatamente.Notando che lei
    non ricusava la prestazione,nè approfittò per tirarle un po-
    chino giù per infilare le sue dita tra la stoffa e la sua car-
    ne,che non era facile trovare,perchè un foltissimo bosco la
    proteggeva.Continuando a non manifestare disappunto,ma piace-
    re infinito,Pino procedette ad insinuare le sue dita nel fol-
    tissimo pelo fino a toccare la pelle bollente e le labbra di
    lei!Anche lui si era molto eccitato.Perciò la sollevò un poco
    nella parte inferiore e le sfilò le mutandine di pizzo rosso,
    scoprendosi,a sua volta,dopo essersi sbottonato i pantaloni.
    La ragazza sognava da tempo di provare quella parte di corpo
    maschile,realizzando l'incastro dei due corpi,come a farne di-
    ventare uno solo.Gina non protestò,ma mugolò soltanto di pia-
    cere,sentendosi,ormai,appagata e soddisfatta.Poteva,finalmen-
    te,dire:"Sono una donna in tutto e per tutto!" Il giovane,pri-
    ma di eiaculare,si alzò e corse lontano dalla ragazza per po-
    terlo fare in pace,urinando per pulire bene e meglio i canali
    del suo apparato riproduttore.
    "Perchè ti sei tolto?" disse la ragazza."Potevamo stare anco-
    ra appiccicati insieme,l'uno all'altra...!?"-"Ma,che volevi
    ti mettessi incinta sin dalla prima volta che facciamo sesso?"
    "Perchè,così si fanno i figli?"-"Certo che si fanno in questo
    modo,mia cara.Se io fossi rimasto su di te e avessi eiaculato
    all'interno della tua vagina,del tuo corpo,fra nove mesi sare-
    sti diventata madre.Non credo che tu volessi tutto ciò!"-"Hai
    ragione.Io non sapevo nulla.Come hai potuto notare,io non l'ho
    mai fatto,è la prima volta,che sto abbracciata ad un uomo col
    quale mi sono baciata,e ho fatto..." Il giovane portava sempre
    con sè dei tovagliolini di carta,così,dopo essersi pulito,ne
    diede qualcuno alla ragazza per farla rassettare e rivestire.
    Dopo che si fu pulita fra le cosce,una volta riordinatasi,le
    si mise accanto,continuando a baciarla e ad accarezzarla,evi-
    tando di approfondire,di andare troppo oltre,rimanendole al-
    quanto distante.La seconda volta,fare sesso,voleva dire cre-
    are problemi futuri!perciò vi si astenne con un certo disap-
    punto della ragazza,che avrebbe voluto rifare sesso.Avrebbe
    gradito essere penetrata di nuovo.Le era piaciuto troppo e
    rifarlo,per lei,sarebbe stato un tornare a toccare il cielo
    con un dito! Alle diciotto e trenta si alzarono dal giaci-
    glio e tornarono indietro.Pino accompagnò Gina davanti alla
    Standa perchè doveva tornare al suo lavoro e lui per andare
    in Via Giacinto Carini,dove,al dormitorio,avrebbe cenato e
    si sarebbe preparato per trascorrervi la notte.Come al soli-
    to,sull'uscio trovò suor Malia che:"Come ha trscorso la gior-
    nata?Penso bene.Dove ha pranzato?Sa,giù a Trastevere,sulla
    isola Tiberina,alle dodici precise,c'è la mensa.Lì lei può an-
    darci a pranzare senza pagare nulla.Anche durante la settima-
    na,visto che non ha un lavoro e una sicurezza economica.I nos-
    tri ospiti ci vanno tutti e dicono di trovarsi benissimo.Poi
    ci sono anche altri centri nei pressi della stazione Termini
    e nei pressi del Vaticano.Dipende da dove si trova,può appro-
    fittarne.Un'altra c'è in Piazza Sant'Agostino al numero otto;
    un altro alla Porta Sant'Anna e in Via San Marco,ugualmente
    al numero otto...!"-"Grazie infinite suor Malia."-"Per me è
    un vero grande piacere poterle dire queste cose e poterle par-
    lare,oltre ad esserle utile...!Mi fa molto piacere darle le
    informazioni utili,per farla stare meglio qui da noi e con noi
    a Roma...!"-"Di nuovo,molte grazie,suora.Sono felice per il
    suo interessamento e per l'aiuto,che vuole darmi...!" Visto
    che si era formata una lunga fila,con lo sguardo lo fece ca-
    pire alla donna,che gli diede il pane e la scodella stracolma,
    dicendogli:"Se ne vuole dell'altro,quando l'avrà terminato,può
    venire a riprenderne ancora." Per lui c'era sempre doppia ra-
    zione di pane,di frutta,di formaggio e minestra.
    Le coperte e le lenzuola sembrava scegliergliele,cercando di
    dargli il meglio sul mercato,avendo con amore provveduto ad
    accarezzarle...!     
    Pino andò a mangiare per la cena fra Carlo e Cesare,evitando
    di fare commenti,e facendo in modo che nessuno li facesse,
    nemmeno gli altri,evitando di darne motivo valivo!
    Cenò in silenzio con il pretesto di essere molto stanco.Dopo
    il rosario,con gli altri andò a prepararsi per la notte.
    Stando fra le lenzuola non potè esimersi dal ripensare e cer-
    care di rivivere la giornata appena trascorsa."Certo,più mo-
    vimentata di così non sarebbe potuta essere...!Questa mattina
    suor Malia,che mi ha fatto ricordare la suora di Bonefro ed
    oggi pomeriggio Gina,che ha cercato di appagarmi come meglio
    non si potesse e non si possa...!Voleva,inappagabile,mangiar-
    mi ripetutamente e senza sosta,anche se,per lei,è stata la
    prima esperienza sessuale.Normalmente ho sempre pensato che
    alla donna,nel perdere la verginità,avrebbe dato un certo
    problema...!Le due hanno manifestato solo soddisfazione in-
    finita,che avrebbero gradito ripetere e senza sosta...!Devo
    ritenermi proprio molto fortunato,se,le donne,che neanche co-
    nosco,fanno,quasi a gara,per darmela,per essere possedute da
    me ed ospitare il mio corpo dentro di sè...!Non riesco a tro-
    vare lavoro,ma le donne si e con molta facilità cercano e tro-
    vano me e mi consolano,come meglio non si potrebbe...!A dire
    il vero,mi strapazzano come meglio credono e non si potrebbe,
    togliendomi la minima possibilità di andarne alla ricerca!So-
    noloro che mi cercano e trovano me...!"
    Con tali pensieri e,rivivendo l'immenso piacere provato con
    entrambe,si addormentò pacificamente. 
    Alle prime luci dell'alba si svegliò e ripensò alle parole
    della suora:"Tutti i nostri ospiti ci vanno." Così s'immagi-
    nò la fila dei poveri derelitti in attesa di farsi dare una
    scodella con del cibo,dopo essere stati in piedi ad attende-
    re la loro benevolenza.Ricordò Gino Pizzoli che lo portò a vi-
    sitare altri due centri refettori.Uno era in Via Romagna e lo
    altro in Via Vittorino da Feltre,questo,gestito da laici te-
    deschi a differenza della miriade di tali centri,gestiti da
    frati,suore e dipendenti dallo Stato Vaticano con i soldi de-
    gli italiani,visto l'enorme contributo,che erano costretti ad
    erogare annualmente grazie al Concordato fatto da Mussolini..!
    Mentre ricordava tali luoghi,un brivido di gelo gli corse giù,
    lungo la schiena.Che ripugnanza!stare lì,impalati all'impiedi
    per delle ore ed attendere la misericordia di un volgare uo-
    mo vestito di nero,che ti porti qualcosa da mettere sotto i  
    denti...!Ti dà tutto ciò che gli pare opportuno e non sei te-
    nuto a rifiutare,ti piaccia o non ti piaccia...!Sei succube
    di tutti,perchè non sei più un essere umano,ma sei un ogget-
    to disponibile a soddisfare chi può più di te.Tu devi solo
    ubbidire!In quei luoghi vedi solo un mucchietto di persone
    rannicchiate in un angolo con una tazzina in una mano ed
    un cucchiaio nell'altra che con riluttanza avvicinano alle
    labbra...!Qualche piccina piange o per un motivo o per un al-
    tro,si sa i bambini come sono imprevedibili e impressionabili
    per nulla!e il prete,che s'irrita e la prende per un braccio
    e,assieme alla madre,la caccia via,scaraventandola in mezzo
    alla strada...!Che tristezza la miseria materiale...!ma,ancor
    più quella morale di chi si comporta...nel modo descritto!
    Era quanto aveva visto qualche giorno prima...!Nello stesso
    giorno,Pino,trovandosi sul ponte Garibaldi,guardando il fiu-
    me Tevere,forse come reazione a ciò a cui aveva assistito e,
    poi,perchè si trovò in una giornata molto negativa,sfiducia-
    to,rasentando il massimo dello scoramento,scrisse la seguen-
    te poesiola,per essere oltremodo triste,sfiduciato e scorag-
    giato,nel pensare che ci potessero essere tali uomini,nei
    quali si era portati a fidare e confidare...:
    "E' l'acqua che s'increspa
    ad acqua.                        - O vita acqua
    Nel vorticoso andare             che ai miei piedi corri
    si perde                         e non ti fermi giammai
    ma va                            perchè non m'accogli
    e mai si ferma.                  e non disseti
    L'irrequieto fiume               l'arsura del corpo mio?
    a che dissimile                  E' sì arido...
    a vita inutile?                  povero...,brama pace!
    E' tutto un peregrinar           La tranquillità sua
    un corrugar d'affanni            è in te.
    e la nostra vita                 Accoglilo e siagli face
    quieta - rumorosa                nel suo ultimo
    - al declivio diletta -          e ratto andare.
    ratta e lenta                    Ha bisogno d'addolcire,
    si porta.                        con lungo manto,
    Annullar                         il suo triste e lungo andare.
    per desioso abbandono            Te diletta,plasmatrice,
    il suo placido andare            apri il tuo grembo
    nel gaudente e dinamico piede,   e maternamente tienilo
    va imperterrita.                 nel riposo eterno
                                     del travagliato suo essere.
    Il notare fatti ed atteggiamenti irriguadosi,lo portavano a
    rammaricarsi a tal punto da fargli desiderare l'estremo tra-
    passato per non essere più nella condizione di assistere ad
    atteggiamente così demoralizzanti e crudeli.Si penavo molto
    per gli altri.Egli non aveva motivo di crucio perchè era sem-
    pre più che prescelto da tutti e in ogni luogo e momento.A
    testimoniarlo non è solo l'ncontro con Malia,con Gina,con Ti-
    ziana e le altre in ospedale...!che tutte insieme riuscireb-
    bero a sddisfare l'orgoglio e l'ego di moltissimi uomini!
                




                         Capitolo Quarto.
    Al mattino si alzò fresco come una rosa e pronto a solleva-
    re il mondo in tutta la sua interezza e pesantezza.Era cer-
    to dell'amore delle due nuove donne,sia la suora che la ca-
    meriera,perciò poteva dedicarsi alla ricerca di un lavoro,
    che gli desse quell'autonomia e indipendenza necessarie a
    renderlo libero di potersi muovere a piacimento in qualsia-
    si ora del giorno e della notte,sempre che lo avesse voluto,
    e non condizionato nei suoi movimenti come quando,ancora ra-
    gazzino abitava nella casa paterna a Bonefro!Infatti una se-
    ra il padre,per costringerlo a rientrare presto,gli chiuse
    la porta con la spranga dietro,con l'intento di indurlo a su-
    onare.Così,aprendogli,avrebbe potuto rimproverarlo! Pino ag-
    girò l'ostacolo.Rientrò,entrando dalla botola delle galline,
    quindi dal pollaio,ma non picchiò alla porta di casa e non
    diede alcuna soddisfazione al padre.Gli tolse la possibilità
    di poterlo rimproverare per essere tornato a casa tardi.Con
    il disappunto del genitore,era ugualmente rientrato in casa
    e messosi a dormire nel suo abituale letto...!La mattina pre-
    sto,entrambi i genitori,si alzarono rattristati per aver chi-
    uso la porta e chiedendosi:"Ma Pino,questa notte dove ha dor-
    mito,visto che non ci ha costretti ad aprirlo?Vai,donna Con-
    cetta,nomignolo,che usava per la moglie,a vedere cosa è acca-
    duto." La donna andò nella stanza del giovane e,notando che
    era nel suo letto a dormire placidamente,tornò dal marito e
    gli riferì quanto aveva notato.Entrambi si chiesero,fino a
    quando i figli non si fossero alzati,come Pino avesse fatto
    a rientrare senza disturbare nessuno.Quando,interrogato,par-
    tecipò quanto avesse fatto,si concluse il tutto con una ri-
    sata e fu lasciato libro di rientrare all'ora,che avesse vo-
    luto!
    Al mattino dopo aver fatto colazione,uscì per tornare ai gi-
    ardini di Villa Sciarra per leggersi in santa pace "Il Mes-
    saggero" con gli annunci,che vi erano riportati nelle ultime
    pagine,in un inserto apposta e,con la segreta speranza di ri-
    uscire,finalmente,a trovare qualcosa d'interessante,che fa-
    cesse al caso suo,dandogli la possibilità di riuscire a svol-
    gere un'attività idonea a renderlo libero e felice.Così si
    sedette su una panchina all'ombra di un ontano millenario.
    Mentre era intento a sfogliare e consultare il giornale,gli
    si avvicinò Nicola,un altro ospite della casa che gli disse:
    "Posso sedermi qui,accanto a te?"-"Perchè no.La panchina non
    è di mia proprietà.Come ci sto seduto io,ti ci puoi sedere
    anche tu.Prego,accomodati.Se la tua presenza non mi risulte-
    rà gradita,potrò sempre andar via,per andare a sedermi su di
    un'altra panchina."-"Scusami,non volevo disturbarti.Desidero
    solo parlare con te,se non ti arreca disturbo."-"Ma,figurati!
    Accomodati pure e sentiamo cosa tu voglia dirmi.Mi hai un po-
    co incuriosito.Prego,parla pure,sono tutto orecchi e disponi-
    bile ad ascoltarti" Allora Nicola,con molta flemma,incominci-
    ò:"Tu sei nuovo della zona e del posto.Sono convinto che tu
    lo sia anche di Roma.Perciò mi fa piacere darti delle infor-
    mazioni utili a come vivere nel migliore dei modi qui."-"Hai
    ragione.Sono qui da poco e non abituato a vivere come voi.Io
    ho studiato e sono vissuto sempre in famiglia.Ora,siccome ho
    deciso di essere libero e indipendente,ho lasciato tutto,sot-
    toponendomi a questa nuova vita.Da novellino,non conosco pre-
    gi e difetti di stare fuori casa in balìa della sorte.Poi,qui
    a Roma,ci sono solo da neanche venti giorni.Qui,alla casa,ci
    sono da poco,da appena una settimana.Quindi,i tuoi suggeri-
    menti possono risultarmi molto utili.Orsù,parla." Al che Ni-
    cola si avvicinò ancora di più,incominciando a profondere
    consigli su consigli."Sai,qui devi stare molto attento,perchè
    ci sono molti pedofili e guardoni.Per esempio,se vai al con-
    vento dei frati benedettini,che curano la chiesa di San Giu-
    seppe,dell'isola tiberina,sta attento perchè fra Duilio è un
    pederasta.In cambio di nulla vuole avere rapporti con te.Qu-
    ando meno te lo aspetti,mostra la sua sessualità,disponibile
    e pronto a fare ciò che non ti fa piacere fare o far fare!Qui,
    dietro alle Mura Gianicolense,in mezzo a quelle fratte,trove-
    rai facilmente i guardoni.Mentre tu stai con una ragazza a...,
    loro guardano e si masturbano.Se tu vuoi avere delle avventu-
    re,perchè alla tua età se ne ha bisogno,vai davanti al cinema
    di Monteverdi e lì te le puoi scegliere come meglio crederai
    opportuno.Ci sono cameriere,sartine in libera uscita sia il
    giovedì pomeriggio che la domenica.Ci sono molte belle ragaz-
    ze vogliose...!Sta attento a Francesco,quello che dice di es-
    sere un attore...!Quello è un fallito siciliano che sta qui e
    non ha fatto mai nulla,anche se dice che ogni giorno va a Ci-
    necittà a lavorare.Un attore guadagna moltissimo e non ha bi-
    sogno di venire qui a godere dell'elemosina delle suore spagno-
    le!Carlo e Cesare sembrano delle brave persone,ma le altre...,
    è meglio non fidarsi e cercare di stare lontano,molto lontano
    da loro....!"-"Ti ringrazio per i suggerimenti e le informazi-
    oni,che mi hai dato e cercherò di farne tesoro,stanne certo e
    tranquillo.Intanto,ho trovato degli indirizzi,che penso di do-
    ver visitare.Per ora ti saluto.Vado via,per raggiungere i luo-
    ghi riportati su questo giornale.Ciao,a questa sera per la ce-
    na."-"Ciao,a questa sera a cena e per la notte." 
    Pino aveva letto fra gli annunci che cercavano nuovi attori
    per un film,che avrebbero dovuto girare di lì a poco...!Vole-
    vano nuovi volti e la paga,si diceva,che sarebbe stata buona
    ...!Allora si disse:"Perchè non tentare?Tanto,provare non fa
    male!Cosa ci rimetto?Mi tolgo anche questa soddisfazione!Fare
    il provino cosa potrà comportare?Solo dopo essere andato sa-
    prò e potrò decidere il da farsi.Prima,non sapendo...!" Così
    si recò all'indirizzo:Via Vittorio Veneto sessantacinque.L'ap-
    partamento era al primo piano.Trovò che altre persone erano in
    attesa di essere visionate e sedevano nell'ampio salone.Dopo
    uno sguardo panoramico si rivolse alla ragazza,che si trovava
    dietro ad una scrivania e l'interpellò:"Mi scusi,sono qui per
    l'annuncio su "Il Messaggero" cosa devo fare?"-"Mi dica il suo
    nome,dopo di che la chiameremo per il provino.Ha mai fatto del
    cinema?"-"No."-"Ora dovrà solo attendere un poco il suo turno."
    -"Come le dicevo,non ho fatto mai del cinema,mi chiamo Pino e
    ho vent'anni."-"Bene Pino,ora ne parlo al produttore e poi si
    vedrà." La ragazza sparì dietro una porta a vetri,per tornare
    al suo posto poco dopo,profondendosi in ampi sguardi e sorrisi
    verso il nuovo arrivato.Dopo dieci minuti fu felice di chiama-
    re:"Pino,ora è il suo turno.Vada in quella camera",e indicò u-
    na porta,collocata dirimpetto a lei,"il regista l'attende per
    il provino."-"Grazie,signorina,vado subito." La ragazza,di un
    venticinque anni,di capelli neri corvini,con occhi da pantera,
    un seno molto prominente,era fornita di due gambe molto ben
    affusolate da far desiderare e di riuscire a stimolare,con
    molta facilità,i buon gustai,a desiderare di accarezzarglie-
    le...!Pino,dopo avere attraversato una porta doppia,super-
    fornita per una certa sicurezza,si trovò in una camera di cir-
    ca venti metri quadrati,dove un ometto di circa quarant'anni
    o al massimo quantacinque,lo stava attendendo con un affabile
    sorriso,accattivante.
    Il giovane l'osservò attentamente,come a voler scoprire cosa
    si nascondesse in tutto ciò e se poteva sperare in un qualco-
    sa e fidarsi.L'ometto,dopo avergli dato il ben venuto e pre-
    sentatosi,lo invitò a seguirlo nel suo ragionamento."Deve sa-
    pere che,per diventare un grande vero attore,bisogna imparare
    a recitare,sapendo controllare la propria respirazione.Non
    basta essere fotogenici ed avere un bell'aspetto.Lei mi sem-
    bra che abbia delle qualità e che lo sia e per questo le fa-
    remo le foto per prova.Però,ora,devo sentire come respira,se
    è già adatto o ha bisogno di essere preparato." Nella came-
    retta accanto gli fecero le foto.Dopo le foto fu pregato di
    allungarsi su di un lettino,pancia in su.Al che l'ometto in-
    cominciò a tastarlo sulla pancia,facendogli trattanere il re-
    spiro e parlare solo col diaframma pettorale,tenendo fermo lo
    addome.Fin qui tutto bene,diventava naturale per appurare se
    fosse riuscito a parlare senza muovere il basso ventre.Accet-
    tò di buon grado i suggerimenti e le prove...!fino a quando
    poi,il regista volle andare oltre,per saggiare il suo appara-
    to genitale che si ritrasse e volle smettere la prova dicen-
    do:"A me piacciono le donne e non gli uomini,amico mio.Per-
    ciò,per me può bastare.Io vado via."-"Mio caro,se vuoi fare
    l'attore,devi anche accettare di fartela con un uomo!"-"Se
    questo è il prezzo,io ci rinuncio e vado via,non m'interessa.
    Se mi volete dare le foto fatte,va bene,altrimenti,come non
    detto,ve le potete trattenere a vostro piacimento.Per me sa-
    rà come se qui non ci fossi mai stato."-"Le foto sono già
    pronte e gliele dò.Nel caso,visto che lei è molto fotogeni-
    co,possa ripensarci,io sarò ben lieto di essere a sua dispo-
    sizione,per qualsiasi cosa." Il giovane andò nella camera
    accanto e,dopo qualche minuto,gli portarono le foto,che ri-
    cevette ed andò via,senza neanche girarsi indietro,per lo
    schifo,che aveva avvetito e la nausea,che gli aveva provo-
    cato...!Nel consegnargli le foto,disse:"Ecco,vede che belle
    foto!?Non le sembra un vero e grande peccato non sfruttare
    tale disposizione,rinunciando di fare l'attore?Ha visto co-
    me è fotogenico e come è venuta bene?Si guardi.Se ci ripen-
    sa,noi siamo qui.Arrivederci." Gli allungò la mano.Pino a
    sua volta allungò la sua e la si strinsero,ma,soprattutto,
    per ritirare le foto,dicendo:"Arrivederci" e andò via,qua-
    si di corsa,dicendo fra sè:"col fischio ch'io ritorni qui..!"     
    Uscendo da lì non pensò di fare altro che andare a passeggia-
    re per la stazione Termini,alfine di perdere un poco di tem-
    po e scaricarsi dalla tensione,che gli aveva messo addosso il
    regista.Mentre passeggiava nella sala d'attesa di destra,fra
    le tante persone,che vi stazionavano,incontrò Nicola."Che ci
    fai tu qui?Non dovevi visitare alcuni indirizzi?"-"Si,hai ra-
    gione.Ho visitato uno,che mi ha lasciato male.Perciò sono
    qui,per scaricarmi dalla tensione,passaggiando."-"Se ne vuoi
    parlare,così te ne liberi,mi fa piacere ascoltarti.Racconta-
    mi.Siediti qui accanto me.Siediti anche tu." Pino gli si se-
    dette vicino e incominciò a raccontargli quanto gli era acca-
    duto al provino cinematografico."Sai,non te la devi prendere.
    Quel mondo è pieno di pederasta e finocchi,che vanno in cerca
    di giovani come te.Pagherebbero chissà quanto per poter avere
    uno come te,pulito e con un corpo,che sembra un figurino.Ve-
    drai che questo problema lo troverai anche in altri settori,
    continuando a cercare lavoro...!Perciò,o ci fai l'abitudine,
    oppure non riuscirai mai a sistemarti come meglio credi!"
    Alle ultime parole di Nicola il giovane rimase alquanto es-
    terrefatto e preoccupato,pensando:"Se in ogni settore,qui a
    Roma,le cose hanno tale sbocco,allora non devo fidarmi di
    niente e di nessuno?Visto che trovo diletto solo nelle e con
    le belle donne libere e non impegnate,senza vingoli,così co-
    me era accaduto con Melina...!per essere tranquillo e sere-
    no...,devo cambiare programma...?!" Mentre stava pensando a
    ciò,Nicola gli chiese:"Hai pranzato?Mancano solo cinque minu-
    ti a mezzogiorno.Io vado a pranzare.Se non hai mangiato e vu-
    oi pranzare,vieni con me.Così pranzeremo insieme al mio ris-
    torante,che apre alle dodici precise.Lì non si può arrivare
    in ritardo,altrimernti non si è più serviti."-"A dire la ve-
    rità,io non ho ancora pranzato.Con tutti i giri che ho fatto,
    un certo appetito incomincia a farsi sentire.Vengo al tuo ris-
    torante a pranzo ma,non vorrei spendere molto!"-"Non spenderai
    una lira.Lì si mangia e non si paga un centesimo.Vedrai che ti
    piacerà sia il luogo che la compagnia.Ritroverai molte persone,
    che già conosci." Così,insieme,chiacchierando del più e del me-
    no,raggiunsero Via Merulana.Davanti ad una porticina una dis-
    creta fila di persone era in attesa."Cosa fanno quelle persone
    lì davanti?"-"E'lì il nostro ristorante.Sono i nostri commen-
    sali.Lì andremo pure noi a pranzare senza cacciare neanche un
    centesimo.Quello è il refettorio dell'E.C.A.del Comune di Roma
    che a mezzogiorno offre da mangiare a chi ne ha voglia e ne ab-
    bia bisogno.Come vedi c'è sia Cesare che Carlo,Felice,Roberto,
    Valerio,Silvio,Renato,Michele,Aldo,Nicoletta,Maria,Lina,Licia,
    Nina,Carmela...!"-"Ciao Nicola,hai un nuovo amico,che hai por-
    tato qui a pranzare con noi?" gli disse Anna,una vecchia sden-
    tata e molto malandata."Si,è un nostro nuovo amico",aggiunse
    Cesare e Carlo gli fece eco."Il vostro nuovo amico è molto gi-
    ovane e carino...!E'qui da molto tempo?"-"No,solo da poco tem-
    po",le risposero in coro tutti quelli che lo conoscevano e che
    Nicola aveva citato,tranne le donne,che lo guardarono con un
    certo sguardo pieno di avidità e passione."Quelle,lasciale per-
    dere,tutte insieme non valgono nulla",lo sollecitarono gli amici.
                                           

        



                         Capitolo Quinto.
    Arrivato il suo turno,assieme a quello di Nicola,Pino si pre-
    sentò alla cuoca che,con un mestolo in mano,stava attendendo il
    loro arrivo.La cuoca aveva all'incirca una cinquantina di anni
    e tutti la chiamavano la signora.Nel vedere Pino lo apostrofò
    dicendo:"Tu sei nuovo,non ti ho vista mai.Sei abbastanza magro.
    Hai bisogno di una doppia razione.Poi,tu sei giovane,a diffe-
    renza di questi!" guardando tutti gli altri con un certo dis-
    prezzo e disgusto,che diede alquanto fastidio al giovane,che
    non amava parzialità e cattiveria.Non rispose,ma accettò di bu-
    on grado l'offerta della donna,perchè non volle creare problemi
    agli amici,che ve lo avevano accompagnato.Gli poteva fare como-
    do,poi,il giudizio della signora.Intanto lei gli riempì la sco-
    della con pasta e fagioli,dopo essere stata molto attenta a sco-
    lare la brodaglia,cercando di dargli solo ciò che poteva essere
    più sostanzioso.
    Dopo gli diede due fettine di carne impanate e fritte con due
    pezzi di pane dicendogli:"Se ne vorrai altro,per te ce ne anco-
    ra.Come ti chiami?"-"Io mi chiamo Pino e tu,mia cara e dolce asi-
    gnora?"-"Io mi chiamo Luisa,per te.Per gli altri sono la signora
    e basta.Ora ti ho detto come mi chiamo,perchè gli altri sono lon-
    tani e non possono sentire.Tu non dirglielo.Non voglio che lo
    sappiano e finiscano per chiamarmi per nome.Buon pranzo.Ora va a
    mangiare.Se ne vorrai altro ritorna qui dentro e te ne darò fino
    a quando ti necessita.Tu puoi venirci,a te lo consento,cosa che
    non posso permettere agli altri,che non si accontenterebbero...!"
    indicando la cucina circostante,che era un tabù per gli altri! La
    cucina era ben tenuta con un certo ordine e pulizia,anche se per
    il giovane non era molto stimolante!Pino,con la scodella in mano
    raggiunse gli amici,che gli avevano lasciato il posto libero e si
    mise a mangiare in loro compagnia.Il silenzio era di prammatica.
    Nessuno fiatò e si lamentò,accettando di buon grado ciò che ave-
    vano ricevuto.Anche il giovane tracannò tutto in devoto silenzio.
    Alla sua età si mangia volentieri e molto.Pur essendo stato sol-
    lecitato,non ritenne opportuno di fare il bis,gli era bastato ciò
    che aveva ricevuto.Per cui non tornò da Luisa e,una volta termina-
    to il pranzo,uscì con gli altri a bighellonare per le strade di
    Roma.Verso le quindici,all'improvviso,senza un particolare motivo,
    decise di tornare verso il Gianicolo.Fu sollecitato come da un qu-
    alcosa di particolare che l'attraesse.Così,passeggiando attraverso
    tutta la zona di Trastevere,risalendo dalla parte nord-ovest delle
    Mura Gianicolense,costeggiando i giardini,che c'erano,tornò ai gi-
    ardinetti,che si trovavano sotto le Mura.Era intento a guardare i
    fiori caratteristici,che si trovavano,alquanto innaturali per la
    stagione,quando una voce gli risuonò ad una certa distanza,alle sue
    spalle.Si girò per rendersi conto di chi l'avesse chiamato,aguzzan-
    do la vista,e si rese conto che a chiamarlo era stata Luisa,la cuo-
    ca dell'E.C.A."Ciao,Luisa,come mai da queste parti?Non dirmi che a-
    biti nella zona,o qui!?"-"Invece è proprio così.Io abito qui,dietro
    quella porta,che vedi là."-"Mi fa piacere saperti nella zona,così,
    qualche volta ci si può vedere e incontrare,se ti fa piacere!"-"Ma
    certo che mi fa piacere!Non gradiresti vedere come e dove vivo?Vie-
    ni,entra.Sono appena tornata.Avevo appena aperto la porta che ti ho
    visto apparire e,anzicchè rientrare a spogliarmi per cambiarmi d'a-
    bito,ho preferito chiamarti.L'ho fatto perchè convinta che ti avreb-
    be fatto piacere! Non ti è dispiaciuto che ti abbia chiamato?"-"Al
    contrario,mi ha fatto e mi fa molto piacere risentire la tua voce,
    che mi è giunta molto gradevolmente sia a pranzo che ora che ha fat-
    to il mio nome."-"Allora vieni,entra.Così ti mostro come vivo.Su,en-
    tra e non ti spaventare.E'la casa di una donna sola che vive del suo
    lavoro e onestamente"-"Non ti preoccupare,siine certa,non sono il
    tipo che si formalizza e sindacalizza,facendo delle parzialità.So
    apprezzare".Giunto sull'uscio:"Permesso"-"Prego,accomodati.Sono ono-
    rata della tua presenza."-"Grazie" Al giovane apparve una camera
    squallida,ma pulita ed arredata di poche cose,che rasentavano lo
    stretto necessario.C'era un letto di una piazza e mezza,un comodi-
    no sul quale spiccava una lampada,una piccola madia con un fornel-
    lino,un tavolo e due sedie.Nell'angolo di destra si distingueva a
    malapena un piccolo armadio aperto che conservava qualche straccio
    di vestito."Non te la devi passare molto bene,o mi sbaglio mia ca-
    ra Luisa?"-"Hai ragione,non sono ricca,perchè vivo alla giornata e
    sono felice di vivere così,qui...!Avrei potuto preoccuparmi di fit-
    tare un appartamentino più grande e più confortevole.Ma,per farne
    cosa?Per pagare più tasse,condominio ed altro?In un appartamento
    più grande sarei stata costretta a lavorare di più per le pulizie
    giornaliere e tenere in ordine la casa.Così,qui,invece,me la cavo
    con poco.Mi libero facilmente e senza la preoccupazione di poter
    avere la visita di eventuali ladri.Data la pochezza,mi ci tratten-
    go il meno possibile,preferendo di stare fuori,all'aperto.Eccetto
    la notte,che non posso stare fuori...!Poi c'è da dire che la zona
    è molto tranquilla e calma da permetterti di riposare.Al centro con
    il passaggio continuo di tram vari,la notte si finirebbe per non
    chiudere gli occhi per molte ore!"-"Ma ami stare sempre sola?Non
    ami il rapporto con altri?Con un uomo,con tutto ciò che esso com-
    porterebbe?"-"A dire il vero,oggi,quando ho visto te,ho pensato che
    sarebbe molto bello se tu,qualche volta,vorrai passare a trovarmi,a
    farmi visita per chiacchierare e stare insieme,se questo fatto ri-
    entra anche nei tuoi desideri,così come sento io...!"-"Si,ma io so-
    no un uomo giovane,che,quando sta vicino ad una donna...!"-"Io non
    sono vecchia.Anch'io,se sto vicino all'uomo,che mi piace,sento...,
    e anch'io ho le mie esigenze...!non credere che solo tu le hai!?"
    intanto aveva provveduto a sbottonarsi la camicetta,facendo appa-
    rire un seno molto bianco e palpitante,invitante e stimolante.Pi-
    no notò che la sua biancheria intima era di un certo pregio e su-
    bito le chiese:"Con me ti piacerebbe avere dei rapporti personali?"
    -"Cosa intendi con questi rapporti personali?"-"Fare all'amore con
    me."-"Tu,chissà quante ragazze hai!Io sono vecchia per te,penso che
    tu non ti accontenteresti di me,di una come me...!"-"Dimmi,tu ti
    senti vecchia per avere rapporti sessuali con me?Eppoi,devo dirti
    che sono qui da molto poco tempo per avere le ragazze che dici tu.
    Io non conosco nessuno.Sono nuovo del posto.Se ti fa piacere,possi-
    amo,iniziare ora,oggi...!" la sua immediata risposta fu che,anzic-
    chè rispondere,si tolse la camicetta per far apparire il reggiseno
    candido che attanagliava della pelle e due bocce,che sembravano
    bollire di sotto."Complimenti,hai una pelle meravigliosa,di un can-
    dore eccezionale",incominciando a toccarla con molta delicatezza,
    prima nelle spalle e poi nel collo.Sentendola bollire al tocco del-
    le sue dita,le baciò la fronte,poi le guance,poi il collo e infine
    la bocca.Non si ritrasse.Non protestò,ma gli disse:"Qui non passa
    mai nessuno,ma oggi è meglio chiudere la porta.Non ti pare,che è
    meglio rimanere nella propria intimità?"-"Certo,hai perfettamente
    ragione.Certe cose vanno fatte nella dovuta discrezione,così ren-
    dono più bello e più piacevole il farle!" Con il consenso dell'uo-
    mo,che le permetteva di chiudere la porta,lo fece.Il giovane con-
    tinuò a liberarla dei suoi vestiti,togliendole il reggiseno,poi la
    gonna.Dopo aver chiuso la porta,anche lei ne approfittò per togli-
    ere a lui la giacca,la cravatta e la camicia.In ultimo gli sfilò i
    pantaloni,che depose sulla sedia,che si trovava accanto al letto.
    Si riattaccò al giovane che la sollevò di peso e l'adagiò sul let-
    to e,quasi con un salto,le si pose sopra.Luisa non attendeva altro
    che sentire sopra di sè il corpo di Pino e fu felice quando le tol-
    se le mutandine e denudatosi anche lui,la penetrò.Gemendo sotto di
    lui,andava dicendo:"Oh,come sono felice,come è bello...!Non ho mai
    provato tanto piacere nel fare all'amore!Tu mi dai un qualcosa che
    nessuno mi ha mai dato.Mi dai un piacere particolare,che non so spi-
    egarmi,ma,mi soddisfa moltissimo...!" Rispondendo all'amplesso co-
    me una tenaglia.Furono attimi di felice abbandono."Sono stata pro-
    prio bene",gli disse."Ora mi auguro,dal momento che sai dove abito,
    dove sono,che tu voglia venire ancora a trovarmi.O,ti sei spaventa-
    to a stare con una donna più grande di te?"-"Scusami.Più grande!più
    grande di quanto?Ora puoi dirmi,quanti anni hai?Da come lo dici
    sembra che tu abbia cento anni!"-"Cento no.Non ho ancora tanti anni
    e sono convinta che non ci arriverò ad averli...!Ho trentanove...!"
    -"A trentanove anni ti senti già vecchia decrepita?Hai ancora tutta
    la vita davanti,mia cara,per godere e far godere i piaceri del ses-
    so...!Infatti,hai risposto meravigliosamente."-"Hai ragione,non ho
    sentito mai il bisogno di fare sesso come oggi,dopo che ti ho vi-
    sto a pranzo.E,quando ti ho visto passeggiare qui davanti,lo stimo-
    lo è diventato maggiore,irresistibile e non ho potuto fare a meno
    di chiamarti!Per fortuna che conoscevo il tuo nome!"-"Anch'io ho
    sentito un certo stimolo verso di te.Ho subito pensato che sarebbe
    stato molto bello tenerti stretta fra le braccia,baciarti e...,pos-
    sederti,così come abbiamo fatto!"-"Se vuoi,tutti i giorni,a questa
    ora,puoi venire a trovarmi.Eccetto la domenica,perchè vado a tro-
    vare mia madre a Civitavecchia!"-"Non ci sono problemi.Quando sarà
    possibile,sarò felice di trascorrere bei momenti con te.Quando no.
    ..,perchè anch'io sto cercando lavoro e se lo troverò lontano,non
    sarò tanto libero di poterti venire a trovare.Accontentiamoci di
    ciò che possiamo.Per il resto,ci rimettiamo a ciò che il futuro ci
    riserverà!"-"Hai ragione,il futuro non lo si può ipotecare!La cosa
    migliore è vivere alla giornata.In tale modo si vive molto meglio
    e senza problemi!"
    Chiacchierando,chiacchierando il tempo era passato senza che si
    fossero rivestiti.Stando vicino,sentendo gli aromi dei propri cor-
    pi,sollecitati da una carezza ad un'altra,finirono per riavvinghi-
    arsi in un secondo amplesso completo,libero e molto soddisfacente,
    appagante,permettendo alla donna di mugolare,guaire e miagolare an-
    cora di più per il piacere.Le mancava solo di tirare fuori le un-
    ghie e graffiare,così come fanno i cani e i gatti,quando fanno ses-
    so!Al termine,dopo che lui si fu ricomposto,rimettendosi mutandine,
    pantaloni,camicia,cravatta e giacca,lei gli chiese:"Ma l'abbiamo
    fatto senza fare attenzione...!e ora,se resterò incinta?"-"Tu sei
    una donna esperta,sai benissimo come fare.Fa subito una lavanda in-
    terna e vedrai che non ci saranno conseguenze.Io amo farlo in modo
    libero perchè è più piacevole,più bello.Non ti pare?"-"Si,è così.
    Mi è piaciuto molto di più,facendolo liberamente,senza alcuna pro-
    tezione...!" così le diede un bacio sulla bocca e "Ciao." le disse
    e,infilato la porta,senza girarsi,tornò fuori,in fretta,essendosi
    fatte,ormai,le diciotto e quarantacinque,doveva tornare al suo dor-
    mitorio per la cena e per la notte.Gli stava diventando troppo fa-
    miliare incontrare sull'uscio l'incantevole sorriso di suor Malia,
    che gli dava sempre la mano,a differenza che con gli altri!Forse da
    ciò sentiva un fluido,che,momentaneamente,l'appagava!Lo trattava
    come non aveva trattato mai nessuno prima.Il giovane,comprendendo,
    finì per sentirsi in dovere di essere presente ed approfittare di
    quei momenti,finendo per attendere con impazienza la domenica mat-
    tina per poterla possedere e setire il suo profumo di donna calda
    e fremente di passione,oltre che di amore.Durante la settimana ave-
    va sempre evitato d'incontrarla per moltissime ragioni.Sia perchè
    lei era sempre indaffarata e sia perchè,normalmente,lui si trovava
    lontano,in giro per la grande città,sia per un motivo che per un
    altro.Quella sera,la sera dell'incontro con Luisa,tornò al dormi-
    torio con una certa soggezione,come se la sua suor Malia avesse
    potuto leggergli in faccia il tradimento,anche se,prima di compa-
    rirle davanti,si era accuratamente esaminato nell'abbigliamento.
    Aveva trovato ogni cosa al suo posto del suo abbigliamento e nulla
    avrebbe potuto metterla nella condizione di dubitare di lui.Lo gu-
    ardava con tale e tanto amore che sembrava volesse accarezzarlo in
    ogni parte del suo corpo.Quei suoi occhi parlavano da soli,espri-
    mendo tutto ciò che non poteva dire con la bocca per la presenza
    di estranei.Non tralasciava occasione per toccarlo,per sentire il
    calore del suo corpo con il tocco della sua mano.Provava una indi-
    cibile passione e piacere quando o nello stringergli la mano per
    essere arrivato che nel consegnargli il pane,la scodella piena di
    minestra o le lenzuola e le coperte per la notte.Sentire il calo-
    re della sua pelle la mandava in visibilio,facendo fare delle lun-
    ghe file dietro al giovane.Lei,però,rimaneva impassibile e imper-
    turbabile.Veniva prima il suo tornaconto e poi le necessità altrui.
    Ciò accadeva tutte le sere,tranne la domenica,quando era riuscita
    ad appagarsi ed appagare,a soddisfare e soddisfarsi.La domenica la
    attendeva come una manna dal cielo.La stessa cosa avveniva negli
    altri giorni festivi.Dopo il loro primo incontro,per suor Malia
    diventò naturale ritirarsi col giovane in camera sua al termine
    della messa.E divenne ancor più naturale,per lei,appena entrati,
    spogliarsi e spogliare con avidità il giovane.Una volta liberatisi
    dei vestiti,che avrebbero separato i loro corpi,si avvinghiava a
    lui baciandolo con avidità e passione non comune.Pino,sentendo il
    corpo della suora,bollente,attaccato al suo,senza rendersene conto,
    si eccitava,finendo per prendere la donna e buttarla sul letto e pe-
    netrarla con violenza,mentre sentiva gemere sotto di lui il suo cor-
    po,che emanava scintille.La passione sembrava non spegnersi mai.Ma,
    il tempo,tiranno,ai rintocchi del campanone del Vaticano,faceva sen-
    tire gli undici rintocchi!Nel sentirli,il suono li richiamava alla
    realtà,ai doveri quotidiani,agli obblighi.Lei si scuoteva come da un
    sogno e,subito,con sveltezza non comune,manifestando molto dolore e
    disappunto per il tempo,che era passato troppo in fretta,si alzava e
    rivestiva,sollecitando il concubino a fare altrettanto."Sai,a questa
    ora incominciano a rientrare le sorelle dalle loro escursioni per la
    città...!Perciò,a malincuore,dobbiamo tornare alla realtà quotidiana
    e non farci vedere insieme.Anche loro hanno le stesse mie necessità ed
    esigenze...!non è il caso di far capire che noi...!Eppoi,mi sembra di
    aver capito che molte di loro ti trovano particolarmente interessan-
    te...!"-"Va bene.Sono pronto e vado subito via,come al solito,evitan-
    do di farmi vedere da chicchessia.Ciao." Baciandola,la lasciava nella
    sua camera,nella sua cella e lui tornava a passeggiare verso il monu-
    mento a Garibaldi,per il Piazzale del Gianicolo.

   
                           
     



                          Capitolo Sesto.
    Alle tredici tornò a pranzare nella trattoria di Gina,sia perchè
    si mangiava bene e si pagava poco e sia per prendere gli accordi
    per l'incontro pomeridiano con la ragazza."Ciao Gina,come stai?
    Sei stanca,hai lavorato molto durante tutta la settimana e da
    questa mattina?"-"Quando vedo te,anche se sono stanca,la stan-
    chezza mi passa di colpo,perchè penso che se sei qui,vuol dire
    che possiamo vederci nuovamente nel pomeriggio.Questo fatto mi
    riempie di gioia.Tanta gioia che tu non puoi neanche immaginare!"
    -"L'immagino,perchè è molto bello e piacevole anche per me incon-
    trarti per poter stare abbracciato a te,per baciarti ed amarti
    dove tu sai...!"-"Oggi,cosa vuoi mangiare?Cosa gradisci che ti
    porta?"-"Dipende da te,da ciò che mi proponi e che tuo padre ha
    preparato in cucina.Sono certo che non hai alcuna intenzione di
    scontentarmi,ma che vuoi soddisfarmi nel migliore dei modi...!
    So benissimo quanto ti stia diventando caro...!"-"Oggi ti pro-
    pongo un piatto prettamente romano che,sono certa,gradirai mol-
    to:spaghetti alla matriciana,per primo e per secondo abbacchio
    al forno con patate che sono la nostra specialità.Vedrai che re-
    sterai soddisfatto a gustare il nostro menù tradizionale!Inoltre
    sono certa d'interpretare i tuoi gusti,amore mio."-"Ne sono più
    che convinto.Visto che c'è gente,quindi non potrai fermarti a
    chiacchierare con me.Decidiamo subito per il pomeriggio.Allora
    ci vediamo come domenica scorsa?Ti va bene l'orario o vuoi cambi-
    arlo?Io,tu lo sai,sono libero e disponibile per tutte le tue ne-
    cessità.Tu lavori ed hai degli impegni...!Perciò dimmi."-"Vedia-
    moci prima,così staremo di più insieme.Vediamoci alle quattro e
    trenta,sempre davanti alla Standa.Va bene,o hai problemi a veni-
    re prima?"-"Niente affatto.Non ho problemi di sorte,per me va
    benissimo." Dopo la risposta del giovane,corse in cucina per pren-
    dergli il primo piatto,che portò colmo.Sembravano due porzioni in
    una."Ho pensato che avessi molta fame,perciò te l'ho fatto abbon-
    dante."-"Grazie,hai fatto bene.Non so se è l'aria di Roma o che,
    qui sento più fame...!A volte mangerei un bue da solo!"-"Buon ap-
    petito.Mangia con calma amore mio e non preoccuparti per la pre-
    senza delle altre persone!Per me esisti solo tu." così dicendo,
    corse via per andare a servire altri tavoli ed avventori.Da lonta-
    no vide che Pino aveva terminato di mangiare i maccheroni alla ma-
    triciana,che si precipitò a portargli l'abbacchio al forno con pa-
    tate.Anche il secondo fu abbondante e non per una persona,ma per
    due.Il giovane pensò:"Non è che oggi mi farà pagare per due?visto
    che mi porta tutto doppio,per due...!?" Quando terminò il pranzo,
    notando che Gina era libera,la chiamò,chiedendole di portargli il
    conto."Dimmi quanto ti devo,così vado a fare la digestione su qu-
    alche panchina in attesa di rivederti,mia cara."-"Domenica scorsa
    hai detto che in un'altra occasione te lo avrei potuto offrire io
    il pranzo.L'occasione si è presentata.Quindi,oggi sei stato mio
    ospite e spero che tu abbia gradito il mio pranzo,che ti ho of-
    ferto con un grandissimo amore."-"L'ho gradito moltissimo.A dire
    la verità,sembrava fatto apposta per i miei gusti.Hai saputo in-
    terpretare in modo egregio i miei gusti.Per il momento ti ringra-
    zio.E' stato squisito,spero che tuo padre non ti rimprovererà per
    questo.Mi dispiacerebbe moltissimo,mia cara" Andando via:"Mi pia-
    cerebbe salutarti con un bacio,ma non è possibile.Ci rifaremo dopo.
    Ciao." Le diede la mano e andò via,a gironzolare per Viale Traste-
    vere per risalire verso Villa Sciarra,deciso ad allungarsi su di
    una panchina all'ombra di qualche millenario ontano al melodioso
    canto delle migliaia di uccellini,che vi soggiornavano tutto l'an-
    no.A Roma,la temperatura invernale,non era tanto rigida,per cui,ad
    eccezione delle rondini,gli altri volatili vi rimanevano sempre,
    stanzialmente.Raggiunse la Villa verso le quattordici,dirigendosi
    verso un angolo tranquillo,che aveva scelto in precedenza.Lo raggi-
    unse con la decisa intenzioni di sedersi sulla panchina,che si tro-
    vava proprio sotto il grande ontano.Aveva fatto il pieno con il
    pranzo,che aveva consumato.Perciò si tolse le scarpe e si allungò,
    guardando il folto fogliame dell'albero e si pose ad ascoltare lo
    armonioso cinquettare vario degli uccelli,che ne proveniva e gu-
    stando la frescura e gli aromi...,sonnecchiò per un paio d'ore.Si
    svegliò che erano le sedici.Guardò l'orologio e subito si mise in
    movimento per tornare in Trastevere ed essere puntuale davanti al-
    la Standa per incontrare Gina.La ragazza giunse puntualmente alle
    sedici e venticinque.Nel vedere Pino,che era già lì ad attenderla,
    lo raggiunse di corsa,mettendoglisi sottobraccio.Gli strinse il
    braccio,dicendo:"Così vorrei stringerti a me.Lo farò più tardi,qu-
    ando saremo al nostro covo,amore mio.Non puoi immaginare quanto ti
    abbia desiderato,durante tutta la settimana,che non ci siamo vi-
    sti!"-"Certo,che lo immagino,perchè anch'io non ho desiderato al-
    tro...!Solo che tu,durante la settimana,non puoi muoverti.Tuo padre
    non ti lascia uscire e poi perchè avrai da fare...!" Quasi di corsa
    raggiunsero il boschetto e vi entrarono per andare ad allungarsi nel
    loro covo-nascondiglio.Erano appena finiti sui giornali che le loro
    bocche si unirono in spasmodici baci.Sembrò che lei avesse fatto un
    esercizio particolare.In un momento di pausa:"Sai,parlando con un'a-
    mica,mi ha suggerito cosa fare dopo.Per cui,se ti va,puoi non fare
    attenzione e riprovarci...!"-"Vuoi dire che posso avere il rapporto
    sessuale liberamente con te e senza problemi?"-"Si,è così.Mi ha det-
    to che farlo in modo completo è molto più bello che fare attenzione,
    come hai fatto tu,domenica scorsa."-"Si,è vero,è molto più bello e
    piacevole.Visto che ti ha suggerito il rimedio,possiamo farlo anche
    più di una volta.Domenica scorsa avrei avuto voglia di rifarlo ma,
    pensando che ti avrei potuto mettere incinta...!non l'ho rifatto e
    mi sono solo allungato accanto a te!"-"Oggi è diverso." Così dicen-
    do,si spogliò completamente.Rimase solo con le mutandine,perchè gra-
    diva che gliele togliesse il giovane.Ciò le faceva molto piacere.La
    eccitava tutta.Come pure la surriscaldava,togliendo i vestiti di dos-
    so all'uomo.Mentre lei liberava Pino dei suoi abiti,il giovane la ba-
    ciucchiava dappertutto:fronte,collo,bocca,seno e capezzoli.Sofferman-
    dosi,in modo particolare,su quello sinistro,che faceva impazzire Gi-
    na.Quando i due corpi furono completamente liberi dai tessuti,si uni-
    rono in un amplesso interminabile.Pino,dopo la sollecitazione di lei,
    aveva finito per eiacularle all'interno,non solo,ma,solo dopo mezz'o-
    ra tornò a ripossederla,facendola ancor più guaire e gemere di piace-
    re,sotto di lui.Fino alle diciotto,ripetutamente,la penetrò con sommo
    piacere e soddisfazione di lei.
    Alle diciotto,sentendo i rintocchi del campanone di San Pietro,si ri-
    composero e si riavviarono verso casa.Alle diciotto e trenta,davanti
    alla Standa si lasciarono,certi di potersi rivedere la domenica suc-
    cessiva.Lei tornò a servire in trattoria felice,contenta e soddisfat-
    ta.Aveva goduto come non avrebbe mai immaginato."Aveva proprio ragio-
    ne Carolina!E' molto più bello farlo liberamente e in modo completo.
    Che meraviglia...! è cosa dell'altro mondo...!"
    In trattoria già la chiamavano:"Gina,abbiamo fame.Servici.Dove sei?Ti
    sei dimenticata di noi?Su,facci vedere la Gina di sempre,scattante e
    precisa."-"Vengo subito.Abbiate solo un poco di pazienza"-"Lo stomaco
    brontola e non vuole aspettare."-"Vincenzo,tu sei sempre il solito
    che non vuole attendere il proprio turno...!Prima di te ci sono altre
    persone,quel gruppo con il tuo amico Giacomo,che sta aspettando già
    da dieci minuti."-"Brava la nostra Gina,fatti rispettare da quel cafo-
    ne di Vincenzo,che vuole avere sempre la precedenza."-"Abbiate un po-
    co di pazienza che vi servo tutti.Intanto vi porto delle bruschette,
    così accontentate il vostro stomaco."-"Brava Gina,sei sempre la mi-
    gliore." Così la ragazza si precipitò in cucina per tornare ai tavo-
    li poco dopo,portando dei vassoi colmi di bruschette,fatte di pane
    abbrustolito con su un filo d'olio d'oliva,con pezettini di pomodo-
    ro e aglio affettato."Ora vi porto anche da bere.Volete il solito?"-
    "Si Gina,portaci il solito,noi non amiamo cambiare",risposero all'u-
    nisono i due gruppi di clienti affezionati.Loro preferivano bere il
    vino rosso delle campagne romane,della zona di Tivoli o di Frascati.
    Ritenevano che fossero migliori degli altri vini della regione.Sole-
    vano dire che quelli avevano un aroma non paragonabile a nessun al-
    tro,neanche a quelli del vino di Piglio,molto rinomato.
    Gina,rivolta al gruppo di Giacomo:"Ora ditemi,cosa volete mangiare?"
    -"Tu sai che noi siamo abitudinari.Perciò non cambiamo nemmeno ora.
    Ci porti per primo,una buona tagliatellata e poi il gran buono ed
    eccellente abbacchio al forno con patate.A lui porti anche il pepe-
    roncino che dice di fargli gradire meglio il pranzo o la cena".Al-
    lora la ragazza si recò in cucina a consegnare l'ordinativo.Dopo si
    presentò al tavolo di Vincenzo per fare la stessa cosa."Allora,an-
    che voi volete il solito?o questa sera amate cambiare così come a-
    vete fatto domenica scorsa?"-"Noi,a differenza di Giacomo,desideri-
    amo conoscere il nome delle specialità,che tuo padre ha preparato
    in cucina.Se ce ne parli,vediamo di scegliere.Grazie".-"Vi dico su-
    bito ciò che è in preparazione:come primo ci sono le tagliatelle,la
    chitarra,maccheroni alla matriciana,il timballo,pasta e fagioli e
    la zuppa di trippa.Come secondo,invece,c'è l'abbacchio al forno con
    patate,l'osso buco alla romana,il pollo arrosto,il pollo alla cacci-
    atora,la trippa con patate,lo spezzatino di pollo e quello di maiale.
    Ditemi cosa volete che vi porto,così vado a consegnare l'ordinativo
    in cucina".-"C'è tanta di quella roba che ci hai creato un non poco
    imbarazzo nella scelta,cara Gina".Dopo qualche minuto di consultazi-
    one,Vincenzo disse:"A noi ci porti,come primo,la chitarra al ragù e
    poi,per secondo l'osso buco alla romana con contorno di spinaci,se
    ci sono.Va bene?"-"Va benissimo.Ora vado a consegnare in cucina lo
    ordinativo e quando sarà pronto vi porterò tutto.Tanto avete le
    bruschette per accontentare il vostro borbottante stomaco...!" e si
    allontanò,andando a porsi dietro al bancone,che faceva da divisorio
    tra la sala e la cucina.Dopo aver poggiato i gomiti sul bancone,tor-
    nò a fantasticare sui bei momenti,che aveva trascorso sotto il bel
    meraviglioso corpo di Pino."Come mi faceva piacere sentire il suo
    petto peloso,quando si muoveva sui miei capezzoli e sulla mia pan-
    cia...!Era così forte da fare impazzire di piacere!E come era bello
    quando mi stava tutto dentro...!Questa è la cosa più bella che esi-
    ste,altro che pensare solo a riempirsi lo stomaco,come fanno le due
    mogli di Giacomo e Vincenzo...!Io sono alquanto grassottella,ma qu-
    elle sono due autentiche balene!Prima che i mariti se ne fossero ac-
    corti,avevano pulito i due vassoi colmi di bruschette" era immersa
    in tali ricordi e pensieri quando,la voce imperiosa del padre Giu-
    lio,la richiamò alla realtà."Gina,che stai dormendo?Vieni che sono
    pronti i piatti del gruppo di Giacomo.Portaglieli e falli mangiare." 
    Gina,in silenzio,senza minimamente protestare,prese i piatti colmi
    di cibo e li portò alla loro destinazione.Giacomo e il suo gruppo,
    nel vedere le portate,si rallegrarono in volto,incominciando ad a-
    prire la bocca per assaporare le tagliatelle,che emanavano un pro-
    fumo da far risvegliare i morti! "Ora si" disse Giacomo,"che ci si-
    amo!Sentite che profumo...!Giulio,il mio amico rimane sempre il mi-
    glior cuoco della zona" e la moglie aggiunse:"E noi i migliori bu-
    ongustai di tutta Roma".Così dicendo,agguantò il suo piatto e in
    men che si potesse pensare,l'aveva già svuotato del suo contenuto.
    Poi,rivolta alla figlia,che cincischiava a mangiare,secondo lei,
    "Nina,figlia mia,non ti vergogni a lasciar raffreddare quelle lec-
    cornie?Le tagliatelle vanno mangiate bollenti,così si gustano me-
    glio con tutti i loro aromi!"-"Mamma,lo sai ch'io mangio lentamen-
    te per gustare meglio ciò che mangio.Lo sai che non amo ingozzarmi
    come fai tu e papi...!" La ragazzina aveva si e no dodici o tredi-
    ci anni e già si atteggiava a signorinella.Infatti la mamma soleva
    decantarla,dicendo che aveva fatto già lo sviluppo della sua età.
    Era diventata già una signorina...!e che sua figlia era la miglio-
    re,e così via...!
    Dopo un quarto d'ora:"Gina,è pronto anche per Vincenzo,Vieni a
    prendere le portate loro." Allora Gina si precipitò in cucina a
    prendere la chitarra fumante,ricca di formaggio pecorino con il ra-
    gù di carne d'abbacchio."Oh,che profumino,che ci proviene da quei
    piatti!Abbiamo fatto proprio bene a scegliere la chitarra.Vieni Gi-
    na,che siamo impazienti di mandarla nel nostro stomaco" disse la
    moglie di Vincenzo che era molto golosa e mangiona.Anche la sua
    era una statura da cetaceo,che non aveva nulla da inviare alla mo-
    glie di Giacomo...!
    Mentre il gruppo di Vincenzo consumava il suo primo piatto,Gina
    portò a Giacomo il secondo,che era pronto:l'abbacchio al forno con
    patate.Il dolce e la frutta non si costumavano nella trattoria.Do-
    po un'altra buona mezz'ora fu completata anche la cena di Vincenzo
    con il suo osso buco alla romana.
    Anche se i gruppi non erano molto numerosi,ma ognuno composto da
    sei persone e comprendente i coniugi con due figli e i due suoceri,
    nella serata finirono per consumare quasi cinque litri a testa del
    rosso tivolese.Quando uscirono per andare alle proprie case,la stra-
    da era diventata immensa ai loro occhi e ne approfittarono per per-
    correrla prima in largo e poi in lungo...!La serata dei beoni fini-
    va lì,dopo essersi ingolfati e ripieni di cibo e vino.

                                   
                     
                                    
       
         
  
         

                          Capitolo Settimo.
 
    Luisa ogni mattina alle nove usciva di casa per prendere il settan-
    tacinque che la portasse alla stazione Termini,perchè,alle nove e
    trenta doveva trovarsi al suo posto di lavoro.
    Lei,all'E.C.A.,non distribuiva solo da mangiare ai poveri,che si
    presentavano alle dodici precise,ma soleva fare anche la cuoca.Era
    lei che preparava il cibo,che distribuiva.Con gli anni aveva inco-
    minciato a prendere gusto al suo lavoro.Ancor più si legò ad esso
    dal giorno in cui aveva avuto la possibilità di conoscere Pino.O-
    gni giorno,quando apriva la porta del refettorio,il cuore le balza-
    va in gola,sperando di rivedere l'uomo,che era riuscito a farla so-
    gnare di nuovo.Aveva smesso di sognare,ormai da molti anni...!Da
    quando,sedotta dal suo padrino non fu costretta a lasciare la pro-
    pria casa.Aveva solo diciassette anni quando approdò a Roma per fa-
    re la cameriera presso una famiglia di signori di Via Cola di Rien-
    zo.D'estate,mentre la signora era al Terminillo,il padrone di casa,
    solo e senza la moglie,finì per approfittare di lei,del suo corpo,
    in una notte di luna piena,mentre dormiva beatamente e ignara di
    ciò che le sarebbe accaduto.Dai e dai,rimase incinta.Così fu licen-
    ziata.Per fortuna,per la pena e le privazioni,perdette il bambino.
    Con il feto perse anche la possibilità di poter essere ancora madre.
    Per lei fu uno strazio.Fu una vera disgrazia perdere il bambino,ma
    soprattutto la possibilità di poter procreare,in futuro,con l'uomo
    della sua vita.Perciò evitò di legarsi ad un uomo in modo partico-
    lare con una relazione seria.Ebbe altre avventure,ma tutte passegge-
    re e senza scopi,evitando d'impegnare il proprio cuore di donna e di
    amante.Gli anni erano passati lasciando in lei un profondo vuoto e
    tristezza,facendola invecchiare anzitempo.Nell'incontrare Pino la
    sua vita tornò ad avere uno scopo,un interesse e il piacere di esse-
    re viva e di poter continuare a vivere,ricca di desideri e speranze.
    Nei rapporti sessuali precedenti aveva provato solo disgusto e mai
    appagamento.Perciò evitò di ripeterli.Con il suo nuovo giovane ami-
    co era riuscita a provare quella gioia e felicità,che riteneva non
    esistessero più.Il suo corpo era tornato a vivere,tornando rigogli-
    oso e a sentire il piacere,la gioia di essere posseduta e possedere
    quella parte di lui dentro di sè.Da quando aveva avuto l'opportuni-
    tà di averlo fra le sue braccia,di stringerlo a sè,si sentiva un'al-
    tra persona.Contava le ore di poterlo rivedere,di tornare a sentire
    il contatto del suo corpo,di stare appiccicata a lui ed attaccata al
    suo caldo e stimolante corpo.Sfortunatamente non le chiedeva mai di
    trascorrere la notte insieme...!Tale fatto non la faceva dormire,
    perchè pensava che potesse esserci un'altra donna,che glielo vietas-
    se...!Che gioia quando,verso le quindici e trenta lo sentiva avvici-
    narsi alla porta di casa sua..!Aveva imparato a riconoscere il suo
    passo cadenzato e deciso.Quel calpestio le faceva andare il cuore in
    gola,riempiendola di gioia infinita.Così,per due settimane,tranne la
    domenica,poterono appagarsi sul suo letto,consentendo a lei di mugo-
    lare e miagolare come una gatta in calore.Più passavano i giorni e
    più le dava fastidio il non essere nella condizione di poter procrea-
    re.Per lei sarebbe stato così bello...! poter essere chiamata,da un
    nuovo esserino:mamma...!Era un sogno irrealizzabile...!
    Pino non tornò mai più a pranzare all'E.C.A.,perchè riuscì a trovare
    la possibilità di guadagnare,prima,collaborando con Paese Sera e poi
    collaborando con un'agenzia stampa...!L'Eurostampa di Giulio Andreot-
    ti,che ne era il proprietario.
    Infatti,nella terza domenica,che si trovava a Roma,stando seduto su
    di una panchina di Villa Sciarra,Sergio,un trentottenne siciliano,che
    si diceva grande attore,anch'egli ospite della casa,gli disse:"Qui
    c'è una notizia,che,forse,t'interessa.Qui,sulla pagina offresi,c'è
    scritto che cercano un giovane interessato al giornalismo.Penso che
    faccia al caso tuo.Tieni,leggi,dagli una guardata e vedi se fa al ca-
    so tuo." così dicendo,gli consegnò la pagina di giornale che riporta-
    va la seguente notizia:"Una importante agenzia giornalistica cerca 
    giovane volenteroso e disponibile a girare per Roma a raccogliere no-
    tizie per la stampa.Gli interessati devono recarsi domani,lunedì dal-
    le nove alle undici nella zona Camilluccia,cioè Corso di Francia per
    il normale colloquio.Il numero civico è settecentocinquantacinque".-
    "Non è una bufola?Esistono veramente numeri civici così alti?" Egli
    era abituato a Campobasso la cui strada più lunga poteva contare si
    e no su duecento numeri civici! "In quella zona",gli disse Sergio,"i
    numeri civici superano perfino il migliaia.Quindi non è una bufala.
    Prova ad andarci domani.Però ti devo dire che qui vige un particola-
    re curioso."-"Sarebbe a dire?"-"Se c'è una segretaria,quella se la
    porta a letto il direttore,però vuole tranquillizzarla,facendola fi-
    danzare...,per la copertura con la moglie.Certamente è sposato...!
    Ciò potrebbe capitare anche a te.Vacci preparato e non ti spaventare
    se ti capita.Pensaci prima o sarai costretto a lasciare il lavoro."-
    "Grazie infinite per i suggerimenti e i consigli."
    Finito di leggere la notizia dell'offerta di lavoro,prese la cartina
    della città e si diede a cercare dove si trovasse Corso di Francia.
    Dopo una buona mezz'ora finì per trovare la strada,che era,quasi,fuo-
    ri Roma."Ecco perchè non la trovavo?!Era al nord di Roma,all'estrema
    periferia della città,che non è molto considerata...!" così,incomin-
    ciò a studiarsi la zona.
    Dopo aver trovato la strada,era necessario sapere come raggiungerla
    con i mezzi pubblici.Perciò si mise a consultare un opuscoletto,che
    si era procurato e sul quale c'erano riportate:le strade e il numero
    dei mezzi pubblici che le avrebbero raggiunte.Sulla Flaminia ci an-
    davano solo i mezzi di lunga percorrenza.L'unico,che raggiungeva la
    periferia,diretto a Frascati,partendo dal centro e cioè da Castel
    Sant'Angelo,era il centoottantasette."Ciò vuol dire che domani mat-
    tina mi alzerò molto presto e a piedi scenderò dal Gianicolo fino a
    Via della Conciliazione e poi portarmi al piazzale dietro a Castel
    Sant'Angelo.Sarà una bella passeggiata,ma,ormai,sono abituato a far-
    la tutti i giorni:o per un motivo o per l'altro,la faccio...!" Fu
    felice,pensando,"Finalmente,riuscirò a fare qualcosa di molto con-
    creto ed avrò uno stipendio,che consentirà un'automia idonea a far-
    mi stare tranquillo e a poter girovagare per Roma anche di notte.Da
    quando sto qui,mi è capitato solo quando tornavo alla pensione a
    notte tardi,dopo essere stato al capezzale di Melina!Dopo sono sta-
    to sempre costretto ad un ritiro da certosino...!" Con tali pensie-
    ri andò incontro a Gina,ma,quando furono insieme,non le disse nulla.
    Non aveva ancora la certezza di quanto aveva pensato.Non era il ca-
    so di allarmare la ragazza per nulla.Avrebbe subito pensato che non
    si sarebbero più visti per il nuovo lavoro e si sarebbe messa a fri-
    gnare fra le sue braccia,rovinando i momenti belli che avrebbero po-
    tuto trascorrere insieme nell'alcova di betulle,al canto degli uc-
    cellini...!Quel giorno la trovò più pimpante del solito e,rovinarle
    il pomeriggio,proprio non se la sentì!Perciò non le disse nulla,ma
    cercò,come al solito,di appagarla ed appagarsi del e nel suo corpo
    bollente.Per essere più libera,aveva indossato un vestito facilmen-
    te adattabile alle loro necessità.Era un vestito di color rosa con
    mezze maniche e che si sbottonava interamente davanti.Per cui non
    avrebbe dovuto spogliarsi,ma solo sbottonare il vestito,togliersi
    le mutandine ed essere pronta a farsi appagare ed appagare le sue
    bollenti voluttà.Molto comodo,perchè,se ci fosse stata la necessi-
    tà,si sarebbe potuta immediatamente ricoprire! 
    Astuta la Gina...!Come al solito,ai rintocchi fatidici si ricompose-
    ro per tornare ognuno al proprio mondo abituale e lei ai suoi dove-
    ri di figlia e gestrice della sua trattoria.
    Pino,tornando verso Via Giacinto Carini pensò:"Forse non ci rivedre-
    mo più io e Gina.Se dovrò lavorare lassù,non posso venire a dormire
    qui,al Gianicolo,ma dovrò trovarmi una pensione o una cameretta da
    quelle parti...!"  
    Durante tutta la notte non fece che pensare all'incontro che avrebbe
    avuto il giorno dopo in Corso di Francia,ma non ne fece parola con
    nessuno.Non avrebbe tollerato una delusione cocente!A cose fatte l'a-
    vrebbe detto agli amici più vicini,come Cesare,Carlo e a qualche al-
    tro della casa.Non disse nulla neanche a Sergio,che gli aveva dato la
    notizia.A suor Malia disse solamente che l'indomani si sarebbe alzato
    molto presto per andare ad un colloquio molto lontano dal dormitorio.
    Per la sera sperava di tornare in tempo per la cena o,almeno,per la
    notte.
    "Mi scuserà se farò tardi.Sarà indipendente dalla mia volontà e spero
    che un ritardo possa consentirmi di essere ugualmente ospite per la
    notte."-"Dipenderà dall'ora.Io potrò aspettarla fino ad certo punto,
    dopo di chè sono costretta a chiudere per andare dall'altra parte,do-
    ve ho uguali responsabilità.Anzi,maggiori,visto che ci sono le donne
    e poi i doveri del convento.Domenica,penso che ci sarà ugualmente,come
    sempre,no?"-"Cara suor Malia,io non ho una casa.Ho solo questo rifugio
    e con le mie povere cose.Dove potrei andare?" L'ultima considerazione
    la tranquillizzò,facendole tornare il solito sorriso,che aveva solo per
    lui,sulle labbra porporine.
    La mattina,alle sette era già nelle strade gianicolense diretto verso
    lo Stato Vaticano.L'attraversò con passo lesto e alle otto circa si
    trovò nel Piazzale di Castel Sant'Angelo.Attese solo dieci minuti,pri-
    ma di poter salire sul mezzo,che lo avrebbe portato in Corso di Francia
    e al numero civico settecentocinquantacinque.Raggiunto Corso di Francia,
    passeggiò un poco per trovarsi difronte ad un palazzo di nuova costruzi-
    one,manifestante la magnificenza degli abitanti."Qui ci deve essere gen-
    te molto danarosa!Alla faccia di quelli che abitano con me alla casa
    della carità...!" Erano le nove e l'appuntamento era fissato per le nove
    e trenta.In attesa che passassero i trenta minuti,fece un giro nei din-
    torni per rendersi meglio conto di chi vi potesse vivere nella zona.Dopo
    una discreta ricognizione si disse:"Questa è la zona dei nuovi arricchi-
    ti,amici della Democrazia Cristiana...!" Con tali pensieri si avvicinò
    al citofono del palazzo per suonare al campanello dell'Agenzia Stampa:
    "Eurostampa".Una voce giovanile di donna rispose e lo invitò a salire al
    secondo piano,dopo avergli aperto il portone.Pino,dopo la porta a vetri,
    si trovò faccia a faccia di una bella ragazzona di oltre una trentina
    d'anni.Faccia rotonda con due occhi scuri e capelli corvini su di un col-
    lo abbastanza allungato,al termine di un prosperoso petto,che sembrava
    ballasse al semplice movimento del suo corpo,sotto ad una camicetta bian-
    ca,quasi trasparente,abbottonata per i due terzi e pronta a far vedere
    ciò che a mala pena nascondeva.Al di sotto era vestita da una minigonna,
    che portava lo spacco laterale,di colore marroncino,con due gambe,ornate
    da calze a magline grige,e si ergevano da due scarpe con tacchi da cin-
    que a sette centimetri per far meglio risaltare la loro bontà.
    "Prego signor?"-"Pino.Sono qui per l'annuncio su Il Messaggero di ieri"-
    "Quanti anni ha?"-"Fra poco compirò il ventiduesimo compleanno."-"Ha lo
    auto?"-"No."-"Sa andare in moto?"-"Si,so guidare la vespa o lambretta!"-
    "Bene,allora potrà andare in giro con un nostro mezzo,un motorino,che la
    agevolerà,per evitare il traffico del centro,consentendole di raggiunge-
    re facilmente i luoghi,che ci interessano.Venga che glielo faccio vedere.
    Le spiegherò come funziona e poi,torniamo qui e le dirò quale sarà il suo
    lavoro." Il giovane la seguì come un fedele cagnolino,notando che la don-
    na cercava in ogni occasione di toccarlo,per stimolarlo ad una certa rea-
    zione.Pino pensava solo a trovare un lavoro,che gli consentisse di poter
    guadagnare i soldi per la sua indipendenza!Con grande sacrificio si as-
    tenne dal reagire alle sollecitazioni della Gianna.Così si chiamava la
    segretaria.Dopo la conoscenza del mezzo di trasporto:"Venga che la pre-
    sento al dottore,che le spiegherà meglio il suo lavoro." Rientrarono nel-
    lo studio per incontrare un uomo di statura,che andava al metro e novanta
    o novantacinque.Molto alto e di gradevole aspetto."Buon giorno",disse Pi-
    no."Buon giorno" gli fece eco l'altro."Prego,si accomodi.Ora le spiego
    cosa dovrà fare.Con il mezzo,che le ha mostra la Gianna,ogni giorno do-
    vrà recarsi al Ministero del Turismo,di Grazia e Giustizia e agli Inter-
    ni per avere notizie,che ci serviranno per la nostra Agenzia Stampa.Noi
    siamo l'Eurostampa.Quando si recherà nei luoghi,che ho citato,basterà che
    dica di appartenere a noi che le daranno le notizie di cui abbiamo bisogno.
    Va bene?"-"Si va bene.Tutto chiaro.Quando potrò iniziare e quale sarà il
    mio compenso?"-"Lei può iniziare anche subito,se non ha difficoltà.Il com-
    penso mensile sarà di trentamila lire.Penso che le sta bene.Se è così,pia-
    cere di averla con noi e ora la prego di scusarmi che ho degli impegni ur-
    genti."
    Allora il giovane seguì Gianna,che continuava a toccarlo.E,una volta nel-
    l'ufficio della donna,lei gli diede gli ultimi ragguagli e la chiave del
    motorino,dicendogli:"Prima ti conviene passare al Ministero del Turismo e
    Spettacolo e poi all'Interno e per ultimo a quello di Grazia e Giustizia.
    Da lì ritorni direttamente quì.Tu,dove abiti?"-"Per ora su al Gianicolo"-
    "E'molto lontano.Ti converrà trovare una pensione o una camera da queste
    parti"-"Ma,qui si trovano a buon prezzo?"-"Qui no,ma,nella zona Flaminia,
    verso Piazzale Ponte Milvio,sono certa che troverai qualcosa di tuo gra-
    dimento.Naturalmente,ti converrà cercarlo domenica,quando sei libero,per-
    chè la domenica noi non lavoriamo"_"Grazie"-"Ora vai e buon lavoro"-"A
    più tardi e molte grazie per i suggerimenti,che mi ha dato.Ne farò teso-
    ro." Lasciato Gianna,si precipitò sul motorino,che mise in moto,dirigen-
    dosi a sinistra di Corso di Francia per imboccare,dopo qualche chilome-
    tro,a destra la Flaminia e Piazzale Ponte Milvio che la domenica ospita-
    va un ricco mercato rionale.Lì si poteva trovare di tutto e a buon merca-
    to.Il giovane con il suo motorino,dopo avere attraversato l'antico Ponte
    Milvio,storico e reperto archeologico,passò davanti allo stadio Flaminio
    e il costruendo stadio Olimpico per dirigersi verso Piazza del Popolo,sto-
    rica Piazza dei lavoratori e che trovasi ai piedi della grande Villa Bor-
    ghese.Risalendo il Pincio,dopo avere attraversato Corso Italia,sede del-
    la grande C.G.I.L.,sindacato dei lavoratori e trampolino di lancio in po-
    litica di qualche presuntuoso,arrivista dell'ultimo momento.Passando da-
    vanti al Policlinico si portò alla Camilluccia,al Ministero del Turismo
    e Spettacolo che conosceva molto bene per esserci stato svariate volte
    sia per incontrare il dottor De Paola che per informazioni sul programma
    delle Olimpiadi dell'anno successivo millenovecentosessanta.Giunto al Mi-
    nistero,in portineria gli diedero il programma degli incontri politici
    da pubblicizzare.Dopo averlo copiato in gran fretta,proseguì il suo viag-
    gio per Via Cavour ed infilare la portineria del Ministero degli Interni
    e fare quello che aveva fatto poco prima.Da Via Cavour proseguì per il
    Largo di Torre Argentina per raggiungere il Ministero di Grazia e Giusti-
    zia.In tutti e tre trovò funzionari compiacenti e disponibili a dargli il
    materiale da copiare.In tutta fretta,costeggiando il Tevere,dal Ponte Ga-
    ribaldi,tornò verso Ponte Milvio,dopo essere passato davanti all'Ara Pa-
    cis,alla sede del Ministero della Marina,davanti allo Stadio Olimpico,Pon-
    te Milvio con il suo Piazzale,Corso di Francia e...,alla sede dell'Agenzia.
    Tale tragitto giornaliero lo divertiva parecchio,oltre a dargli le trenta-
    mila lire mensili,quando un docente delle scuole statali prendeva solo no-
    vemila mensili...!Lo gratificava,facendolo ritenere fortunato,quasi privi-
    legiato!Ai trenta poteva sempre aggiungerci qualcos'altro per il program-
    ma,che stava preparando delle Olimpiadi per Paese Sera!Per una settimana
    continuò a rimanere nella casa a Monteverdi o al Gianicolo.La domenica
    continuava ad incontrarsi con suor Malia la mattina e il pomeriggio con
    Gina.
    Siccome si liberava del suo giro nella mattinata,il pomeriggio era libero
    per continuare a far soggiacere Luisa,che era felicissima di farlo e di
    poterlo fare e Pino,in tal modo poteva estrinsecare liberamente la sua
    sessualità senza essere costretto ad andarne in cerca ed eventualmente
    affrontare una spesa per andare a sfogare le sue esigenze...!
                                   


        



                        Capitolo Ottavo.
    Secondo i suggerimenti di Gianna,la domenica successiva si preoccupò
    di farsi un giretto in Piazzale Ponte Milvio per cercarsi una pensi-
    one o una cameretta per la notte,per evitare l'enorme disagio,che
    sopportava tutte le mattine,quando doveva raggiungere Corso di Fran-
    cia dal Gianicolo...!Vi arrivò verso le dieci,dopo che aveva lascia-
    to suor Malia...,soddisfatta ed appagata!Dopo che,in costume adami-
    tico si era profuso in coccole e ripetute penetrazioni sessuali con
    la donna,lasciatala per i di lei regolari impegni domenicali,si era
    portato a prendere il mezzo pubblico,che lo avrebbe portato in Piaz-
    zale Ponte Milvio,dove,una volta giunto,potè ammirare il mercato lo-
    cale,ricco di ogni ben di Dio,e farsi un  giro fra le bancarelle,no-
    tando,con immenso piacere,i prezzi molto convenienti per ogni pro-
    dotto,sia alimentare che di utensileria in genere ed altro.Dopo la
    panoramica della piazza,raggiunse dei negozi,per incominciare ad in-
    formarsi sulla disponibilità,che ci poteva essere,di trovare una pen-
    sione economica o una cameretta da fittare.A patto che non fosse ca-
    ra,molto costosa,perchè la sua economia non lo avrebbe permesso.La
    proprietaria dell'edicola di giornali:"Si,le posso essere utile.Qui
    dietro,lo vedi questo edificio di colore giallognolo,lì c'è una si-
    gnora che cerca di affittare una camera ammobiliata.Se vuole,può an-
    darci subito e a nome mio,dicendo che la mando io.Oggi è il venti-
    sette di novembre e dal primo può prenderne possesso.Dica:Mi manda
    Giuditta.Ci conosciamo da moltissimi anni.Siamo care amiche e vedrà
    che si troverà benissimo.Lei può andare direttamente al secondo pia-
    no e suonare alla sua porta.Il numero del portone è ottanta.L'inter-
    no è il numero venti.Lei si chiama Elvira Polpacelli ed è una bra-
    vissima donna."-"Grazie,ci vado subito." Lasciando la Giuditta,si
    recò al secondo piano per suonare alla porta dell'interno numero ven-
    ti della signora Elvira Polpacelli,che era in casa e l'accolse molto
    cordialmente."Lei è la signora Elvira Polpacelli?"-"Si,sono io.Desi-
    dera?"-"Mi ha dato il suo indirizzo la signora Giuditta,perchè lei
    avrebbe da fittare una camera ammobiliata.Mi farebbe piacere vederla
    e sapere se posso fittarla.Se non è troppo cara!diversamente ci ri-
    nuncerei...!"-"Venga prima a vederla e dopo le dirò il prezzo.Vedrà
    che non la prenderò per la gola e si troverà benissimo".Così dicendo
    l'introdusse in una bella stanza di un venti metri quadrati,molto
    ben arredata e pulita.Si notava di essere ben tenuto ogni cosa."Si,
    la camera mi piace,ma occorre che rientri nelle mie possibilità eco-
    nomiche.Sa,io sono un giovane solo che vive del suo lavoro e che non
    guadagna molto,per cui...!"-"Non si preoccupi.Non le chiederò molto,
    perchè mi farà piacere anche la sua compagnia.Io vivo da sola e,sen-
    tendo la presenza di un'altra persona in casa mi farà molto bene e
    piacere.Così non ci si sente soli!A lei gliela dò per soli cinquemi-
    la lire mensili.Come vede è un prezzo ragionevole,visto che qui può
    anche farsi da mangiare,tanto l'attrezzatura da cucina c'è,avrà solo
    bisogno di farsi la spesa!"-"Si,a me farebbe molto piacere se mi to-
    gliesse qualcosa...!Sa,cinquemila lire sono tanti...!"-"D'accordo,
    facciamo tre e non se ne parli più".Si diedero una stretta di mano a
    suggellare il patto."Il pagamento deve essere anticipato sempre,ogni
    mese"-"Quando potrò venire?"-"Può venire anche subito.La camera è
    disponibile."-"Subito non posso,perchè la valigia l'ho su al Giani-
    colo e senza macchina non mi è agevole portarla.Cercherò di venire
    domani pomeriggio.Lei in casa c'è sempre o avrei problemi per entra-
    re?"-"Io sto sempre in casa.Esco solo per andare a fare la spesa.Io,
    comunque,se lei mi dice di venire domani,le posso dare la chiave,co-
    sì potrà entrare quando vuole" Così prese la chiave e gliela diede.
    Pino la prese,la salutò ed andò via.Andando via pensò:"Se mi affret-
    to,posso andare a pranzare da Gina e prendere l'appuntamento con lei
    per il pomeriggio...!" Così prese la circolare rossa che lo portò,
    giusto in tempo,alla trattoria dell'amica per le tredici e trenta,
    mentre l'ultimo avventore stava andando via,entrò,salutando la ra-
    gazza:"Ciao Gina,come stai?Posso ancora pranzare o è molto tardi?"-
    "Ciao amore,come stai tu?Io sto benissimo ora che ti ho rivisto.Ero
    preoccupata per non vederti arrivare...!Certo.Per te non è mai tar-
    di.Vieni,siediti che ti porto il pranzo del giorno,che tu certamen-
    te gradirai molto,penso che ti piaccia...!"
    Lesta,come una faina,lo lasciò per entrare in cucina e tornarvi do-
    po solo qualche minuto,con un piatto stracolmo di chitarra all'uovo,
    fatta in casa."Ora,mentre mangi,io sto vicino a te,così,appena avrai
    terminato,ti vado a prendere il secondo.Così,tu vai via ed io ras-
    setto e mi vado a preparare per raggiungerti al nostro meraviglioso
    covo,che ci sta aspettando con ansia ed impazienza!"-"Cosa vuoi dire,
    che devo andare lì ed aspettarti?Non devo incontrarti ed aspettarti
    davanti alla Standa,come sempre?"-"Hai capito bene.Tu vai lì e ti met-
    ti a riposare nell'alcova ed io,appena pronta,ti raggiungo,senza per-
    dere tempo.Così avremo più tempo da trascorrere insieme.Non ti piace
    il programma?"-"Certo che è di mio gradimento.Ho capito anche il mo-
    tivo,che ti spinge a fare tale proposta!Tu non devi aspettare l'ora
    stabilita,ma,appena ti sarai liberata,puoi raggiungermi."-"Esatto."
    Terminò di mangiare e si rese conto che lei aveva già iniziato a ras-
    settare in tutta fretta la sala.Quando lui l'avvicinò per pagare,lei
    lo sollecitò ad andare via e di non farle perdere del tempo inutil-
    mente."Io sono impaziente di stringermi al tuo petto,a te.Oggi,il
    pranzo te lo offo io.Ciao,a più tardi",chiudendogli la porta della
    trattoria alle spalle.  
    Pino era allungato da poco meno di tre quarti d'ora,con gli occhi chi-
    usi,quando sentì,appiccicato al suo corpo,quello di Gina e che,come al
    solito,forse un pochino di più,gli sembrò bollente ed ansimante.Allora
    si girò verso di lei,aprendo gli occhi notò che era già pronta per lo
    uso.A lui non restava altro da fare che prepararsi e porsele sopra per
    la realizzazione del consueto incastro.Gina,nel sentire il corpo del
    giovane appiccicato al suo,lo strinse con molta forza,come se volesse
    farlo sprofondare dentro di sè.Furono momenti di sublime abbandono.Le
    volte non si contarono,perchè sembrava che la donna fosse diventata
    più inappagabile del solito.Aveva,finalmente,compreso che di meglio
    dalla vita non si può avere,perchè quello era il massimo.Perciò era
    necessario approfittarne fino a quando sarebbe stato possibile,perchè:
    "del diman non c'è certezza...!",ma si può contare solo sul presente.
    Bisognava essere oraziani e mettere in pratica il "Carpe diem"...!
    Ciò che per lei era diventato vitale,andava fatto impellentemente e
    subito,senza perdere un minuto di tempo.Anche il solo minuto era pre-
    zioso e sarebbe stato un vero peccato perderlo inutilmente!Il perderlo
    li avrebbe penalizzati...!Perciò,il più rapidamente possibile si era
    preparata e non volle lasciarselo sfuggire,ma goderlo in tutta la sua
    potenza e voluttà.Dopo un paio di volte,aggrappata a lui,si riggirò po-
    nendosi sopra,baciandolo a ripetizione con sempre maggiore vigoria e
    slancio.Pino resistette benissimo sotto al suo peso,ma pensò:"Oggi si
    sente molto più stimolata e vuole rifarsi dei giorni della settimana
    che non ci siamo visti!E non sa che non ci vedremo tanto facilmente in
    futuro,visto che io mi trasferirò oltre la Farnesina...!"
    Come al solito,alle diciotto si ricomposero e tornarono ai propri impe-
    gni.
    Pino bighellonò ancora un poco per Villa Sciarra in attesa delle dici-
    annove,deciso a prepararsi la valigia,che si sarebbe portato dietro,
    l'indomani mattina,per poterla lasciare nella sua nuova casa.Come al
    solito,nella casa delle suore spagnole,cenò,dopo si preparò per la 
    notte senza dire nulla a nessuno,anche perchè ci sarebbe potuto torna-
    re...!Ma provvide ad informare la sua cara amica suor Malia,che gli
    fece cordialissimi auguri:"Non posso nasconderti che mi mancherai mol-
    tissimo.Spero che la domenica verrai ugualmente a trovarmi...!tu sai
    quanto ci tengo a te!"-"Non preoccuparti,se non verrò tutte le domeni-
    che,è perchè il Piazzale Ponte Milvio sta dalla parte opposta...,ma ti
    penserò continuamente"-"Si,ma non ti potrò stringere fra le mie brac-
    cia...!" concludendo con un profondo e lungo sospiro,molto significa-
    tivo ed eloquente,che avrebbe voluto dire tante,ma tante cose...!

     

                                           


                      Capitolo Nono.
     
    Alle sette,con la valigia attaccata alla sua mano destra,uscì dalla
    casa della speranza,della carità o,della desolazione,dipende dai di-
    versi punti di vista...!per dirigersi verso la fermata del settanta-
    cinque,che prese subito per scendere alla fermata del Largo di Torre
    Argentina e prendere il sessantaquattro,che lo avrebbe portato molto
    vicino al Piazzale di Castel Sant'Angelo.Alle sette e trenta potè
    prendere il settecentosettantacinque,che lo avrebbe portato in Piaz-
    zale Ponte Milvio.Alle otto era giunto in Piazzale Ponte Milvio e,
    con gioia,raggiunse la sua nuova abitazione.Una volta in camera,aprì
    la sua valigia,tirando fuori il cambio,che appese alle grucce nello
    armadio,abbastanza capiente.Per le nove raggiunse il suo luogo di
    lavoro,prese il motorino per dirigersi ai tre Ministeri.Mentre era
    sul motorino evitava di pensare,cercava solo di essere attento a non
    investire e a non farsi investire da automobilisti distratti ed ar-
    roganti.Al suo posto di lavoro ci era sempre la Gianna,che lo stuz-
    zicava.Lui s'era accorto che la segretaria se l'intendeva con il Di-
    rettore dottor Sarti,che poi scoprì essere il segretario dell'onore-
    vole Giulio Andreotti e che,successivamente,divenne anche ministro,
    sempre per la corrente del parlamentare democristiano.La stessa a-
    genzia "EUROSTAMPA",come sim diceva,era dello stesso deputato e pa-
    drone di quasi tutta Ostia...!che andava ogni mattina a battersi il
    petto nelle chiese adiacenti la meravigliosa fantana di Trevi..!For-
    se,con tale gesto,voleva pulirsi la coscienza...!Per Roma si diceva
    che era implicato in tantissimi intrallazzi,sia per la realizzazione
    della strada Olimpica,sia dell'aeroporto di Fiumicino,sia per tante
    costruzioni edilizie pubbliche e private.Da semplice professorino...,
    cosa non era diventato con la Democrazia Cristiana e la protezione
    dello Stato Vaticano e di tutto il clero...!conniventi ai suoi in-
    trallazzi poco puliti...!In una tale realtà il giovane molisano non
    poteva durare a lungo.Se avesse accettato l'assidua corte della Gian-
    na,fidanzandosi,per coprire e tranquillizzare la moglie del dottor
    Sarti,le cose sarebbero andate molto diversamente!Anche se il dottor
    Enzo Fogliati mostrò di prenderlo a ben volere,quale dirigente della
    stessa Agenzia,non bastò e Pino,sia per diversi principi personali,e
    sia perchè non rientrava nel suo costume,alle varie moine di Gianna
    fece sempre finta di non capire,facendo orecchie da mercante.Perciò,
    solo dopo un mese fu licenziato.Quando lo licenziarono ricordò ciò
    che gli avevano detto gli amici della casa del Gianicolo!e,in modo
    particolare,Nicola:"Sai,in certi ambienti cercano su chi scaricare
    certe loro responsabilità!Per cui in Roma è imperante il fatto che
    molte persone cercano compagnia a pagamento,oppure cercano su chi
    demandare,o scaricare certi fatti.Ad esempio:un capufficio se la fa
    con la segretaria e cerca una terza persona alla quale affibbiare
    la sua amante.Sai,qui prima di te c'era un simpatico giovane,che,co-
    me te,cercava lavoro.Era disoccupato come te,appunto.Solo che tu sei
    ben vestito,elegante e hai studiato.Lui era un operaio.Dopo avere
    letto su Il Messaggero che c'era una famiglia in cerca di compagnia,
    dopo due mesi l'abbiamo rincontrato e abbiamo notato in lui una gros-
    sa trasformazione:dimagrito e molto elegante.Dopo che ci siamo salu-
    tati,gli ho chiesto cosa potesse dirmi.Gli ho chiesto:Come va la tua
    vita?Cosa mi racconti?Cosa fai,che lavoro hai trovato? e lui:Sai,io
    sto benissimo,ma,incomincio a non farcela più.-Perchè,che cosa ti è
    accaduto?-Sai,io la sera dormo in un magnifico letto,ma in mezzo.
    -Come,in mezzo?Spiegati meglio,fammi capire cosa intendi.-Io vivo con
    la mamma e la figlia.La notte dormiamo tutti e tre nello stesso letto.
    La mamma da una parte e la figlia dall'altra ed io in mezzo.All'inizio
    mi sembrò interessante,ma,a lungo andare,mi sta diventando molto pe-
    sante e incomincio a non farcela più!-Hai capito,caro Pino,cosa e come
    si vive qui?" Questo è quanto Cesare,Carlo,Nicola ed altri avevano
    cercato di fargli capire.Perciò,nella sede dell'agenzia stette sempre
    con occhi ed orecchie ben tese,non lasciandosi sfuggire nulla.Ancor
    più rimase sulle sue quando riuscì a sentire un dialogo fra Gianna e
    il dottor Sarti:"Tu non preoccuparti.Sta tranquilla.Questo è giovane e
    ti piace.Perciò,anche se io non posso offrirti nulla,perchè sono spo-
    sato,se questi non risponderà,troveremo un altro disponibile.Questi
    sono affamati e per vivere sono disponibili a tutto,anche ad accettare
    il figlio di un altro!"-"Si,ma io in attesa di trovarlo,come faccio?"
    -"Ma,questo Pino,proprio...,non!?"-"Ho cercato di stimolarlo in tutti
    i modi,ma lui non reagisce.Fa finta di non capire.Non so proprio cosa
    fare per...!"-"Allora lo rimandiamo là da dove è venuto,così impare-
    rà...!" Dopo pochi giorni fu licenziato con una scusa banalissima.Fu
    pagato e gli fu chiusa la porta alle spalle...! 
    Il mese trascorso nella zona nord-ovest della città gli aveva consen-
    tito di poter girare ed ammirare le meraviglie e le cose più belle del-
    la grande ed eterna città di Roma.La domenica era libero,perciò,evitan-
    do di andare a trovare Gina e Malia,andò girovagando per Villa Borghe-
    se,per Piazza del Popolo,per Via del Corso,per Via e Largo del Tritone,
    intorno alla Fontana di Trevi,per Via dei Condotti,per Piazza Monteci-
    torio,per Via Venti Settembre con Piazza del Quirinale,sede del Presi-
    dente della Repubblica Italiana,allora era abitata da Gronchi.
    Girovagando per le strade cittadine fu felice di poter meglio apprezza-
    re le bellezze della meravigliosa e,mai stancante città dei papi,dei
    Gracchi,dei vari Cesari,della cultura e immensità della poesia,dell'ar-
    te e del diritto sia pubblico che privato.Le domeniche,purtroppo,furono
    solo due...!Al termine del mese,non trovando altro lavoro,fu costretto,
    per la sua economia non florida e certa,a tornare nella casa di Via Gi-
    acinto Carini.Tornò a riavere i suoi rapporti ravvicinati con suor Ma-
    lia,con Gina e Luisa.I loro incontri furono solo ripetitivi.Intanto il
    giovane molisano si era scafato e provvide,anche secondo le indicazioni
    degli amici più anziani,a far visita al cinema di Monteverdi.Fu lì che
    conobbe Filomena,una ragazza sartina di Napoli,che si era trasferita a
    Roma dopo la morte del fidanzato.Era una brava
    ragazza,illibata,ancora vergine e ignara della vita e del mondo,quindi
    molto appetibile per qualsiasi uomo.Durante tutta la settimana lavora-
    va e la domenica usciva,in libera uscita alla stessa stregua dei mili-
    tari.Infatti viveva nello stesso ambiente di lavoro.All'inizio fece del-
    le resistenze alle proposte del giovane,che voleva andare subito alsodo,
    al concreto,in quanto materialista.In seguito la ragazza finì per perde-
    re la testa per lui e come Gina,finì per dargliela sulla soffice erbet-
    ta di Villa Borghese,dove,in un pomeriggio afoso,dopo essere stati a 
    passeggiare per un paio d'ore intorno al piccolo giardino zoologico,in
    un anfratto si aggrappò al corpo del giovane...!con tanta tanta frenesi-
    a.E lui,cosa poteva fare nel sentirsela gemere e frignare di passione?
    avvinta stretta,stretta da togliergli il respiro?Così,baciandola le al-
    zò la veste e dopo averle spostate le mutandine,fra le sue gambe pose
    quella sua parte,che tanto veniva apprezzata dalle donne,che avevano fi-
    nito per sentirla calda e penetrante.Anche Filomena non aveva fatto al-
    cuna esperienza.Nel farla non mostrò pentimento,ma solo soddisfazione,
    appagamento e gioia per averla,finalmente,fatta,anche lei la sua espe-
    rienza,che l'aveva portata in Paradiso...!
    Nei periodi successivi,passeggiando in Via della Conciliazione per am-
    mirare il colonnato e la basilica di San Pietro,conobbe una ragazza
    sarda,Lellena.Anche con lei iniziò una storia.Con lei si vedeva di se-
    ra,perchè durante il giorno era impegnata con i figli del consigliere
    comunale Rebecchini,ingegnere,che con Tupini si preoccupò di fare man
    bassa sulla strada olimpica e sull'aeroporto di Fiumicinio.L'ingegnere
    era anche console onorario e marito di una nobildonna romana...!Lelle-
    na,che era stata l'amante di un grande personaggio politico che le ave-
    va regalato un figlio illegittimo,aveva qualificà di bambinaia e per le
    pulizie,che doveva fare alla famiglia,che sarà prima cittadina del Cam-
    pidoglio e che affondò le mani nelle casse pubbliche per la costruzione
    della strada Olimpica e dell'aeroporto di Fiumicino...!come già si di-
    ceva!Lellena era una ragazza madre in cerca di marito.Pino era allergi-
    co al matrimonio,ma,non sapendo,non conosceva le mire della donna-ma-
    dre.Da buon gustaio sfogava con lei tutta la sua concupiscenza senza
    alcun limite e in tutti i modi.Dai e dai,rimase incinta.Fu costretta
    ad abortire per l'impossibilità del giovane,non avendo un lavoro,nè
    una casa fissa,ma,soprattutto non aveva alcuna volontà ed intenzione
    di mettere su famiglia.Lei aveva rapporti di amicizia con il Presiden-
    te dell'A.C.I.,che era un papabile democristiano.Pino capì che con lui
    aveva avuto il figlio,quando era ancora molto giovane,al suo paese.Lei
    sperava di ottenere l'aiuto necessario per una sistemazione del giova-
    ne,nuovo amico,al fine di poterlo indurre a sposarla.Pia illusione!ma,
    continuava ad incontrarlo per appagare ed appagarsi.
    Pino,da amante buon latino,continuò ad avere i soliti incontri della
    domenica mattina con la Malia,e nel pomeriggio con Gina e,durante la
    settimana con Luisa.La sera,fra le fratte,ad utilizzare la sardagnola
    in ogni suo foro,perchè molto disponibile ed eccessivamente vogliosa!
    Tutto ciò,naturalmente accadde quando lasciò il ricovero dei meno ab-
    bienti,essendo riuscito a trovare un lavoro come disegnatore tecnico
    e contabile. 
    Trascorso il mese,per cui aveva pagato la pigione nella camera in Pi-
    azzale Ponte Milvio,volendo avere in tasca qualche risparmio,tornò al-
    la casa d'accoglienza di Via Giacinto Carini per continuare sia nelle
    relazioni con Malia,sia con Gina che con Luisa,dovette continuare a
    leggere la pagina de Il Messaggero,consultata da tutti quelli che non
    avevano un reddito ed un posto di lavoro e da quelle persone in cerca
    di avventura.Fu così che Pino riuscì a trovare l'offerta nei pressi di
    Piazza Bologna,sempre molto distante dal suo luogo di dimora.Piazza
    Bologna era il rione di quelle persone arrivate e piene di soldi.Tut-
    ti si sarebbero scoraggiati.Il giovane molisano no e fece bene.        
    Intanto c'è da dire che Pino non evitò mai alcun incontro galante.Per
    cui Filomena risultava un'occasione,che non andava abbandonata,anche
    se si preoccupò di sfruttarla saltuariamente e con molto rispetto,sia
    per il problema,che aveva avuto e sia perchè la riteneva meritevole
    di considerazione,quale seria lavoratrice.Faceva la sarta per una ca-
    sa di moda di Via Colonna,molto in voga nel periodo.Terminato il mese,
    appunto,nella camera di Via Prati a Ponte Milvio,nei pressi della Far-
    nesina,tornando alle restrizioni operative ed economiche precedenti,
    per essere tornato alla casa della speranza per chi non vuole morire
    disperato,ma solo sopravvivere,che si barcamenò con le sue conoscenze,
    sfruttando quel poco tempo,che aveva a disposizione.La sera non si sa-
    rebbe potuto più muovere...!
    Nel vederlo con la valigia suor Malia lo accolse con molta gioia e fe-
    licità.Quasi avrebbe voluto abbracciarlo e baciarlo.Si trattenne a
    stento per la presenza degli abituali ospiti della casa:Carlo,Cesare,
    Nicola,Felice,Roberto,Valerio,Silvio,Renato,Michele e Aldo che gli
    fecero corona,abbracciandolo di piacere per averlo ancora fra loro.
    Pino stette con loro solo un giorno,perchè il giorno dopo aveva deci-
    so di andare a trascorrere il Natale al suo paese nativo.Il giorno
    seguente,lasciando la valigia,dopo avere augurato un felice Natale a
    tutti e in modo particolare alla suora,partì.
         



      
      

                        Capitolo Decimo.
    Arrivò a Campobasso alle dieci di sera.Alla stazione trovò il fra-
    tello Mauro,che lo stava aspettando assieme alla sorella Gilda.Do-
    po essersi abbracciati e salutati cordialmente,sotto braccio si
    diressero verso la loro abitazione di Via Principe di Piemonte.
    "Raccontaci,come stai?Notiamo che stai bene.Ma,dillo tu.Hai trova-
    to lavoro,che fai?"-"Vedete,sono tornato per trascorrere con voi
    il Natale e per riportare a nostro padre questo sacchetto di siga-
    rette.Sapete ch'io non fumo ed è un vizio,che non voglio prendere.
    Sapete benissimo i problemi,che può dare e come fa stare male quel-
    li che ce l'hanno...!"-"Si,hai ragione.Sappiamo quante liti hanno
    fatto e fanno i nostri genitori per le sigarette,che appestano,di
    papà!" risposero all'unisono Gilda e Mauro."Con quelle",continuò
    Mauro,"renderai molto felice nostro padre,che potrà fumare per pa-
    recchio tempo senza preoccuparsi di andarsi a comprare il trincia-
    to forte ed avvolgersi le sigarette lui...!"
    C'è da dire che il loro padre era abituato a prepararsele da sè le
    sigarette.Comprava pacchetti di trinciato e le cartine.In un'atmo-
    sfera di profonda soddisfazione,prima di mandarla in fumo,si pre-
    parava,di volta in volta,la sua sigaretta,che finiva per appestare
    tutti quelli che gli erano intorno.Lu era felice di consumare la
    sua esistenza in fumo...!anche se lo portava a litigare,in conti-
    nuazione,con il suo amore,la moglie! "Fino a quando ti fermerai?"
    gli domandò Gilda."Resterò fino all'Epifania,che tutte le feste
    natalizie si porta via,e tornerò a Roma.Domani torniamo tutti e
    tre a Bonefro o tu hai degli impegni lavorativi,qui a Campobasso?"
    -"Il signor Fernando,che ti saluta tanto,quando gli ho detto che
    tornavi per trascorrere il Natale a Bonefro,ha detto che posso ve-
    nire anche io e rimanere tutto il periodo in cui tu resterai con
    noi."-"Meglio così.Penso che sia l'ultimo Natale,che trascorrere-
    mo noi tutti insieme.Carmelina non c'è perchè sposata e in Vene-
    zuela,io penso di andare,dove non lo so,ma da qualche parte dovrò
    andare,così non posso stare.Non mi vedo a mio agio in una vita
    tranquilla,in pantofole.Ho voglia di conoscere e girare per il
    mondo!"  
    Con le ultime esternazioni del fratello più grande,i tre raggiun-
    sero la loro camera,dove furono accolti con affetto ed amore dal-
    la famiglia proprietaria,originaria di Santa Croce di Magliano,i
    Ciavarra."Oh,che piacere rivederti!Ben tornato.Non puoi immagina-
    re quanto abbiamo sentito la tua mancanza!" dissero madre e fi-
    glia,la signora Natalina e la signora Luigia con un figlio,sepa-
    rata dal marito,che l'aveva riempita di botte,quando vivevano in-
    sieme.Il marito,un nullafacente napoletano,amante solo della bel-
    la vita e del gioco a spesa della famiglia della moglie.Il marito
    e padre,avendo problemi di salute,era già andato a letto e,trami-
    te le due donne,si scusava.Si sarebbero visti l'indomani a cola-
    zione."Grazie,salutalo tanto da parte mia.Io conosco i suoi prob-
    lemi...!Comunque,ora,buona notte.Sarete certamente molto stanche!"
    -"Buona notte e a domani".Tutti,essendosi fatto molto tardi e
    stanchi per la lunga giornata,andarono a dormire,anche se Gilda e
    Mauro avevano tante cose da chiedere e da dire al fratello per il
    lungo periodo in cui erano stati lontani:lui a Roma e loro a Cam-
    pobasso."Comprendo la vostra ansia,ma,vi prego,rimandiamo tutto a
    domani,quando con calma,in treno,potremo parlare in pace e tran-
    quillità.Allora mi racconterete le novità,che qui ci sono state.
    So che morite dalla curiosità ed impazienza.Avete aspettato tutti
    questi mesi,potete attendere ancora qualche ora.Ora andiamo a let-
    to e buona notte." 
    La notte trascorse tranquilla e ognuno,a modo suo,cercò d'ìmmagi-
    narsi il rientro nella casa di Bonefro e l'accoglienza,che avrebbe
    ricevuto dai genitori.Pino pensava a ciò che aveva lasciato e se i
    nuovi amici avessero sentito la sua mancanza e avessero avuto no-
    stalgia di lui.Certamente Malia,Gina e Luisa avrebbero sentito
    molto la sua assenza,abituate,come,ormai erano,a sottostargli con
    infinito piacere.Gli amici,che si erano abituati alla sua presenza
    anch'essi ne avrebbero sentito la mancanza,così come era già acca-
    duto,quando,nel mese,era stoto lontano...!Essendo molto stanco,con
    tali pensieri,che lo inorgoglirono,si addormentò felice e sereno.
    La sorella,al contrario,pensò,alquanto diversamente perchè deside-
    rava,da parte della madre e del padre,un'accoglienza d'affetto e di
    amore,sentendosi sola,lontana da loro.Gilda era una signorina,che
    aveva necessità di amore per realizzare la sua identità,avendo ne-
    anche vent'anni...!Mauro,quindicenne e studente,ancora non sentiva
    la necessità e la mancanza di tali rapporti affettivi.Data l'ora
    tarda,finirono con molta facilità a cadere fra le braccia di Morfeo.
    Alle sette si svegliarono tutti e tre,si alzarono e fecero colazio-
    ne.Gilda doveva andare a lavorare per dire che nel pomeriggio sareb-
    be tornata a fare le feste natalizie a Bonefro con i fratelli,anche
    se avesse già ricevuto il benestare dal principale signor Fernando.
    Era necessario salutare tutti e fare gli auguri a tutti per le suc-
    cessive festività,anche perchè,con lei lavorava un ragazzo del qua-
    le aveva un forte debole...!Alle otto,come al solito,uscì di casa,
    lasciando i fratelli a cincischiarsi per casa.Appena Gilda ebbe ri-
    chiuso la porta alle sue spalle,Mauro incominciò a riferire al fra-
    tellone le novità intercorse in sua assenza."Sai",incominciò,"quan-
    do Melina tornò a Campobasso senza di te,Gilda mi disse subito che
    vi eravate lasciati.Io,già lo sapevo che l'avresti lasciata,perchè
    avevi deciso di rimanere a Roma,ma non dissi nulla.Melina,quando
    arrivò qui non fece altro che piangere,dicendo:Mi manca molto.Io,
    senza di lui,non so vivere.Come faccio ora?Ho sbagliato ad aborti-
    re.Se oggi avessi un suo figlio nel grembo,lui sarebbe ancora qui
    con me.E Gilda che cercava di rincuorarla dicendo:Ma,come avreste
    fatto?Un figlio piccolo ha bisogno di tante cose.Pino,senza un la-
    voro e un suo reddito non ti avrebbe potuto aiutare.Avrebbe senti-
    to molto l'umiliazione della situazione...!Poi tu,non avresti avu-
    to più il sostegno di tuo marito,che,venendolo a sapere,non avrebbe
    mandato più niente...!Forse è meglio così!Cerca di fartene una ra-
    gione.Dopo le parole di Gilda,si calmò un poco,ma volle che andas-
    simo a casa sua per trascorrervi la domenica.Mentre Gilda e Melina
    erano in chiesa ad ascoltare la messa,ho incontrato Linetta,che mi
    ha chiesto di te:Dimmi,dove e come sta tuo fratello?Quando torna?
    Fagli sapere che mi manca molto,troppo e che io non lo dimenticherò
    mai.Per tutta la vita mi rimarrà nel cuore.Visto che la guardavo
    con un certo risolino mi fece:Gli voglio bene come a un fratello,
    che non ho.Ecco tutto,non pensare a male,furbacchione.Se ne andò in
    tutta fretta,forse per non incontrare nè Gilda e nè Melina che sta-
    vano uscendo dalla chiesa!"-"Ma lei,non è ancora fidanzata con il
    fratello di Melina?"-"Non lo so.Forse si e forse no.Gilda lo saprà
    perchè ho sentito proporle,da Melina,di fidanzarsi lei con il fra-
    tello.Gilda le ha risposto che non se la sente,dopo quanto c'è stato
    fra voi due,con tutte le conseguenze.Se voleva che la loro amicizia
    continuasse,tale argomento non avrebbe dovuto mai più trattarlo."
    La chiacchierata lasciò Pino alquanto perplesso,ma soddisfatto per
    le sue conquiste.Il giovane andò al bagno per le pulizie del matti-
    no.Al termine rientrò in camera dal fratello e gli domandò:"Oltre a
    ciò che mi hai raccontato,non c'è stato nient'altro di nuovo?Non hai
    incontrato nessun altra persona,che ha chiesto di me?"-"Vuoi la con-
    ferma di essere il beniamino della piazza?Lo sai,anche se non te lo
    dico che Angelo Mangiacavallo ogni sera e ogni mattina,vedendoci,non
    ha fatto altro che chiedermi tue notizie.La stessa cosa ha fatto il
    mio professore di educazione fisica e quello di scienze.Ci hanno te-
    nuto a dirmi che il Corso,senza di te,non è più lo stesso.Senza la
    tua presenza...,manca un qualcosa.Cosa manchi non se lo sanno spie-
    gare,ma a tutti manca un qualcosa!Mi hanno tutti pregato di farti sa-
    pere di tornare,perchè loro ti aspettano con impazienza.Sai,ho incon-
    trato un paio di volte anche Lina De Ciocchis,che mi ha pregato di
    mandarti i saluti:Lo vorrei tanto rivedere e parlargli.Diglielo,ti
    prego,non dimenticarti.Diglielo anche se ti ci senti per telefono...!"
    -"Si vede benissimo che è sempre innammorata di me,anche se non te la
    son voluta fare...!e lo sai benissimo."-"Si,ma quella è pazza di te."-
    "Si,ma quella è da maritare...!Io non ho nessuna voglia di sposarmi,
    mio caro fratellino!"-"Lo so,ma,allora tu non vuoi farti una famiglia?
    Non vuoi avere dei figli?"-"Prima di tutto i figli non li facciamo noi
    uomini,ma le donne.Infatti il vecchio proverbio cosa dice?La madre è
    certa,il padre è sempre incerto,un punto interrogativo,caro Mauro."
    -"Cosa vuol dire questo?"-"E' presto detto.Qualche anno fa a Larino,
    una ragazza di sedici anni rimase incinta,vergine,senza che avesse a-
    vuto alcun rapporto sessuale.Senza che alcun uomo l'avesse deflorata.
    Contrasse la gravidanza in modo molto particolare:Rimase incinta pog-
    giandosi sul sedile del water,sul quale,per caso,era caduta una mole-
    cola di sperme del padre.Si vede che la ragazza era nel periodo ferti-
    le e il suo apparato genitale aveva aspirato la molecola,che è finita
    nel suo utero,producendo il nuovo embrione di vita.Come vedi,la madre
    era certa,il padre...?" Il racconto lasciò perplesso Mauro,che per un
    poco rimase pensieroso e in silenzio.
    Erano le dieci quando uscirono di casa per fare una passeggiata ed at-
    tendere Gilda per tornare a casa tutti e tre insieme,per pranzare in
    fretta ed andare alla stazione per rientrare a Bonefro.Passeggiarono
    un paio di volte per il Corso Vittorio Emanuele fino a quando non en-
    trarono nel negozio di ottica del signor Fernando per salutare tutti,
    che amavano molto Pino.Alle dodici il datore di lavoro di Gilda dis-
    se:"Visto che dovete prendere il treno per tornare a fare le feste
    natalizie con i vostri genitori,esci prima.Tanti auguri anche ai tuoi
    e fate buon viaggio.Ciao Pino e Mauro,fate un felicissimo Natale."-
    "Grazie,anche a voi tutti e arrivederci al prossimo anno con l'augu-
    rio che sia migliore!" Tutti e tre sottobraccio tornarono verso casa
    per pranzare in fretta e raggiungere le ferrovie dello Stato e parti-
    re per raggiungere Bonefro dopo essere salìti sulla corriera della
    fratelli Fantetti.



                        


                      Capitolo Undicesimo.
   
    Con la corriera locale giunsero in Bonefro alle diciassette e quin-
    dici.La Piazza era abbastanza gremita di persone,che vi stazionava-
    no,come in tutti giorni di festa o alla vigilia di essa e dove il
    palco per il concerto bandistico veniva sistemato.La Piazza immen-
    sa,attraversata dalla strada provinciale che proveniva da nord-o-
    vest da Campobasso e verso est portava a Montelongo e a sud a San-
    ta Croce di Magliano.La parte a monte era pavimentata e completa-
    mente libera;la parte a valle comprendeva una vasca con zampillo e
    delimitata da alberi secolari.Al centro si trovavano giardinetti
    con aiuole ricche di fiori e panchine su cui prendere e stazionare
    a godere la frescura,quando il sole batteva cocente.D'estate si
    sentiva e come!
    I tre germani,presisi,quasi,per mano,evitando di farsi trattenere
    dalle persone,che incontravano,si diressero a monte per raggiunge-
    re la loro casa,che si trovava in Via Monte di Dio.
    A quell'ora già l'aria era diventata bruna e le luci artificiali
    ancora non emanavano il proprio prodotto,poterono rientrare in casa
    senza essere visti.La mamma era intenta a preparare la cena e nel
    vederli emanò un:"Oh!che piacere!Siete tutti e tre qui!" li abbrac-
    ciò con molto affetto.Soprattutto il suo Pino,che sapeva lontano,
    nella grande Roma."Quando sei tornato?Ti fermerai per tutte le fe-
    ste natalizie e l'inizio del nuovo anno?"-"Si,ci fermeremo fino al-
    l'Epifania."-"Poi,cosa farai?"-"Tornerò a Roma"-"Tornerai a Roma
    ...!?"-"Si.Ormai ho deciso di sistemarmi lì.A Campobasso cosa po-
    trei fare se non c'è nessuna possibilità occupazionale!?"-"Allora
    ci lascerai di nuovo...!" terminando in modo sconsolato,riabbrac-
    ciandolo di nuovo,provocando un poco di gelosia sia in Gilda che in
    Mauro.Mal tolleravano che fosse il pupillo della madre,non solo...!
    Pino s'accorse dell'imbarazzo dei due e,con delicatezza si svincolò
    dall'abbraccio materno."Sai,qui,al paese tutti mi chiedevano dov'e-
    ri e se tornavi per le feste e qualche maligno ha pensato molto ma-
    le...!"-"Lascia perdere,non pensare alla cattiveria altrui.Persone
    maligne,gelose e cattive sono tante che riempiono il mondo.Tu pensa
    solo a stare tranquilla e serena per i fatti tuoi.La realtà è che
    ora staremo tutti insieme per qualche giorno e poi ognuno torna al
    proprio mondo,alla propria realtà."-"Ma non t'interessa sapere che
    fine hanno fatto le tue vecchie fiamme?"-"Me lo racconterai dopo.
    Ora dicci dove possiamo trovare nostro padre."-"Dove volete che sia!
    Sta nella sua seconda casa con gli amici a giocare a carte e a farsi
    il suo solito bicchiere di vino!come se non gli bastassero i millee-
    cinquecento litri,che ha in casa e che tutti gli invidiano,perchè è
    il miglior vino di tutto il circondario e perfino il maresciallo dei
    carabinieri lo viene a comprare da noi,chiedendolo per cortesia...!
    Ora che state qui,preparo una cena diversa in vostro onore."-"Cosa
    ti serve?Dimmelo che vado io giù in cantina a prendere ogni cosa."
    disse Gilda e Mauro aggiunse:"Io vado a chiamare papà,per dirgli che,
    oltre a me e Gilda c'è anche Pino che è tornato da Roma per stare un
    poco di giorni tutti insieme." Senza che qualcuno gli potesse rispon-
    dere,corse giù,verso la Piazza per chiamare il padre e comunicargli
    il fatto.Andò a colpo sicuro nella cantina di Colabella,trovandolo a
    giocare con gli amici.Il padre,nel vederlo:"E tu cosa ci fai qui?Non
    dovresti essere a Campobasso con tua sorella!?Perchè l'hai lasciata
    da sola?"-"Non è a Campobasso,è qui con me e Pino,che è tornato da
    Roma per trascorrere le feste tutti insieme."-"Se è così,allora,il
    tempo di finire la partita e torno."-"Ti aspetto,così torniamo su,
    verso casa,insieme."
    Risalirono verso la strada di casa insieme,mentre Mauro gli teneva il
    braccio.Il padre Antonio,un uomo molto magro,non soffriva minimamente
    risalire i più di cento gradini per tornare verso casa,anche quando
    avesse approfittato con qualche bicchiere di troppo,che la moglie Ma-
    ria gli criticava spesso. 
    La moglie Maria Giuseppa era alta un metro e settanta e con qualche
    chilo di troppo addosso che la faceva apparire gigantesca.Era,però,u-
    gualmente molto energica,anche se aveva fatto sette figli,di cui cin-
    que viventi e due morti prematuramente.Il primo solo dopo tre mesi
    dalla nascita per imperizia dei giovani coniugi e l'altra per essere
    nata prematuramente.I due coniugi avevano:lei meno di dicotto anni e
    lui poco più di ventidue...!
    Rientrando in casa,vedendo Pino:"Oh,che piacere che sei tornato!così
    potremo trascorre,forse,l'ultimo Natale insieme."
    Dopo essersi abbracciati,il giovane gli chiese:"Perchè l'ultimo Nata-
    le insieme?"-"Perchè sto pensando di raggiungere tua sorella in Vene-
    zuela,visto che qui il lavoro incomincia a scarseggiare...!" Al mo-
    mento opportuno,per evitare amarezze inutili,intervenne la padrona di
    casa per sollecitare tutti alla cena,che era pronta."Su,fatevi avanti,
    la cena è già in tavola ed aspetta di essere consumata." Il tavolo e-
    ra al centro della grande sala e con le spalle alla porta sedevano la
    mamma e Gilda.Difronte a loro il padre e Pino alla sua destra.Alla
    destra di Pino,al lato corto del tavolo,c'era Mauro,dalla parte oppo-
    sta l'ultima sorella,Antonietta,alla sinistra del padre e alla destra
    della madre.Nella tavolata solita della festa mancava la prima sorel-
    la Maria Carmela e la nonna paterna che era morta solo due anni prima.
    Cenarono chiacchierando del più e del meno,senza mai fare domande pre-
    cise al giovane,che era tornato da più lontano.Terminato la cena Pino
    disse al padre:"Tu sai che io non fumo.Mi auguro di non incominciare
    mai.I primi giorni di questo mese ho partecipato alla riunione dei
    Monopoli di Stato,che hanno presentato alla Stampa le migliorie appor-
    tate alle sigarette nazionali.In quell'occasione,come a tutti,mi hanno
    regalato un sacchetto di pacchetti di sigarette,che ho riportato a te.
    Così ci passerai parecchio senza dovertele "Abbirritare tu,le tue si-
    garette" anche se so che facendole tu te le gusti di più!"-"Grazie ad
    aver pensato a tuo padre.Ne sono felice.Io ti auguro di non prenderlo
    mai questo brutto vizio.In modo particolare tu che da bambino non sei
    stato troppo bene,con i problemi di salute,che hai avuto!Tua madre ne
    sa qualcosa,povera donna,quante ne ha fatte per farti guarire,anche
    contro il parere di qualche mediconzolo,come il dottor Antonico,che
    disse di farti morire...!"-"Ora sto qui in gran forma e questo conta.
    Comunque grazie infinite a tutti e due.Sappiate che,anche se mi trove-
    rò molto lontano da voi,io vi penserò sempre e con molto affetto."-
    "Anche tu starai sempre nel nostro cuore." dissero all'unisono i due
    genitori.
    Terminata la cena,in circolo si sedettero intorno al camino,sotto al
    quale bruciava un fuoco molto invitante."Ora che sei tornato,per non
    interrompere l'abitudine,ammazzeremo anche il maiale.Infatti tua ma-
    dre aveva deciso di rivenderlo,perchè mancavi tu.Ora sei qui e dicci,
    quando vuoi che gli si faccia la festa?"-"Per me va bene anche doma-
    ni."-"Se tua madre è d'accordo,prepariamo tutto e domani gli facciamo
    la festa."-"Uh,che bellezza,allora domani facciamo festa!" disse Mau-
    ro,sfrecandosi le mani.Donna Maria,"Ma,per ora,visto che si è fatto
    molto tardi,andiamo a letto,domani si vedrà.Tanto non ci vuole nulla
    di particolare.Bastiamo tutti noi,siamo in sei,una bella squadra e
    non abbiamo bisogno di nessun aiuto esterno...!"
    Così dicendo,spense il fuoco,allontanando la legna dalla brace e,but-
    tandoci dell'acqua,invitò tutti a raggiungere il proprio letto per la
    notte.Era il segnale di terminare la giornata.Così tutti si rifugia-
    rono nelle proprie stanze,per porsi nelle braccia di Morfeo e poter
    ricominciare l'indomani,riposati e tranquilli,dopo essersi augurati
    la buona notte.


                            
            
   

                         Capitolo Dodicesimo.
    Pino,una volta nel letto,non potè fare a meno di pensare alle perso-
    ne,che aveva lasciato a Roma e che non conoscevano il calore di una
    famiglia nelle festività natalizie.In più lui avrebbe goduto il gra-
    nde piacere per la festa dell'uccisione del maiale!Infatti da loro,
    quando si ammazzava il maiale,si faceva una grande festa sia per qu-
    anto inerente il pranzo e sia per fare le salsicce e la "composta",
    che consisteva nel mettere sott'olio la salsiccia e le parti miglio-
    ri della pancetta e delle spalle,oltre alla cotica dei prosciutti
    dell'animale.Non la cotica pura e semplice,ma fornita di un poco di
    grasso e carne.La salsiccia,dopo essiccata,veniva spezzettata e mes-
    sa sott'olio con grasso bollente sciolto per consentire al tutto di
    amalgamarsi e potersi conservare nel tempo a tutte le temperature.Le
    altre parti citate venivano prima soffritte e poi messe sott'olio.
    Poi,lasciate al fresco per farle raffreddare ed amalgamare,poi veni-
    vano conservate.La "Cumposta" come era buona mangiarla durante tutto
    l'anno,in modo particolare durante l'estate,nei momenti più afosi..!
    Ancor più importante diventava se si era costretti ai lavori campes-
    tri,perchè facilmente utilizzabile.Naturalmente,nel preparare la
    "Cumposta" ci scappavano sempre gli assaggini per tutti.La mamma,
    senza essere interpellata,i pezzettini più gustosi,a turno,li andava
    ficcando nella bocca di ogni presente,marito compreso.La più grande
    e conclusiva festa la si faceva la sera,dopo avere fatto a pezzi lo
    intero corpo del povero maiale!La sera,sotto il camino,si appendeva
    un pentolone e dentro vi si mettevano a bollire la testa,gli arti e
    le ossa,in genere,per prepararvi,l'indomani,la gelatina,che era mol-
    to gradita da tutti e in modo particolare dalla nidiata e si poteva
    utilizzare in qualsiasi momento e in qualsiasi stagione dell'anno.
    Stando nel letto,ogni membro della famiglia incominciò a gustare i
    momenti citati che sarebbero iniziati il giorno dopo.
    Per fortuna Morfeo,dopo poco,andò a stendere su di loro il suo velo,
    lasciandoli riposare tranquilli e felici di essere tutti insieme ed
    uniti sotto lo stesso tetto...!
    Al mattino si alzarono tutti con la ferma convinzione di fare la fe-
    sta al povero porco,che tranquillo se ne stava nella sua stalla a
    dormire.Di tanto in tanto protestava,cercando il cibo del giorno,che
    nessuno gli portò.Tanto doveva morire e a lui l'ultimo pranzo era
    vietato.Non glielo si poteva consentire,per molte ragioni...!
    Quando furono tutti in cucina per la colazione,donna Maria:"Ho prepa-
    rato tutto l'occorrente.Non gli ho neanche dato da mangiare,perciò,
    quando volete,possiamo fargli la festa...!Me lo dite ed io metto il
    pentolone per far bollire l'acqua,che servirà a togliere le setole
    dal corpo dell'animale."-"Facciamo così:quando l'acqua del pentolone
    starà per bollire,noi uccideremo il maiale.Sai che non dobbiamo far-
    lo raffreddare,altrimenti le setole non si tolgono facilmente e bene.
    A me e a te piace che sia molto pulito.Lo so che sei molto schifilto-
    sa,mia cara,o mi sbaglio!"-"Hai perfettamente ragione,e c'è da dire
    che,non pulito bene,crea problemi quando deve essere cotto da mangia-
    re!Gilda,dammi una mano a far bollire il pentolone e anche tu Antoni-
    etta.Gli uomini si preparano le cose loro per conto proprio."-"Ques-
    ta volta l'ammazzerai tu",disse il padre,rivolto al figlio Pino,"lo
    hai visto fare un sacco di volte!Penso che te la sentirai o hai paura
    di farlo?Se non te la senti...!"-"No,non ho paura e lo faccio volen-
    tieri.Poi,a darci una mano per metterlo sul tavolaccio ci saranno
    mamma e le sorelle.Come ha detto mamma ieri sera,ce la facciamo da so-
    li,per tutto,senza essere costretti a chiamare il compare Antonio,ci-
    oè tuo cugino,come abbiamo fatto l'anno scorso."-"Non chiameremo nes-
    suno,perchè questa sarà e deve essere la grande festa della nostra fa-
    miglia.Anche se mio cugino mi è molto caro,la famiglia siamo noi e qu-
    est'anno siamo tutti insieme,e,forse,per l'ultima volta nella nostra
    vita...!" disse papà Antonio con un certo rammarico nella voce!
    Alle dieci l'acqua del pentolone incominciò a bollire,Pino e tutti gli
    altri s'erano infilati in abiti consoni per cui si portarono nella
    stalla a prendere il malcapitato,che non voleva uscire dal suo abitat,
    forse,presentendo la sua fine,ma attendeva e voleva solo il suo cibo
    della giornata,come solitamente accadeva.Allora Mauro entrò nella stal-
    letta e lo spinse fuori,dove Pino lo agganciò con il cappio di ferro
    al guanciale e lo sollevò,assieme agli altri,deponendolo sul tavolac-
    cio,tenendolo con la mano sinistra ben fermo e con la destra gli sfer-
    rò un colpo di pugnale nella gola per trafiggerlo nel suo cuore.A dif-
    ferenza di altri,in riferimenti agli anni precedenti,lo fece secco al
    primo colpo.La povera bestia esalò subito il suo ultimo respiro,senza
    minimamente soffrire e con grande soddisfazione di tutti,che,all'uni-
    sono:"Sei stato proprio molto bravo.Lo hai fatto secco al primo colpo.
    Complimenti,sei stato capace di non farlo soffrire per niente!Invece
    lo scorso anno il comparo lo ha fatto soffrire parecchio.Non riusciva
    a trovargli il cuore,provando,ripetutamente,per parecchie volte...!"
    Mentre si complimentavano con Pino,le donne si munirono di secchi per
    prendere l'acqua bollente da cospargere sul maiale e gli uomini,muniti
    di coltelloni,si preparavano a pulire ogni parte del suo corpo.Dopo
    mezz'ora era interamente pulito e appeso alla trave del sottano per
    essere sventrato e pulito delle interiora,che sarebbero servite:gli
    intestini o budella per fare salsiccia e salami,la trippa doveva esse-
    re cotta per il pranzo o la cena,il cuore,il fegato e i polmoni per
    farci una ricca e gustosissima zuppa per la quale erano tutti molto
    golosi!A Pino piaceva la zuppa,fatta con tali interiora,ad eccezione
    del fegato,che toglieva dal suo piatto,riversandolo in quello della
    madre,facendo lo scambio con il polmone,sistematicamente,anche senza
    dirselo.Ormai era diventata un'abitudine e la si realizzava automati-
    camente.
    Il capofamiglia effettuò la sventratura dell'animale,facendo scolare
    ben bene il residuo sangue,ben poco,avendolo perso totalmente nel mo-
    mento della sua morte.Donna Maria raccolse le interiora e si pose a
    lavarle sotto acqua corrente,lì vicino,dove una fontana di famiglia
    sgorgava la fresca acqua del serbatoio locale sin dal millenovecento.
    I figli,chi era rimasto a guardare con devozione ciò che stava acca-
    dendo e chi,come Pino e Mauro,sollecitati dai genitori,si cambiarono
    ed uscirono a fare una rimpatriata per il paese.Uscendo,Mauro disse
    al fratello:"Lo so,tu vuoi andare a trovare la tua Iduccia!Quella è
    pazza di te.Gilda mi diceva che ha avuto molte botte per causa tua.
    Tutta la famiglia l'ha sempre sollecitata dicendole:Non ti può sposa-
    re,non è per te.Lui appartiene a una famiglia con un nome...,mentre
    tu sei la figlia di un senza padre...!Loro stanno bene,mentre noi...!
    c'è troppa differenza di classe fra voi due.Smettila d'illuderti e di
    fissarti per lui e di stare dietro a lui.Te lo devi togliere dalla te-
    sta."-"Sciocchezze.Hai ragione,qui esiste ancora una mentalità molto
    classista.Da un certo punto di vista è anche giustificata.Infatti,nel
    millenovecentocinquantatrè in parecchi abbiamo avuto l'asiatica.Io
    sono l'unico sopravvissuto,anche se ho avuto più di quaranta febbre a
    quaranta...!mentre gli altri,con una sola febbre,sono di là da più di
    sei anni!Ciò è stato possibile grazie al sangue di una persona appar-
    tenente ad una certa famiglia...,sana e con certe radici!Però Iduccia
    mi piace e,quando ci vedevamo,attaccata a me,mi faceva sentire un qu-
    alcosa che le altre non mi davano!Mi dava un piacere con il suo corpo
    bollente...!"-"Ma,te la sei fatta?"-"Certe cose si fanno,ma non si di-
    cono.E' così bello tenerselo per sè,in ricordo!"-"Lo sai che la tua
    Clara si è sposata a Santa Croce di Magliano?Ho saputo che l'ha fatto
    dopo che tu te ne sei andato a Roma!"-"Anche con lei stavo molto be-
    ne."-"E con Giulia?"-"Anche con lei,con la differenza che ero conteso
    anche dalla sorella Liliana,quella abbondante e da Enrica,la più gran-
    de!"-"Sembra che Enrica si sia sposata con uno di Larino che fa l'av-
    vocato."-"Meglio,così si è sistemata!Erano in cerca di marito,visto
    che erano tre sorelle...affamate di uomo...!"
    Il loro colloquio fu interrotto da una voce,che li chiamava da lonta-
    no:"Pino,sei proprio tu?Che piacere rivederti!Quando sei tornato?Non
    sapevo che tornavi e che saresti tornato!" la donna gli corse incon-
    tro e l'abbracciò con slancio frenetico."Vieni,entriamo nel convento,
    qui non ci vedranno,altrimenti,oggi saranno...!"-"Botte",aggiunse Mau-
    ro con ironia e,forse,anche con piacere.Era geloso del fratello,che a-
    vrebbe voluto tutto per sè.Ora Iduccia...,li divideva,portandoselo via!
    Con molta malinconia aggiunse:"Se volete rimanere soli,vado via."-"Non
    occorre,puoi rimanere qui per dirci se viene qualcuno e noi ci apparte-
    remo solo per qualche minuto.Non ti preoccupare,non posso trattenermi
    molto!" disse la ragazza."Va bene.Così va meglio.Io aspetterò qui,vici-
    no al portone e vi avviserò,nel caso dovesse arrivare qualcuno;in modo
    particolare,se si tratterà di qualcuno dei tuoi familiari." I due giova-
    ni s'infilarono nel corridoio dell'aula scolastica che conoscevano be-
    nissimo per avervi sostato,in precedenza,moltissime altre volte.Al ripa-
    ro da occhi ed orecchie indiscrete,Iduccia si aggrappò al corpo del gio-
    vane così come era abituata,baciandolo con passione e veemenza.La carne
    giovane,bollente,aveva bisogno di smorzarsi.Così,baciandosi e nella pie-
    na reciproca soddisfazione,si appagarono in fuggevolissime languidezze.
    Dopo neanche dieci minuti:"Io vorrei stare sempre con te.Ma,sono convin-
    ta che mi scuserai,se ora vado via.E'meglio accontentarsi di poco che
    non avere niente.Ad evitare che qualcuno dei miei mi possa vedere con te,
    è opportuno che io scappa verso casa.Tanto,quello che ci necesitava,l'ab-
    biamo fatto,anche se in parte,se pensiamo ai nostri desideri...!" lo ba-
    ciò e corse via.Pino si rassettò e tornò a passeggiare con il fratello,
    attraversando l'atrio del convento per portarsi dalla parte opposta,evi-
    tando che qualcuno potesse,vedendolo,pensare all'incontro con Iduccia e
    a ciò che c'era stato fra loro.Scesero dalla parte opposta,passando da-
    vanti al Municipio,per finire in Piazza e girare,indisturbati,intorno al-
    la fontana,che si trovava sotto i secolari cerri e dove aveva giocato
    con le ghiande a "cicivizza" assieme agli amici d'infanzia,durante la
    bella stagione autunnale negli anni passati.Bei ricordi,che interruppe
    verso mezzogiorno,quando tornarono a casa per il pranzo,che trovarono
    pronto e,quasi,in tavola,per essere consumato da tutta la famiglia in
    momenti di estrema felicità e gioia generale.



    


                      Capitolo Tredicesimo.
    La partenza di Pino aveva lasciato un certo sconforto in Gina,che,non
    vedendolo,pensò l'avesse lasciata.La stessa cosa pensò Luisa,Filomena
    e gli amici della casa,come Carlo,Cesare,Nicola,Renato e gli altri,che
    incominciarono a chiedersi che fine avesse fatto,visto che la valigia
    era ancora lì,al suo posto,pensarono che:"Se avesse trovato lavoro se
    la sarebbe portata via come ha fatto un mese prima!Non è che ha avuto
    problemi con la giustizia ed è finito in galera per un motivo ingius-
    to?Se è così,dobbiamo aiutarlo ed andarlo a trovare." si dissero.Loro
    continuavano a vivere come erano abituati.La mattina uscivano alle ot-
    to,dopo aver fatto colazione,e rientravano regolarmente verso le dici-
    annove.Durante il giorno andavano in giro per la città e a volte anda-
    vano a mangiare all'E.C.A.,dove Luisa non tralasciava di domandare a
    Cesare e agli altri se avessero e sapessero dirle qualcosa di Pino.
    "Sai,sono tre giorni che non lo vediamo e non sappiamo niente di lui.
    Anzi,se vieni a sapere qualcosa tu,ti preghiamo di farcelo sapere.Sai,
    siamo molto affezionati a lui.E'così un bravo ragazzo...!" Gina non
    sapeva a chi domandare sue notizie.Era disperata,pensando che gli fos-
    se accaduto qualcosa di grave o che,stanco di lei,l'avesse lasciata
    senza neanche dirglielo,vigliaccamente.Con disperazione si diede di
    più al lavoro,rassettando,più del dovuto,la sua trattoria.Sia la sera
    che la mattina stava lì a lavare il pavimento e a mettere in ordine i
    tavoli con le tovaglie e le posate.Incominciò anche a non essere trop-
    po carina con i clienti.Aveva una grossa pena nel cuore:le mancavano i
    baci e le carezze del giovane.Le mancava molto il non sentire il cor-
    po di lui sopra il suo e dentro di sè e si diceva:"Ah! come sono stata
    sciocca a non farmi mettere incinta!Almeno mi sarebbe rimasto qualcosa
    di lui!Così non mi resta che il solo piacevolissimo ricordo,che ho di
    lui!Troppo poco,una magra consolazione ricordare i suoi baci,le sue
    carezzi e l'amore,che ho fatto con lui!Come era bello!Era meraviglio-
    so...!Peccato che non abbiamo dormito insieme neanche una notte!" Co-
    me una pazza rispondeva anche al padre e alla madre e di tanto in tan-
    to minacciava di andare via di casa e non tornare mai più da loro,vi-
    sto che nessuno la capiva,la comprendeva,perchè nessuno l'amava vera-
    mente,come lei meritava...!
    Luisa,durante la settimana,rimaneva a Roma.Il sabato sera tornava dal-
    la madre.Da quando non ebbe più la visita di Pino,finì per non muover-
    si più di casa,da Roma,per evitare che il giovane potesse andare e non
    trovarla.Stava continuamente affacciata alla porta,ad ascoltare se ri-
    usciva a sentire i suoi passi sul selciato intorno.Ma nulla le dava la
    speranza di vederlo piombare fra le sue braccia e fare l'amore con lei!
    Quanto le mancavano i suoi baci,le sue carezze e le sue..,penetrazioni!
    Quanto era stato bello!era stato divino,sublime,quando,standole sopra
    le faceva sentire tutta la sua potenza di uomo.Sognava la notte quanto
    aveva fatto con lui,riuscendo ad avere perfino l'orgasmo."Sto diventan-
    do una ragazzina impenitente!Alla mia età,non è che sono vecchia,ma me
    la faccio sotto come una signorina al suo primo amore!Però è bellissimo
    provarlo!Questo,almeno,è ciò che mi resta di molto,di tanto bello di
    lui...!" Terminava i suoi pensieri con un profondo sospiro penoso e di
    profonda speranza per il futuro,anche se intriso di amarezza.
    Filomena aveva avuto pochi incontri con il giovane molisano.Erano stati
    insieme solo due volte.Però gli era entrato dentro,ugualmente e lo pen-
    sava continuamente.Infatti,molte volte,mentre lavorava,smetteva di cu-
    cire per soffermarsi a pensare a lui,ai suoi baci,alle sue carezze,ma
    non se ne faceva una malattia.Era certa che l'avrebbe rivisto e che sa-
    rebbe tornata fra le sue braccia.La loro storia era appena iniziata e
    doveva avere,per forza magiore,un seguito per diventare più approfondi-
    ta ed avere una maggiore consistenza."E'innegabile,ha un potere in qu-
    elle sue mani e in quegli occhi,che ti scrutano tutta dentro e fuori,
    sconvolgendoti tutta.Già,quando ti guarda,sembra di penetrarti in tutte
    le parti del tuo corpo.E,quando lo fa...!Ti fa sentire dentro tutta la
    sua potenza,scuotendoti tutta.Non lo si può resistere!Prima ancora di
    abbracciarti,baciarti e di averti alzata la gonna con tutto il resto,
    nel guardarti ti fa sentire come se avesse già realizzato tutto e tu ne
    sei stata felice e consenziente,perchè ti ha appagata e resa contenta
    come nessuno prima sia mai stato capace di farlo!Sento che tornerà da
    me per darmi queste bellissime sensazioni e piaceri...!"
    Nella mattinata di Natale gli amici della casa ricevettero il dolce per
    colazione e,mentre lo mangiavano,Cesare e Carlo,che sembravano i più
    anziani della comitiva,dissero:"Chissà Pino se godrà tutto ciò in que-
    sto giorno come noi!Se io sapessi che questa sera o domani sarà qui,gli
    conserverei la mia parte,per far si che anche lui potesse godere i pia-
    ceri di questa festa,che ricorre ogni anno ed alla quale noi tutti sia-
    mo molto legati...!"-"Oggi,poi,dobbiamo andare all'E.C.A. perchè ci da-
    ranno anche il pacco regalo" disse Nino."Ma ti sei dimenticato che lo
    hanno dato ieri?Già,ma tu non sei venuto...!"-"Io sono andato ai bene-
    dettini dell'isola Tiberina,perchè anche lì hanno dato il pacco natali-
    zio."-"Io non resisto",disse Carlo,"ora vado a chiederlo a suor Malia,
    per sapere se sa qualcosa del nostro giovane amico Pino,così staremo
    più tranquilli.Non ce la faccio con l'angoscia di non sapere nulla di
    lui!" Andò dalla suora,alquanto contrito e le chiese:"Ci scusi suor Ma-
    lia,noi vorremmo..." e si fermò."Mi dica,cosa vorreste?Su mi dica,cosa
    c'è?"-"Noi,non vedendo Pino,ci siamo chiesti se lei non sappia qualcosa
    di lui.Sa,siamo un poco preoccupati,non vedendolo tornare,ormai,da tre
    giorni!Noi gli siamo molto affezionati e ci manca tanto...!"-"Non preoc-
    cupatevi.Pino è tornato al suo paese per le festività natalizie.Dopo la
    Epifania sarà di nuovo qui con noi.Non gli è accaduto nulla.Sono felice
    che lui sia potuto tornare a fare queste feste con i suoi genitori,anche
    se,a dire la verità,manca moltissimo anche a me!La sua presenza sembra
    come se portasse un raggio di luce,come se il sole entrasse qui fra noi
    ...!" Pronunciò le ultime parole con un'accoramento,con una tristezza,
    che le partiva dal profondo del suo cuore,da tutte le sue viscere.Ne sen-
    tiva enormemente la mancanza,anche se tutte le notti lo sognava e,quando
    era sveglia,si appagava a baciare cuscino,lenzuola e coperte toccate dal
    suo corpo!Prima che Carlo e Cesare si allontanassero:"Ho pensato di con-
    servare un pacco anche per lui,per quando torna.Che ne dite?Faccio bene?"
    -"Suora,fate benissimo.Noi stavamo pensando di conservargli il nostro,ma
    se lo conservate voi...!Grazie ed auguri."-"Grazie ed auguri anche a voi
    tutti.Ce li siamo dati,ma è meglio ridarseli.Non fa male,come dice appun-
    to il signor Pino,quando si tratta di ripetere le cose belle,che ci si 
    scambia...!E' molto meglio darseli due volte che non darseli per niente!"
    Tutti furono più tranquilli e si proposero di doverlo dire anche a Luisa,
    che aveva chiesto notizie di lui."Così smetterà di preoccuparsi inutil-
    mente.Che brava persona,Luisa.Lo conosce appena e già si preoccupa di
    lui!L'ha visto si e no un paio di volte...!" Loro non sapevano che si e-
    rano incontrati tante altre volte a casa di lei e che fra loro c'era sta-
    to e c'era del tenero,tanto tenero...!
    Inatnto Pino a casa sua a Bonefro,la sera dell'uccisione dell'animale,del
    suino,la madre aveva messo il pentolone sotto il camino per far cuocere
    la testa dell'animale,perchè il giorno dopo avrebbe preparato il bollito
    da conservare sott'olio ed aceto.Con il bollito di certe parti era soli-
    ta fare la gelatina,che i figli gradivano mangiare durante l'intero anno.
    In prevalenza,d'estate...!Le donne stanche dalle fatiche della giornata,
    compreso Mauro,andarono a dormire.Rimasero intorno al camino e al fuoco
    solo Pino e il padre Antonio.Chiacchierando e bevendo qualche goccia di
    vino,anche se Pino era astemio,ma sollecitato dal padre,dato il momento
    di festa,bevve anche lui.Chiacchierando e sorsegggiando l'ottimo vino del
    loro vigneto,nella pentola lasciarono solo ossa spolpate.Andarono a dor-
    mire solo quando non trovarono più nulla da mettere sotto i denti della
    povera testa dell'animale ucciso nella mattinata.Al mattino successivo,
    quelli che ancora poltrivano a letto,sonnolenti,cioè il padre e il figlio
    maggiore,furono svegliati dalle imprecazioni di donna Maria,che,non tro-
    vando nulla da conservare,se non ossa spolpate,si fece sentire,alquanto
    meravigliata e incredula."E ora,la gelatina,con che cosa la faccio." i
    due si alzarono e,facendo finta di non sapere nulla,"Noi,ieri sera,siamo
    venuti a dormire poco dopo di voi.Si vede che il gatto,in nostra assenza,
    ha provveduto a fare pulizia di tutto...!Noi,altro non sappiamo e non pos-
    siamo dirvi!" e tutto finì in risate,specialmente quando la donna disse:
    "Avete proprio ragione.La gatta si chiama Pino e Antonio.Non solo hanno
    spolpato tutto,ma hanno scolato anche un fiasco del nostro buon vino!"



      
           


                    Capitolo Quattordicesimo.
    Pino,il giorno prima aveva fatto solo un giro per il paese,la mattina con
    il fratello e poi era tornato a casa per il pranzo.Dopo l'incontro con I-
    duccia,di proposito,aveva voluto evitare di rivedere altri amici e se ne
    stette in casa a giocare a carte con Mauro e a chiacchierare con la madre,
    il padre e le sorelle.Il ventiquattro,alla vigilia di Natale,la mattina,
    dopo avere fatto colazione,i due fratelli decisero di uscire per sgranchir-
    si un poco le gambe.Scendendo per via Monte di Dio,arrivati davanti al Mu-
    nicipio,furono chiamati dal nonno materno che:"Oh,da quando siete tornati?
    Non sapevo che eravate qui?" li abbracciò e bacio.C'è da dire che i rappor-
    porti tra la mamma dei giovani e i nonni non erano troppo buoni a causa de-
    gli altri figli,molto egoisti,invidiosi e gelosi.Infatti donna Maria era
    ben vista e felice in una famiglia numerosa con cinque bei figli,che tutti
    le invidiavano,mentre il fratello Felice pensava solo a spennare di tutto i
    genitori a danno delle sorelle,ma soprattutto della prima,madre di Pino e
    Mauro,appunto.Nicolina,la seconda figlia,zitellona,che si era invaghita di
    un anziano signore,non troppo benvoluto dalla famiglia,sia perchè proveniva
    da una famiglia malfamata:il padre era stato un famoso bandito,morendo in
    carcere e l'altra figlia o sorella,gelosa di essere l'ultima,quasi,recupero
    delle malefatte altrui.A rimetterci,invece,per tali diatribe,finiva per es-
    sere donna Maria con la sua famiglia,marito e figli.
    "Siamo tornati ieri.Non siamo usciti perchè abbiamo ammazzato il maiale.Tu
    sai quanto comporta questo fatto,non solo per le donne,ma anche per tutti
    gli altri.Poi,non ci vedevamo da parecchio,quindi siamo rimasti per chiac-
    chierare un poco tutti insieme a casa."-"Quando ripartite?Non vi fate ve-
    dere a casa?"-"Molto probabilmente dopo l'Epifania.Se ci capiterà,perchè
    no.Ora siamo usciti per fare una passeggiata,finalizzata a gustarla come
    una rimpatriata per i luoghi di Bonefro che più mi piace ammirare." gli ri-
    spose Pino."Ora scusaci.Ci ha fatto piacere vederti e salutarti.Saluta la
    nonna e le zie.Ciao." e proseguirono per anadare verso il convento delle
    suore che si trovava fuori del paese,nella strada provinciale che portava
    verso Montelongo e Rotello.Una volta soli,Mauro chiese al fratellone:"Vuoi
    rivedere la tua suora?"-"Non mi dispiacerebbe.Dopo tanto tempo,sono passa-
    ti,ormai,alcuni anni,gradirei rivederla e parlare un poco con lei,per ve-
    dere come sta e se ancora mi pensa o mi ha dimenticata...!Sai,lontano da-
    gli occhi,lontani dal cuore,come dice,appunto,un vecchio proverbio"-"Pen-
    so che ti abbia dimenticato,perchè so che se la fa con il tuo caro amico
    Tullio."-"Tullio?Ma Tullio non è sposato?Se lo viene a sapere la moglie..-
    .!lo castra.Non credo che gliela farebbe passare liscia...!"-"Te l'ho det-
    to per farti capire che donna è!"-"Io lo sapevo,che donna fosse!Basta pen-
    sare come si è comportata con me...!"-"Perchè,cosa ti ha fatto?Non ti ha
    trattato bene?"-"Altro che!Meglio non avrebbe potuto!Tu,evidentemente,non
    ricordi come ci siamo conosciuti!?Come,cioè,è nata fra noi!Io tornavo da
    Pescara.Per evitare che le lettere delle mie amicizie della città adriati-
    ca venissero controllate a casa da mamma e da Carmelina,tu sai come era
    impicciona...!aspettavo l'uscita del portalettere davanti all'ufficio po-
    stale.Lei mi vide,stava passando in Piazza,in mezzo alla strada asfaltata.
    Non ci eravamo mai visti.Mi salutò con la mano,pur non conoscendoci,per
    non esserci mai visti.Mi salutò come se ci fossimo conosciuti e fossimo
    stati amici da molto...!Era la prima volta che mi vedeva e che la vedevo!
    Il secondo giorno venne anche lei davanti alle poste per salutarmi e chi-
    edermi come stessi,da vecchi ed ottimi amici...!Fu così che m'invitò a
    passeggiare la sera verso il convento...!E già dalla prima sera...!"-"Te
    la diede."-"Si,era affamatissima di sesso.Sapendo che non vivevo a Bone-
    fro,ritenne di potersi sfogare in pace e tranquillità,evitando quei pro-
    blemi,nei quali sarebbe incorsa,facendolo con uno del posto.Tanto io sa-
    rei ripartito da lì a qualche giorno...!"-"Ma non immaginò che i tuoi ami-
    ci,sempre gelosi di te,ti seguissero e poi la ricattassero,costringendola
    a sostituirti con loro...!"-"Purtroppo,c'è sempre chi,non potendo,cerca di
    ottenere ugualmente,ricattando e sfruttando i privilegi altrui,come accad-
    de in questo caso,caro fratello!"-"Lo sai che il bar dove tu vai,si è in-
    grandito?La figlia si sta facendo una gran bella ragazza e tutti la corteg-
    giano...!Ma,soprattutto,certamente,per i loro soldi!"-"Visto che è una
    grande bocca aperta...!Nel senso che è molto sciocca.Ed è un'autentica oca
    ...!"-"Hai ragione.Ma è tutta la famiglia così,fatta eccezione della madre,
    povera donna!" dopo una breve riflessione,continuò "Forse nel pomeriggio ci
    andrò un poco per fare qualche giocatina con gli amici."-"O per vedere la
    signora Bruna,che ha un debole per te e ogni qualvolta che mi ha visto,ha
    chiesto di te e se tornavi!?"-"Lascia perdere.Quella è vecchia e ha quasi
    gli anni di nostra madre...!"-"Si,però,è sempre una donna.Per giunta molto
    piacente!E,come donna,non è malandata.Quindi,non è disprezzabile!"-"Si,pe-
    rò,è anche parente della cugina di mamma...!"
    Intanto erano arrivati davanti al convento delle suore,dove Pino aveva fre-
    quentato l'asilo durante la seconda guerra mondiale.Tornando con la memoria
    a tale periodo,il pensiero lo portò a ricordare la sua prima esperienza ses-
    suale.Una tredicenne,la prima figlia del "vardaro" o sellaio,se l'era messo
    sotto,facendogli provare,a soli cinque anni,ciò che avrebbe molto gradito
    fare da grande,ma soprattutto con belle e giovani donne!
    Mentre passavano davanti al cancello,una voce li fece girare.
    "Pino,non mi riconosci più?Sono io,suor Gertrude."-"Forse,dovrei non ricono-
    scerti,visto che ti stai consolando con i miei amici più cari...!?"-"Perchè
    tu,a Campobasso o a Roma,dove sei,non ti consoli con altre donne?Tu lo puoi
    fare e io no?Che differenza c'è?Una persona necessitante sei tu ed una per-
    sona necessitante sono io,proprio come te,mio caro,amore mio.Davanti a tuo
    fratello posso parlare,perchè so che vi dite tutto.Vi confidate ogni cosa.
    Un particolare che tu e tuo fratello non conoscete e che conosco solo io.Io,
    con te non ho avuto solo le esigenze da soddisfare,ma ho perso letteralmente
    la testa.Ancora oggi,appena ti penso o sento nominarti,il cuore lo sento im-
    pazzire.Appena vi ho visto,non puoi immaginare cosa io abbia provato!"-"Ti
    credo,per ciò che hai detto.Se sa i fatti è perchè merita le mie confidenze!
    Lui sa tenere i segreti,che gli confido.E'un carissimo fratello e ci vogliamo
    molto bene,mia cara Gertrude."-"Allora,se è così,entrate.Lui si farà un giret-
    to per il convento,mentre tu vieni a raccontarmi su i tuoi viaggi fatti.Ad u-
    na vecchia amica non si può nascondere ciò che si fa di bello,in giro per il
    mondo,come,appunto,sei abituato a fare tu...!"-"Pino",disse Mauro,"tu sai co-
    sa vuole.Se te la senti,io posso anche sedermi nella saletta ed aspettare...!"
    -"Tu,al posto mio rifiuteresti un invito così accorato,allettante e stimolan-
    te,caro fratello?"-"Hai ragione,ogni lasciato è perduto.Non preoccuparti,non
    dirò nulla a Iduccia!" Così entrarono nel convento.Mauro si sedette nella sa-
    letta d'attesa e Pino seguì la suora nella sua cella monacale.Dopo mezz'ora,
    con il volto giulivo di suor Gertrude e quello un pochino smunto del giovane,
    tornarono da Mauro per riprendere la passeggiata,che avevano interrotto e la
    invertirono per tornare indietro,verso il centro del paese.
    "Allora?"-"E'una donna caldissima e sa dare soddisfazione...!Ne è valsa la
    pena!Scusami se hai dovuto attendere un poco!"-"Solo quasi tre quarti d'ora.
    ..!" Alle undici erano già davanti al bar di Bruna.I due si fermarono davanti
    alla porta,perchè Pino era deciso a non entrare,volendo evitare di fermarsi a
    giocare.Purtroppo fu sollecitamente invitato,dopo essere stato calorosamente
    salutato da tutti,compresa Bruna,che l'invitò a bere qualcosa in suo onore.
    "Su,vieni.Non è che ti sei dimenticato dei vecchi amici,stando nella capitale?"
    la donna,tenendolo per mano,l'aveva tirato dentro,come se avesse voluto abbrac-
    ciarlo e baciarlo.Per fortuna la presenza degli altri la costrinse a fare in
    modo che ciò non accadesse.
    Una volta dentro,fu costretto a fermarsi a giocare con Tullio,Peppino,il fra-
    tello di Tullio ed Alfredo,un avvocato molto ricco che non aveva bisogno di
    lavorare."Su,facciamoci il solito tressette a perdere,per giocarci la solita
    posta.Ti faremo notare come siamo migliorati in tua assenza,facendoti vedere
    come si vince."-"A vostra disposizione.Tanto voi sapete benissimo che il ti-
    retto della mia scrivania è pieno di caramelle,che avete pagato voi...!"
    Giocarono fino alle dodici meno un quarto,quando Pino,come al solito,non ebbe
    vinto l'ultima partita! "Penso che ora siate soddisfatti,passando per la cas-
    sa a pagare ed io a prendere le mie solite caramelle!"-"Se le caramelle non
    le mangi,perchè non prendi altro?"-"Cosa potrei prendere?La birra non la bevo,
    così pure i liquori.Sono astemio.Le caramelle le metto in tasca e le depongo
    nel tiretto della scrivania,così potrò sempre contare quante volte me le avete
    offerte...!Buon pranzo a tutti e arrivederci." 
    Sottobraccio al fratello,al quale offrì delle caramelle,tornò a casa per
    il pranzo della vigilia di Natale."Giù,quando siamo scesi,difronte al
    Municipio,abbiamo incontrato tuo padre",disse Mauro alla mamma."Che vi
    ha chiesto?"-"Se fossimo passati per casa a salutarli."-"Non vi ha dato
    niente?"-"Cosa avrebbe dovuto darci?Lo sai che avrebbe dovuto chiedere
    prima il permesso a tutti e poi fare il suo dovere di nonno...!" rispose
    Pino."Certi argomenti,oggi che è festa,è meglio non trattarli.Lasciate
    perdere che è meglio.Mettiamoci a pranzare in santa pace per fatti no-
    stri alla faccia loro,che non sanno vivere.Buon appetito.Mi sembra,dal
    profumino,che arriva,che faremo un ottimo pranzo.Questo è il regalo del-
    l'ottima cuoca di vostra madre." disse Antonio,per attenuare e intiepi-
    dire il clima gelido,che si era creato.Tutti dissero,quasi all'unisono:
    "Buon appetito." e mangiarono in silenzio,forse,pensando agli altri due
    posti vuoti,la nonna paterna e la sorella maggiore...!Entrambe assenti.
    La sera,dopo cena,si sedettero di nuovo intorno al tavolo e giocarono a
    tombola fino alla mezzanotte,dopo di che,assaggiando le "caragnole e le
    zeppole",tipici dolci locali che si usano fare per festeggiare il Natale,
    andarono a dormire felici e contenti di stare insieme.Nei giorni sucessi-
    vi,sia per non perdere l'abitudine che per rivivere il passato,tornò ad
    incontrare nel convento in cui,nel milleecinquento don Nicola Del Gatto
    si era sbizzarrito,in qualità di abate,a spadroneggiare in quell'ampio
    caseggiato,mentre il fratello,primo genito abitava il castello,che tro-
    vasi nella parte bassa dell'abitato per mettere in pratica il suo ius
    prime noctis,tornò a godere del corpo di Iduccia,che si attava sempre
    più morbosamente.Che piacere gli dava...!La seconda volta che tornò al
    convento per incontrare Gertrude,passando sotto la finestra della donna
    della donna,che gli aveva fatto sentire per la prima volta il piacere
    del sesso,vedendolo passare in compagnia del fratello,si limitò a chia-
    marlo per salutarlo.Non ebbe il coraggio d'invitarlo a salire...!La per-
    manenza a Bonefro,per gli incontri con Iduccia e Gertrude,non lo pena-
    lizzò minimamente ed,anche se era passato del tempo,lo riportò a godere
    quei piaceri,che in passato erano all'ordine del giorno e vitali...!Pur-
    troppo le ccose belle passano sempre molto velocemente!

  

                    
   


                      Capitolo Quindicesimo.
    Le festività natalizie passarono senza accorgersi del tempo,che anda-
    va via frettolosamente,inesorabilmente.Giunse la Befana,che fece tro-
    vare a tutti un ricordino.Con l'Epifania era giunto anche il loro di-
    stacco.Pino sarebbe tornato a Roma,Gilda e Mauro a Campobasso.L'ulti-
    mo per continuare gli studi,frequentava l'Istituto Tecnico Industria-
    le e la ragazza per riprendere il suo lavoro presso l'ottica Ballanti.
    Lei s'interessava,in prevalenza,di sviluppare e stampare,nella camera
    oscura,le fotografie dei matrimoni,che,quasi tutti i giorni,facevano.
    L'avevano accolta come una figlia,visto che vi era andata a lavorare
    che non aveva che sedici anni.Il signor Fernando,con molta pazienza
    l'aveva addentrata nella difficile arte della fotografia.Con il tempo
    era diventata tanto brava che i clienti volevano solo lei per la rea-
    lizzazione dei loro album fotografici!Naturalmente il maestro divenne
    orgoglioso e felice di aver saputo riporre la sua fiducia nella ragaz-
    za!
    Mauro ebbe come docenti vecchi amici del fratello:l'ingegnere Angelo
    Mangiocavallo,che poi diventerà Preside,Nicola Mancino,professore di
    educazione fisica,Roberto,professore di inglese ed altri,che non si
    sta a riportare.Il ragazzo,molto orgoglioso,si applicò costantemente
    sia nella teoria che nella pratica,facendosi ben volere da tutti e
    dai compagni.In definitiva,per loro tre era anche un piacere tornare
    in ambienti accoglienti e ricchi di amicizie.I genitori e l'ultima so-
    rella ci rimasero male per la loro partenza,mettendo fuori qualche la-
    crimuccia.
    Donna Maria pianse soprattutto per Pino,che andava molto più lontano e
    che non avrebbe rivisto tanto spesso e facilmente...!
    Alle cinque del sei gennaio,in Piazza,in attesa della corriera,c'era
    tutta la famiglia,al completo,dei tre partenti.Nel vedere giungere il
    mezzo di trasporto,che avrebbe portato via i suoi figli,donna Maria si
    mise a piangere,chiedendo al primo figlio:"Ti prego,scrivici,facci sa-
    pere notizie di te.Non fare come al tuo solito che ti dimentichi di
    noi."-"Non ti preoccupare,qualche volta vi scriverò.Poi,non vado mica
    in capo al mondo!Vi prometto che qualche volta tornerò per stare un
    poco con voi così come ho fatto adesso.Vedi,adesso sono tornato e voi
    neanche mi aspettavate.Non è stata un'ottima improvvisata?Queste sono
    le cose,che vi dovete attendere da me e,quando meno ve lo aspettate,
    io mi faccio rivedere.Ciao,su non piangete." Li abbracciò tutti e tre
    e salì sul mezzo,che li portò a Campobasso,dove giunserò alle otto.
    Gilda fece appena in tempo per andare al lavoro e Mauro a scuola.Pino
    li salutò dicendo:"Io partirò prima che voi siate tornati;perciò salu-
    tiamoci ora.Mi raccomando,fate il vostro dovere,rispettate e fatevi
    rispettare.Su questo mondo siamo di passaggio e non bisogna fare mai
    del male,ma sempre del bene.Non bisogna essere egoisti,pensando esclu-
    sivamente al proprio tornaconto." Li abbracciò e baciò,sollecitandoli
    ad andare a fare il proprio dovere.Lui tornò a casa per lasciare le
    cose che la mamma aveva voluto che si portassero:i dolcetti natalizi
    e i ricambi.Poi,voleva salutare la famiglia Ciavarra con la quale co-
    abitavano ed avevano coabitato da parecchio,come se si fossero trova-
    ti in famiglia.In modo particolare ci teneva a salutare Irma,la fi-
    glia divorziata che,tante ne aveva passate con il marito fannullone
    che aveva preteso solo diritti,tralasciando i doveri di marito...!
    Tornato a casa in Via Principe di Piemonte,posò i bagagli,si sciac-
    quò il viso,salutò Irma,la madre e il padre,precipitandosi in Piazza
    della Vittoria e prendere la corriera dell'INT,che l'avrebbe ripor-
    tato alla capitale d'Italia.Salì sul mezzo di trasporto con una gran-
    de soddisfazione.La sua partenza aveva fatto uscire le lacrime non
    solo alla madre,alla sorella Antonietta,al padre,ma perfino a tutti
    i componenti della famiglia Ciavarra...!Tale fatto lo colpì in modo
    particolare,facendogli pensare:"Ma allora mi vogliono tutti molto
    bene!Non pensavo di avere suscitato tanto affetto nelle persone...!
    Nella mamma,si sa che sono il suo pupillo...,ma nelle altre persone,
    poi...!?" Con tale soddisfazione nel cuore e nel cervello,lasciò il
    circondario molisano per entrare in quello laziale con la prima fer-
    mata a Cassino,patria della famosa abbazia di Montecassino,fondata
    da San Benedetto da Norcia.La grande e storica abbazia,che domina
    la vallata del cassinate e del soretino con le tante nascenti indu-
    strie,anche se i ruderi,a ricordo della devastante guerra e della
    arroganza americana che,per settimane ha bombardato e distrutto la
    cittadina con l'abbazia.
    Infatti,dopo la seconda guerra mondiale il centro abitato,che prima
    era arroccato intorno all'abbazia,dopo fu ricostruito a valle,nella
    piana del Lazio centrale.Alle tredici Pino raggiunse Piazzale Pre-
    torio e con poche cose raggiunse Monteverdi,deciso ad attendere lo
    arrivo di Luisa,che sarebbe tornata di lì a poco dal lavoro.Certa-
    mente le avrebbe fatto molto piacere rivederlo.Fu così.Era lì da
    soli cinque minuti che la donna arrivò,tornando dal suo lavoro.Nel
    vederlo,emanò un sonoro urlo di piacere,correndogli incontro per
    abbracciarlo e baciarlo sulla bocca,come se fossero stati dei vec-
    chi e carissimi amici,amanti,che avevano trascorso un lunghissimo
    periodo insieme."Su,vieni dentro.Pensavo che mi avessi lasciata e
    che non volessi più vedermi.Non puoi immaginare il piacere,che la
    tua visita mi dà.Entra,abbracciami,baciami,spogliami,fammi tua co-
    me solo tu sai fare,amore mio!" La carne giovane non ha bisogno di
    inviti e sollecitazioni.Essa è sempre pronta per proprio conto,per
    costituzione naturale...!Entrati,non fecero nemmeno in tempo a chi-
    udere la porta che già erano sul letto,nudi,appiccicati l'uno alla
    altra in una penetrazione liberatoria,idonea a far estrinsecare la
    passione di lei in guaiti di gioia,piacere e passione.Pur essendo
    nella stagione invernale,i loro corpi riscaldarono l'ambiente con
    i fumi,che avevano emesso ed emanato."Come hai trascorso le festi-
    vità appena trascorse?Carlo e Cesare mi hanno informata che sei
    tornato al tuo paese,dai tuoi familiari!Prima che suor Malia dices-
    se loro dove eri andato,eravamo tutti preoccupati.Un'altra volta
    devi dirci dove vai.Ti prego,non farci stare molto male.Noi abbiamo
    sofferto le pene dell'inferno.Ci siamo preoccupati,pensando a non
    so cosa ti fosse accaduto...!"-"Cosa avete pensato?che mi avessero
    arrestato?Io il male non lo faccio neanche alle mosche,quindi non
    ci sarebbe stato motivo di essere messo in carcere."-"Tu hai ragio-
    ne.Lo sai tu quanta gente è finita in galera senza motivo e ci è
    rimasta per molto tempo...!?"-"Tu,ti riferisci allo scelbismo?Penso
    che oramai sia passato."-"Altro che passato!Prova a passeggiare in
    certi posti e vedrai se è passato...!"      
    Quelle parole lasciarono un certo amaro in bocca del giovane.Amaro
    che sparì in fretta perchè preminente era e rimaneva il godere dei
    propri corpi con i benefici,che avrebbero potuto trarre.Ne appro-
    fittarono fino a quando non decise di andare a salutare gli amici
    della casa della speranza."Ma,non puoi rimanere a dormire qui con
    me,almeno questa notte?"-"Questa notte no.Un'altra volta,forse si.
    Ora l'amore l'abbiamo fatto e anche più di una volta...!" Si alzò,
    rivestì,dopo avere salutato la Luisa con un bacio,tornò fuori per
    raggiungere Via Carini,dove al numero uno,sull'uscio,potè salutare
    suor Malia,che l'accolse con un sorriso molto significativo,pieno
    di gioia e di immenso piacere per rivederlo dopo più di quindici
    giorni."Come sta,signor Pino?Ha trascorso una felice vacanza con i
    suoi familiari?Lo sa,ha lasciato un grandissimo vuoto in tutti noi"
    sottovoce,"in modo particolare in me!Non puoi immaginare quanto ab-
    bia sofferto per la tua assenza!" aumentando il tono di voce,in mo-
    do normale,"ben tornato fra noi.Tenga il pane e il formaggio,oltre
    alla scodella per la cena.Dopo venga a prendersi la frutta e le co-
    perte per la notte.Ora vada a mangiare e buon appetito." Il giovane
    prese tutto ciò che gli era stato offerto ed entrò,dirigendosi ver-
    so il fondo per salutare i suoi amici di sventura,come li soleva
    definire.Il primo ad andargli incontro,felice di rivederlo,fu Carlo,
    poi Cesare,poi Nicola,Renato,Roberto e tutti gli altri per chieder-
    gli all'unisono:"Come hai trascorso la rimpatriata con i tuoi?Cer-
    tamente sono stati molto felici!"-"Si.Hanno gradito molto il regalo
    che ho fatto loro,tornando a trascorrere le feste in paese.Anch'io
    sono stato molto bene.Mi sono ricaricato parecchio.Ho rivisto vecchi
    amici ed amiche...,che non vedevo da parecchio,da qualche anno...!"-
    "Ci fa molto piacere che ti sei ricaricato.Ma,ci fa ancor più piace-
    re che sei tornato qui da noi e con noi.Adesso,per un poco di giorni
    devi vivere come noi,senza preoccuparti di nulla e te ne vieni in
    giro e a pranzo dove andiamo noi." dissero quasi tutti insieme."D'ac-
    cordo.Ma come faccio?Voi non andate tutti allo stesso posto.Di voi,
    chi va all'isola Tiberina,chi alla stazione,chi in Via buonarroti e
    chi allo Stato Vaticano dalle suore benedettine e chi dai frati do-
    menicani...!"-"Bene,così,per accontentarci tutti,andrai un giorno
    con un gruppo e un altro con un altro e così via."-"Ne riparleremo
    domani mattina.Ora,scusatemi,vorrei finire di mangiare,sono un poco
    stanco.Sapete,è stata una giornata molto defaticante.Sono partito
    dal paese alle cinque e trenta.Quindi mi son dovuto alzare almeno
    un'ora prima,quindi alle quattro e trenta.Ora si son fatte le venti
    ...!Sto in piedi da sedici ore,e son parecchie,se trascorse tutte
    difilate,non vi pare?"-"Hai ragione.Scusaci,è solo che noi stiamo
    molto bene con te.Ci sei mancato e ci vorremmo rifare." gli rispo-
    sero tutti insieme.Allora finì di cenare ed andò dalla suora per
    farsi dare la frutta e le coperte,dicendole:"Sono stanco e asson-
    nato.Gradisco andare a letto per recuperare un poco di sonno."-"Si,
    vai a letto e domattina alle nove passa da me.Ho bisogno di vederti,
    dopo tutti questi giorni,che sei stato lontano...!Buona notte e a
    domani."-"Buona notte e a domani." Quasi di corsa andò ad infilarsi
    sotto le coperte.Gli amici lo agevolarono con un silenzio di tomba.



               
 


                         Capitolo Sedicesimo.
    Il giovane Pino trascorse una notte ricaricatrice.Infatti si alzò mol-
    to riposato e in grado di sollevare il mondo con la sua carica e fres-
    chezza.Quando si recò per la colazione si accorse di essere rimasto
    solo perchè tutti gli altri erano usciti,lasciandolo riposare in pace.
    Alla colazione incontrò suor Malia,che gli chiese:"Hai dormito bene?Ti
    sei rifocillato,hai recuperato dalla stanchezza,della quale eri soffe-
    rente?con il sonno di stanotte?Ieri sembravi distrutto!"-"Si,ho recu-
    perato perfettamente,tanto da avere le forze per sollevare il mondo,se
    ce ne fosse bisogno...!"-"I tuoi amici sono usciti,pregandomi di lasci-
    arti dormire.Ti salutano e vi vedrete stasera.Ora io vado e tu,fra una
    mezz'oretta,mi raggiungerai alla casa madre...!O ti dispiace,perchè
    non è di tuo gradimeno?"-"D'accordo,a più tardi,amore mio.Sappi che an-
    che io non vedo l'ora di stare fra le tue braccia...!" Si sfiorarono le
    labbra e lui andò gironzolando nei pressi,per far trascorrere la mezza
    ora.
    Infatti,solo dopo mezz'ora era alla sede madre,dove,all'ingresso lo sta-
    va aspettando la suora,carica di molta impazienza."Oh,finalmente sei ar-
    rivato!"-"Tu mi hai detto di venire dopo mezz'ora!La mezz'ora,mia cara,
    non è ancora trascorsa...!Anzi,sono passati solo venticinque minuti...!
    ed eccomi qui!"-"Sai,sono molto impaziente!Non ci vediamo da quasi un
    mese...!non ti sembra che sia tanto,troppo?Su vieni.Non ne posso più" e,
    quasi tenendolo per mano,se lo condusse al suo personale dormitorio,chi-
    udendo,con precipitazione,la porta dietro alle sue spalle.Al che gli si
    avventò al collo,baciandolo freneticamente con passione.Lui era rimasto
    libero con le sue mani,per cui incominciò a liberarla dei suoi abiti.Per
    prima cosa le tolse la camicetta,poi la gonna,entrambe di colore nero,
    poi le tolse il cappuccio,dello stesso colore,facendo apparire una pelle
    sempre molto bianca,morbida e profumata che sapeva di primizia.Pian pia-
    no le tolse anche il piccolo reggiseno e le mutandine di pizzo nero,in
    tono con tutto il suo abito.Lei,sentendosi denudare,per timore di perde-
    re del tempo prezioso,fece altrettanto degli abiti di lui,facendo appa-
    rire il suo corpo da poter stringere a sè in modo sempre più voluttuoso.
    Cercò di aumentare la stretta fino a quando non si sentì sotto di lui ed
    essere penetrata interamente nel suo ventre.Solo allora si sentì felice
    e,quasi emozionata come una collegiale al suo primo incontro d'amore,in-
    cominciò a gemere di piacere e di passione.Sembrava che lo stesse facen-
    do per la prima volta...!"Ora mi stai ridando la vita,amore mio.Mentre
    sei stato fuori,mi è sembrato di morire senza di te.Non vedevo l'ora che
    tornassi per averti così,sopra di me e tutto per me!Come è bello!E'mera-
    viglioso!In tutto questo tempo non ti ho potuto abbracciare,baciare ed
    amare...!Hai sentito pure tu come è stato bello stare avvinti insieme
    così come stiamo ancora?"-"Si,è stato bellissimo e lo faremo ancora.An-
    che se andrò via da qui,perchè io sia riuscito a trovare un lavoro,ogni
    domenica verrò per stare fra le tue braccia,così come ci stiamo ora.Non
    dubitare.Infatti,già nel passato ciò è avvenuto e potrà accadere di nuo-
    vo.L'interessante è che noi lo si voglia!"-"Ciò vuol dire che anche tu
    ci tieni a me?Questo fatto mi rende immensamente felice.Mi fa molto pia-
    cere sentirtelo dire." Lei lo stringeva senza minimamente mollare la
    stretta per cui Pino,sentendo il suo corpo bollente attaccato al suo,
    sentì nuovamente gli stimoli dovuti e necessari...!e,l'amò di nuovo,av-
    vertendo una maggiore frenesia in lei.Poco dopo sentirono delle voci e
    si rivestirono per tornare ai lavori usuali,lei ai doveri del convento
    ed a girovagare,lui,per la grande,immensa e variegata città di Roma.  
    Aveva promesso a Carlo e a Cesare di andare a pranzo con loro alla mensa
    dell'E.C.A..Così,uscito dalla casa madre si diresse verso la stazione
    Termini,dove giunse verso le undici e quarantacinque,raggiungendo la fi-
    la davanti alla porta della cucina della mensa comunale,dove trovò gli
    amici,che stavano facendo la fila anche per lui.Si meravigliò che nessu-
    no protestasse,ma di buon grado gli cedettero il posto,a lui riservato,
    tacitamente,da tutti.Come sempre,come un orologio svizzero,puntuale,la
    porta della mensa si aprì,facendo apparire Luisa,che,facendogli uno sma-
    gliante sorriso:"Finalmente sei tornato!?Ci sei mancato e tanto,che tu
    non immagini nemmeno quanto...!" Interruppe la signora Luisa Carlo,che
    le chiese:"Allora,glielo ha conservato il pacco a Pino o lo ha dato a
    qualcun altro?"-"Secondo te,il pacco suo lo davo ad altri?Dopo,quando
    avrete terminato di mangiare,glielo darò.Ora mangiate.A lui sempre dop-
    pia razione o vi dispiace?"-"Niente affatto.La doppia se la merita tut-
    ta.Deve ancora crescere."-"E'già cresciuto e fin troppo" esclamò Luisa
    dentro di sè,non lasciando apparire nulla agli altri,per evitare inuti-
    li pettegolezzi.Dentro di sè già gustava il momento in cui sarebbe tor-
    nata fra le sue braccia e sotto di lui sul letto di casa sua,alla fac-
    cia di tutti.Appena terminarono di mangiare,Luisa portò il pacco a Pi-
    no,che non avrebbe meritato,perchè non andava conservato...!doveva es-
    sere consegnato nel giorno prestabilito,ai presenti,e basta.Gli assenti
    si sarebbero arranciati...!Pino prese il pacco ed andò fuori ad aprirlo
    per vederne il contenuto.Vi trovò cioccolata e cioccolatini vari,un pa-
    nettone e biscotti vari.Tutte cose,che il giovane non mangiava,però non
    disse nulla agli altri.Dopo poco andò al telefono e telefonò al fratel-
    lo e alla sorella:"Sentite,mi hanno consegnato un pacco pieno di ciocco-
    late e cioccolatini,biscotti e un panettone.Se ve lo andate a prendere
    alla fermata dell'INT,io lo mando a voi." La sorella e il fratello gli
    risposero affermativamente.Perciò alle quindici andò al Piazzale Castro
    Pretorio e spedì il pacco,felice di poterlo mandare ai suoi germani.Poi
    prese il settantacinque e raggiunse Luisa nella sua casa per tornare ad
    accontentarsi felicemente in languidi abbandoni.
    Per quindici giorni il giovane condusse la sua vita nel solito tran tran.
    La domenica mattina s'incontrava con suor Malia e nel pomeriggio con Gi-
    na.Durante la settimana dalle ore quindici rimaneva aggrappato alle carni
    di Luisa fino alle diciotto e trenta.La mattina era libero di andare in
    giro per la città e scoprire cose nuove e nuovi incontri.Dietro solleci-
    tazioni degli amici,incominciò a frequentare il centro dei frati minori
    dell'isola Tiberina.E fu in una mattinata qualunque che fra Duilio lo
    invitò a visitare le sale del primo piano dell'Istituto.Il giovane,molto
    curioso,accettò,ignaro di quanto avrebbe proposto il maniaco frate.Una
    volta che si furono portati al piano superiore,il frate incominciò a
    smaniare e a profferire parole,che suonarono non troppo bene alle orec-
    chie di Pino."Sai",disse fra Duilio,"da quando ti ho visto,non vivo più.
    Io sono innammorato di te.Voglio fare l'amore con te.Ti prego,accetta."
    -"Ma tu sei pazzo.Io l'amore lo faccio con le donne e non con gli uomi-
    ni.Hai sbagliato il tuo obiettivo!" Nel frattempo fra Duilio aveva cer-
    cato di manifestare la sua mascolinità.Al che il giovane gli diede uno
    spintone,lasciandolo solo per tornare fuori a respirare l'aria pulita.
    Scendendo,riflettendo e parlottando fra sè:"Guarda sto stronzo,porco!
    Ma,che cosa si era messo in testa!?Allora avevano ragione i miei amici
    che qui sono tutti depravati!?Non se ne salva proprio nessuno!Suor Ma-
    lia si comporta come una normale prostituta,senza nessuna remora!Que-
    sti...!Chissà gli altri e le altre cosa non faranno in giro,dove si
    recano quotidianamente,con la scusa di chissà cosa...!?Eppoi,criticano
    chi lo fa per necessità,per poter tirare a campare,per sopravvivere...?!"
    Da quel giorno evitò di andare al centro dell'isola Tiberina,anche se,
    quando poteva,vi si recava per ammirare le pregevolezze artistiche del-
    la basilica,evitando Duilio.Amava contemplare i bei quadri,le pitture
    meravigliose,che il medioevo aveva creato e tramandava...!Qualche vol-
    ta,per qualche costipazione,si recava a quell'ospedale,per farsi visi-
    tare presso il nosocomio dei Fate Bene Fratelli.Girovagando per l'iso-
    la Tiberina,guardando le acque del fiume Tevere,sul parapetto del pon-
    te,scrisse la seguente poesia con la riportata dicitura:"dalla bocca
    del pesce:Monte Video 25/03/1960.
    Si,è vero...
    L'amore non è un sentimento.         Non è ancor più bello
    Tutto nacque per me.                 che se fosse vivo?
    Di giorno in giorno                  Era un ricordo del cuore
    per la mia bocca passò.              che offriva l'amore
    Ne ho profondamente goduto,          per tenerlo in custodia,
    e,non solo...                        consolazione eterna,
    ma...!sai...                         per ispirare continuo
    sono cose della vita!                il dolce sentimento.
    Credevo tutto                        Or non è con noi
    essere per sempre così bello...      ma volato laggiù
    Di gorgheggio in gorgheggio          e grida forte:
    tutto ognor si dissipò,si dileguò.   fui,fui,fui,fui,fui,
    Da...,per me nacque,                 ed ora non son più...!
    fiorì,raggiunse l'apice,            
    la vetta toccò estrema,              I pensieri,che gli det-
    di baci in Bari si andò,             tarono tale scritto,fu
    dal Basso Campo                      il ricordo di Melina.
    in Roma mi portò.
    Ovunque a goder mi diede.
    Numquam appagato fui
    se non,nell'estremo ardore
    portato a dir:Fui...!
    Piango...,per dir solo,
    in patetico freddo suono,
    ammasso di cinque lettere,
    in trio dittongo unito,
    la paroletta semplice e breve
    che nel perduto amore
    suona: A d d i o.
    Continuando a girovagare per i giardini di Trastevere e di Villa Sci-
    arra gli incontri non gli mancarono.Così,da persona gentile e corte-
    se,nonchè amante della felicità altrui,nelle alcove di Viale Mura Gi-
    anicolense fu contento e disponibile a portarvi alcune altre ragazze.
    Vi portò Livia,un mercoledì mattina,giorno della sua libera uscita.
    La ragazza ci tenne a mostrare la sua pregevole biancheria intima,
    trasparente di color rosa pallido,ma,il suo corpo era di un candore
    unico,con carni dure,consone alla sua età e il giovane non disdegnò
    di esplorarlo a dovere nella sua intimità.Il giovedì ci portò Concet-
    ta,che mostrò il suo abbigliamento firmato di colore nero con pizzo
    fiorentino.Anche con lei non si esimò dall'esplorare interamente il
    corpo di lei in ogni sua parte e godere della sua pregevolezza,nella
    intimità completa,che,anche il luogo,stimolava a goderne!Il venerdì
    ci condusse Veneranda,che mostrò di preferire il colore rosso vivo.
    Anche il suo abbigliamento intimo era molto trasparente e idoneo al-
    l'invito sollecito,con la solita repentina conclusione della scoper-
    ta totale del suo corpo.Il sabato ci andò con la cameriera Franca,
    che,per apparire diversa da quella che era,aveva indossato la bian-
    cheria di seta della padrona di casa,di colore bianco,ornata con mer-
    letti di colore giallino pallido.Sotto tali paramenti c'era un corpo
    bollente di passione e caldo da bruciare,finendo per sollecitare al-
    l'unione dei due istinti e all'incastro dei due corpi.
    Nessuna si rifiutò di distendersi su quei giornali,farsi spogliare
    per divaricare le gambe e...!Anzi,furono tutte felici,felicissime di
    poterlo,finalmente,fare,di sentire il corpo del giovane appiccicato
    al proprio.Pino,fornito di animo molto gentile e cortese,non se lo
    faceva dire due volte e le accontentava e si appagava!tanto,non gli
    costava nulla,perchè lo facevano per amore e non per interesse!Erano
    tutte uguali,smaniose ed avide,bramose di concubire e lasciarsi pe-
    netrare il più possibile.All'uomo non rimaneva altro da fare che no-
    tare la differenza biologica e naturale fra esse.Essendo tutte molto
    giovani,mostravano le loro carni dure,con pelle molto liscia e vel-
    lutata.C'era,fra esse,chi era molto labile e chi molto resistente e
    chi di media portata per costituzione fisica che si lasciava pene-
    trare senza troppi problemi.Potè notare che la differenza fra esse,
    consisteva nel cavallo largo o stretto di cui ognuna era dotata...!
    Fortunata quella con il cavallo largo,perchè avrebbe avuto un tra-
    vaglio molto facile e tranquillo e,con la labilità dei suoi tessuti,
    avrebbe messo al mondo dei figli senza neanche accorgersene...!Al
    contrario,quella con il cavallo stretto,nel partorire avrebbe sof-
    ferto le pene dell'inferno,perchè il feto l'avrebbe avuto,sarebbe
    uscito dalla sua vagina con molta difficoltà,se non dopo averla
    strappata tutta...! 
    La domenica era riservata,la mattina con la suora e il pomeriggio
    con Gina.Per cui evitava d'impegnarsi con le altre.Sempre la dome-
    nica,dopo aver consolato la suora,si rifugiava sui sedili di Villa
    Sciarra per consultare le ultime pagine de Il Messaggero.Fu così
    che,una domenica mattina,lesse tale notizia:"Uno studio tecnico
    cerca un giovane per contabilità tecnica.Gli interessati possono
    telefonare lunedì mattina dalle ore nove al numero...." Pino,a Cam-
    pobasso,era stato impiegato nello studio tecnico del geometra Pas-
    quale D'Alessandro per svolgervi mansioni relative alla contabili-
    tà tecnica,oltre a quella di dattilografia e riordino degli arti-
    coli del giornale "Il Tecnico Molisano".Perciò prese la palla al
    balzo e decise di telefonare il giorno dopo,senza dire nulla a
    nessuno,per scaramanzia,deciso a cambiare vita,se gli fosse riu-
    scito di farsi assumere!Intanto trascorse la giornata,come sempre,
    andando a pranzo da Gina e poi,con lei finire nell'alcova del bos-
    chetto delle Mura Gianicolense.La ragazza incominciava ad avere
    troppe pretese,alle quali non era abituato a dare un seguito.Inco-
    minciava a pretendere un rapporto più approfondito,cercando di vo-
    ler far partecipare anche la sua famiglia.Sia per la sua precaria
    situazione economica che per il fatto di non essere disponibile
    per una relazione stabile,che presupponesse ad un futuro matrimo-
    nio,si stava raffreddando con lei.Non solo con lei,ma con tutte,
    dopo i vari eventi degli ultimi tempi,così...!



          


                       
                       Capitolo Diciassettesimo.
    Lunedì,quindici febbraio dell'anno millenovecentosessanta,Pino,alle
    nove precise,telefonò allo studio tecnico dell'ingegner Remotti.Qu-
    ando telefonò non sapeva di chi fosse lo studio.Gli fu detto al te-
    lefono,nel rispondere:"Qui studio tecnico dell'ingegner Remotti.Chi
    volete,l'ingegnere padre o l'ingegnere figlio?"-"Io sto telefonando
    per l'annuncio su Il Messaggero di ieri,nel quale si richiede un
    contabile tecnico.Non so di chi chiedere,se del padre o del figlio!"
    -"Un momento che le passo la segreteria,che le potrà dare maggiori
    e migliori informazioni." Dopo qualche secondo "Pronto,pronto,mi
    hanno detto che state rispondendo all'annuncio,che mio padre ha fat-
    to mettere ieri sul giornale?Se voi avete fatto altre esperienze del
    genere,presentatevi allo studio."-"Si,ho avuto in passato altre espe-
    rienze simili,ma non a Roma,bensì a Campobasso."-"Non ha importanza
    dove.Venite ugualmente e ne parleremo di persona."-"Vengo subito,ma
    deve dirmi dove rimane lo studio.Io ora mi trovo a Trastevere."-"Al-
    lora prendete la circolare rossa e venite a Piazza Bologna.Lo studio
    si ritrova al numero uno e al terzo piano.Arrivando chiedete della
    figlia dell'ingegnere.A più tardi." e riagganciò.Una soave voce ave-
    va colpito l'orecchio del giovane,ma si rifiutò di fantasticare,per-
    chè sapeva,glielo avevano detto gli amici che quella era la zona dei
    ricchi di Roma.Lì c'erano i signori della città,quelli che contavano
    e che decidevano i destini,non solo della capitale,ma di tutta l'I-
    talia.Egli non avrebbe potuto aspirare a tanto,di entrare in quel
    mondo.Allora,appena riagganciato,anche lui attese l'arrivo della
    circolare rossa e la prese.Dopo una buona mezz'ora raggiunse la fer-
    mata di Piazza Bologna.Scese e iniziò a cercare il numero uno.Dopo
    una breve perlustrazione,si trovò davanti ad un palazzo di una cer-
    ta poderosità a forma pentagonale,isolato dagli altri.Vi imboccò lo
    uscio a porta girevole,trovandosi difronte al portiere in divisa che
    lo interpellò:"Desidera?"-"Sono atteso allo studio dell'ingegnere
    Remotti.Devo andare al terzo piano.C'è l'ascensore,oppure devo sa-
    lire a piedi?"-"L'ascensore c'è ed è qui dietro.Lo può prendere,ma
    deve pigiare il tasto numero due,perchè il tre porta nell'apparta-
    mento della famiglia Remotti.Se lei deve andare allo studio,quando
    esce dall'ascensore,giri a destra e dopo tre gradini soltanto,ne
    troverà la porta."-"Grazie." Così dicendo,si portò dietro alla co-
    lonna,che nascondeva l'ascensore,che aprì e vi entrò,pigiando il
    numero due.Arrivato,uscì,trovandosi davanti ad un muto con una fi-
    nestra molto piccola al centro perchè doveva dare la luce necessa-
    ria,per evitare di usare quella artificiale.A destra c'erano due
    gradini,che terminavano davanti ad una porta a vetri opachi,con in
    mezzo la scritta:Studio Tecnico.Suonò il campanello e senza avere
    una risposta,uno scatto freddo di metallo,fece aprire l'uscio.Il
    giovane l'attraversò,trovandosi in un corridoio impersonale.Al la-
    to destro ci stava una sala con dei tavoli da disegno,muniti di
    tecnigrafi,lampade idonee e fogli da disegno.Chi riportava già i
    tratti di una planimetria,chi di un palazzo,chi di un ponte e chi
    ancora in bianco,pulito.Ad uno di essi,intento a tirare qualche
    linea,c'era un simpatico giovane,al quale Pino chiese dove poter
    trovare la figlia dell'ingegnere,perchè lo stava aspettando."La
    signorina sta dietro a quella porta difronte.Non so se la riceve-
    rà subito o meno.Provi a picchiare...!"-"Pino si avvicinò alla
    porta chiusa e picchiò delicatamente,con molta discrezione.Dopo
    qualche secondo,la stessa voce,che aveva sentito al telefono,gli
    rispose:"Avanti.Prego,accomodatevi."-"Buon giorno.Sono quello che
    le ha parlato meno di un'ora fa al telefono.Sono qui per il con-
    tabile tecnico." La ragazza,una gran bella ragazza bruna,molto
    elegante e gentilissima,molto fine nei modi e nei lineamenti,
    dapprima lo guardò dalla testa ai piedi,poi lo fissò negli occhi
    che sembrò di non voler più abbandonare.Solo dopo un poco,che al
    giovane sembrò un'eternità:"Prego,accomodatevi.Come vi chiamate?
    Sapete,devo compilare la vostra scheda con i vostri dati e il vo-
    stro indirizzo,è la prassi,per l'assicurazione!" Allora il giova-
    ne molisano.rassicuratosi,le diede i propri dati anagrafici,riser-
    vandosi di darle l'indirizzo in un secondo tempo,dal momento che
    avrebbe dovuto cambiare casa a breve e il nuovo indirizzo non lo
    ricordava...! "Va benissimo,potete darmelo anche fra una settima-
    na o dieci giorni.Solo che dovete darmelo,perchè,se ci sarà una
    impellenza,noi dobbiamo sapere dove cercarvi!Potrà sempre capita-
    re un'urgenza...!" Dopo di che si alzò e accompagnò il giovane
    nella grande sala dove stavano i tavoli da disegno e lo presentò
    al disegnatore al quale aveva chiesto l'informazione per sapere
    dove fosse la figlia del principale."Geometra,le presento il si-
    gnor Pino,che da oggi è uno di noi,lavorerà con noi e per noi.
    Da oggi abbiamo il nuovo contabile." Il geometra allungò la mano
    e nello stringere quella del giovane disse:"Mi chiamo Bianco Gino.
    Sono convinto che staremo molto bene insieme e che insieme lavore-
    remo in ottima armonia."-"Sono d'accordo con te e da parte mia ci
    sarà piena e sincera collaborazione,per quanto atterrà i miei
    compiti,ai quali vorrà assegnarmi l'ingegnere."-"Intanto",disse la
    signorina,"voi potete stare qui con lui e,appena mio padre sarà
    libero,vi dirà cosa fare."-"Va bene,grazie.In attesa guardo come
    disegna Gino"-"Ben venuto tra noi." e andò via.Fra le altre cose,
    aveva informato il giovane sulla sua retribuzione:trentamila men-
    sili.Il sabato e la domenica non si lavorava,ma,se ci fosse stata
    una necessità,un'impellenza,allora sarebbe stato convocato in qu-
    alsiasi momento.Al giovane erano condizioni,che gli stavano benis-
    simo.Avrebbe dovuto solo organizzarsi diversamente da come lo era
    in quel periodo!Avrebbe dovuto cercarsi una pensione,alfine di es-
    sere più libero negli orari e in tutto.Naturalmente,la sua nuova
    realtà economica lo avrebbe salvaguardato molto.Non è che non a-
    vesse più soldi,ma era del principio che è meglio avere i soldi in
    tasca che rimanerne senza! Infatti ricordò quando,a Campobasso,non
    avendo soldi in tasca e per la neve non gli giunsero i rifornimen-
    ti da casa,stette tre giorni senza mangiare,ma non chiese un accon-
    to al geometra D'Alessandro,che gli doveva tre mensilità arretrate.
    Per orgoglio,anche perchè una paesana gli aveva rifiutato il pre-
    stito di cinquecento lire e lui era creditore di quarantacinquemila
    lire...!Rimasto solo con Bianchi,si preoccupò di fargli delle do-
    mande informative.Gli chiese dove abitava e se vicino casa sua po-
    teva esserci una famiglia disponibile a fittargli una camera con la
    indipendenza della o uso di cucina.Così avrebbe potuto risparmiare
    di più."Sai,io abito nella vecchia Roma e lì non si trova facilmen-
    te da fittare una camera,come dici tu.Però,io non posso esserti u-
    tile,perchè ci sto solo la notte e non ho rapporti con nessuno.An-
    ch'io non sono romano e sto qui da appena tre anni.Mi dispiace,non
    posso esserti utile.Comunque posso darti il suggerimento,che ti po-
    trà aiutare.Guarda sul giornale Il Messaggero e lì,certamente,tro-
    verai ciò che cerchi."-"Grazie.Lo farò volentieri."-"Anzi,visto che
    devi perdere tempo ad aspettare,fallo subito,eccoti il giornale e
    guarda la penultima pagina.Vengono pubblicati lì tali annunci."
    Dopo una breve scorsa delle offerte,trovò:"Una famiglia,in Via Cola
    di Rienzo,cerca una persona disponibile a condividere l'appartamen-
    to."Questo è proprio quello che fa per te.Ora telefono e chiederò
    informazioni,così potrai andarci nel pomeriggio,durante il riposo
    pomeridiano.Noi qui usciamo alle dodici e trenta e rientriamo alle
    cinque per rimanerci fino alle otto.Come vedi,avrai tutto il tempo
    di passare da questa famiglia e metterti d'accordo con loro...!Che
    ne dici?"-"Per me va benissimo.Puoi telefonare da qui,ti è permes-
    so?"-"Si,telefono e poi ti dirò.Prenderò l'appuntamento per te."
    Così dicendo,prese il telefono e telefono,predendo accordi per vi-
    sitare l'appartamento nel pomeriggio,verso le due,dando il nome di
    Pino e che per le due sarebbe stato puntuale e preciso.Avevano,da
    poco più di un quarto d'ora,fatto la telefonata che entrarono i
    due ingegneri Remotti:padre e figlio."Lei è il signor Pino per la
    contabilità?Piacere di conoscerla e di venire a lavorare con noi."
    disse il padre.Rivolto al figlio,"Intanto,se tu vuoi vedere se sa
    anche disegnare...!Io,fra un paio di giorni avrò bisogno di lui."
    e se ne andò.Allora il figlio Walter:"Venga signor Pino,mi riprodu-
    ca questo disegno sul lucido.Non si preoccupi,lo faccia senza fret-
    ta." e se ne andò anche lui.Il giovane si pose a riprodurre su lu-
    cido,riducendolo,il disegno della fusoliera e del motore di un ae-
    reo a reazione della Compagnia francese di trosporto.Fu impegnato
    per un paio di giorni.Al termine l'ingegnere Walter manifestò il
    suo apprezzamento,e disse:"Peccato che lei ha il compito di fare
    il contabile!" si prese il disegno e andò via.
    Nel pomeriggio di lunedì aveva l'appuntamento con la famiglia in
    Via Cola di Rienzo per la sua nuova abitazione.Uscendo dallo stu-
    dio degli ingegneri Remotti,con il nuovo amico Bianchi,prese la
    circolqare rossa e si portò nei pressi di Piazza San Pietro.Lì,nei
    pressi si fermò per consumare il pranzo e verso le quattordici pre-
    cise raggiunse la casa,il palazzo di Via Cola di Rienzo per visio-
    nare la camera,che gli avrebbero messo a disposizione.La strada
    gli piacque subito.Era molto bella ed elegante,con un viale albe-
    rato,dove sarebbe stato un vero grande piacere passeggiare sia da
    solo che in compagnia.All'ora stabilita si recò al numero cinquan-
    tasette per raggiungere il primo piano e,al campanello Calzi suo-
    nò.La porta gli fu subito aperta e vi entrò,trovandosi difronte ad
    un ometto di circa un cinquantacinque anni,molto provato.Più den-
    tro,quasi in mezzo alla stanza,una signora più alta e grossa,una
    donnona,lo invitò ad entrare.I due lo stavano aspettando.Entrò
    presentandosi:"Sono Pino,quello che ha telefonato per la cameret-
    ta,che avete intenzione di fittare!"-"Prego,s'accomodi.Piacere di
    conoscerla" dissero all'unisono i due coniugi.Pino entrò e poco
    dopo gli fecero vedere la cameretta,arredata da un lettino,un ar-
    madietto,un tavolinetto con due sedie ed un comodino,attaccato al
    lettino.Non era illuminata molto.Riceveva la luce attraverso una
    porta finestra,che dava nella cucina,quindi,non era autonoma,ma
    soggetta a qualsiasi controllo da parte degli altri abitanti la
    casa."Sa,noi non la fittiamo per soldi,ma solo perchè abbiamo bi-
    sogno di compagnia,visto che siamo soli e non abbiamo figli e ci
    manca molto la presenza di una terza persona!" disse la signora.
    "Be,io,durante il giorno non ci sarò,perchè uscirò per andare al
    lavoro...!"-"A noi basta sentire la sua presenza la notte!Stando
    da soli,sembra che il tempo non passi mai,divenendo,ogni notte,
    un'eternità...!"-"Bene,non è che la stanza sia completamente sti-
    molante...!Ora,per far sì che io possa prenderla,è necessario sa-
    pere quanto volete al mese!?"-"Noi non abbiamo molte pretese e
    non ci formalizziamo sui prezzi della piazza.Perciò ci può dare
    solo tremila lire mensili e da oggi può rimanere,visto che è li-
    bera."-"Va bene,la prendo e resto da subito."-"Eccole le chiavi
    d'ingresso,così può rientrare quando vuole." così il giovane eb-
    be dato le tre mila lire per il fitto del mensile,"Naturalmente
    la cucina è a sua completa disposizione e potrà cucinarsi ciò
    che vorrà,quando e come vorrà",disse la padrona di casa."I suoi
    vestiti?"-"Questa sera andrò a prendere la mia valigia con tutto
    quanto ho con me e la porterò.Per ora mi allungo sul lettino
    perchè alle diciassette devo tornare al lavoro" Entrò nella sua
    nuova camera da letto e si distese sul lettino,che trovò alquan-
    to confortevole.Lo trovò più confortevole di quello della casa
    della speranza.Rimase disteso fino alle sedici,quando si alzò,
    salutando i padroni di casa:"A stasera" ed uscì.Scendendo in
    strada pensò "Lei,però,è molto sguaiata,chissà...!" Giù in stra-
    da,l'attraversò,portandosi verso il Viale Giulio Cesare,perchè
    aveva sentito dire che da quelle parti c'erano delle bettole o
    trattorie,che davano da mangiare bene e a poco prezzo.Voleva
    rendersene conto,prima di prendere il mezzo,che l'avrebbe ripor-
    tato in Piazza Bologna.In attesa di visitare per la cameretta,
    era stato a pranzare in una trattoria di Piazza Indipendenza ed
    aveva fatto un pranzo,quasi a festeggiare i nuovi eventi con un
    piatto di spaghetti alla matriciana e un osso buco alla romana,
    dicendosi:"Oggi è festa.Ho trovato un lavoro,che mi viene paga-
    to bene.Quindi è il caso di fare un buon pranzo.Uguale,in pas-
    sato,l'ho fatto solo nella trattoria di Gina...!per non spende-
    re troppi soldi...!" Girando per Viale Giulio Cesare a guardare
    le insegne e leggere i prezzi affissi sulle vetrine,si rese
    conto che erano passate le sedici.Sarebbe stato il caso di ri-
    mettersi in viaggio per Piazza Bologna.Alle sedici e venti ri-
    prese la circolare rossa,giungendo sul posto di lavoro alle di-
    ciassette meno cinque.Sull'uscio dello studio trovò l'ingegnere
    padre:"Bravo,sono molto contento.Sto notando che è molto preci-
    so e puntuale.Anche i miei figli sono molto felici di averla con
    noi.Ha trovato la pensione?"-"Ho trovato una camera ammobiliata
    con uso di cucina.Devo solo portare la mia valigia."-"Dove l'ha
    trovata?"-"L'ho trovata in Via Cola di Rienzo presso la famiglia
    dell'avvocato Calzi."-"Bene,la valigia dove ce l'ha?"-"L'ho,su,
    al Gianicolo,in Via Giacinto Carini o Chiarini!"-"Si,ma non a-
    vendo un mezzo suo,terminerà a mezzanotte di portarla al suo nu-
    ovo indirizzo!Allora,facciamo così,lei esca verso le diciotto e
    trenta e con molta tranquillità vada a sistemarsi nel suo nuovo
    appartamento e domani torna qui per le nove." dicendo ciò,uscì,
    lasciando il giovane abbastanza esterrefatto per la bontà e la
    comprensione,che aveva avuto nei suoi cnfronti!Alle diciotto e
    trenta uscì dallo studio e raggiunse la casa della speranza o
    della carità verso le diciannove e trenta.Sulla porta trovò la
    sua suora,che lo stava aspettando."Questa sera lei è in ritardo,
    come mai?Ha avuto dei problemi?"-"Nessun problema suora.Sono qui
    solo per ritirare la mia valigia,perchè vado via.Da oggi cambio
    vita.Ho trovato un lavoro stabile che mi renderà trentamila lire
    mensili.Ho già trovato la casa dove starò da oggi.Mi dispiace che
    non ci vedremo più tutti i giorni come per il passato...!"-"Si,ma
    verrai a trovarmi la domenica mattina?Sai,io ne ho bisogno e mi
    auguro che lo stesso sia anche per te!"-"Nel limite del possibile,
    verrò come al solito."-"Allora non resti per la cena?"-"No,mi si
    farebbe troppo tardi." Salutò tutti,dopo aver preso la valigia,
    riprese il settantacinque fino al Largo di Torre Argentina e poi
    il trenino fino a Piazza Indipendenza e,a piedi si portò fino a
    Via Cola di Rienzo,per andare ad occupare la sua nuova camera da
    letto.Giuntovi,stanco e felice si buttò sul suo nuovo letto,ad-
    dormentandosi rapidamente,anche senza essere andato a cenare.
    Per un paio di domeniche portò avanti l'incontro con la suora e
    con Gina,ma,restandogli scomodo recarsi sul Gianicolo e,poi,per-
    chè il sabato pomeriggio incominciò a fare nuove amicizie,che a-
    bitavano nei paraggi,finì per non tornarvi più,troncando,defini-
    tivamente,le sue relazioni con le due donne.


           

  

                      Capitolo Diciottesimo.
    Viaggiando tutti i giorni da Via Cola di Rienzo a Piazza Bologna,
    sui mezzi pubblici finì per incontrare ogni mattina,ogni pomerig-
    gio e ogni sera,le stesse persone,che facevano il medesimo per-
    corso.Il primo giorno uno sguardo,il secondo un sorriso e il ter-
    zo il saluto e infine la chiacchierata,visto che durava tre quar-
    ti d'ora sia il viaggio d'andata che di ritorno!Diventava un'eter-
    nità.Fu così che fece amicizia con Michelina,una ragazza napole-
    tana che si trovava a Roma per lavorare con un negozio d'abbiglia-
    mento.Lei faceva la sarta,rifinendo o adattando gli abiti ai cli-
    enti.Un paio di volte riuscì ad avere rapporti sessuali con lei
    in alcuni anfratti dei giardini di Castel Sant'Angelo.La ragazza
    non era scafata,pur essendo stata fidanzata a Napoli fino a tre
    anni prima.Mostrò di essere alla sua prima esperienza!A Pino le
    primizie non sono mai dispiaciute,anzi...!Essere il primo,in cer-
    te cose,fa enormemente piacere e dà una grande soddisfazione!Una
    domenica,pensando di rimanere solo in casa,invitò Michelina ad an-
    darlo a trovare.Mentre erano distesi sul letto,avvinti per appaga-
    re e soddisfare i loro istinti,sentirono tornare l'avvocato,cos-
    tringendo la ragazza ad andarsene con le mutandine in mano,di cor-
    sa,come fosse stata una ladra.Il giovane non ci fece caso.A lui
    non interessò il disagio di Michelina e i problemi psichici nei
    quali era incorsa,si preoccupò solo di non far capire alla fami-
    glia,che lo ospitava,quello che aveva fatto,perchè...!Tutte le
    volte che qualcuno gli telefonava,la signora si faceva trovare
    allungata sul letto in una posizione e in un atteggiamento di
    profferta,discinta nei vestiti,con molte parti...,in mostra!Si
    metteva nella condizione,che il giovane avrebbe dovuto solo por-
    sele sopra ed effettuare la penetrazione,che lei bramava.Come si
    può accettare di farlo con una donna sfatta dagli anni e dagli
    eventi,quando si ha a disposizione il fior fiore dell'età,della
    bellezza e prosperità del corpo,specialmente se si ha a dispo-
    sizione tutto ciò che ,normalmente,a quell'età,possa necessita-
    re?Il giovane,nel pomeriggio,durante la pausa,incontrava belle
    e giovani ragazze e la sera,ogni sera,usciva con Lellena,sfogan-
    do i suoi bollenti spiriti.Con la padrona di casa,proprio non
    ci pensava neanche lontanamente!Non sapeva che la signora era
    stata penalizzata dal destino...!Infatti,alla vigilia delle
    nozze,il futuro marito ebbe un incidente automobilistico.Nel
    quale incidente perse il suo apparato riproduttore.Si amavano,
    perciò si sposarono ugualmente.Col passare degli anni,non essen-
    do,noi del genere umano,tutti uguali,ma essendoci un'enorme dif-
    ferenza biologica,la signora,non avendo lo sfogo sessuale e con
    quello della gravidanza,divenne vittima dell'infarto genitale
    che la portò alla pazzia.Prima che ospitassero Pino,era stata per
    tre volte ricoverata in ospedale psichiatrico e vi tornò la quar-
    ta volta per la presenza del giovane,che non volle soddisfarla
    nelle sue esigenze e necessità!Al termine del mese,Pino fu cos-
    tretto a trovarsi una nuova dimora,che riuscì a trovare in Via
    Borgo Pio al numero settantacinque,presso la signora Giulia,una
    anziana donna,separata dal marito,che viveva facendo lavori vari
    per sostenere la famiglia,composta da due figli,che ancora stu-
    diavano a Foligno.
    Borgo Pio non si trovava molto lontano da Via Cola di Rienzo,so-
    lo a un centinaio di metri,in linea d'aria,distavano fra loro.
    Con Lellena,qualche sabato e domenica,si recava a Santa Marinel-
    la,nella villa dei Rebecchini,presso i quali lavorava.Lì trascor-
    revano la notte come marito e moglie.La cosa più curiosa si pre-  
    sentava la sera,durante la settimana,quando raggiungevano una
    radura e lei si disponeva in una posizione prona per consentirgli
    di penetrarla sia davanti che dietro,in tutti i modi possibili,
    manifestando grandissima soddisfazione.La Lellena,avendo un fi-
    glio,di tanto in tanto si assentava per andare a fargli visita,
    così Pino poteva rivolgere le sue attenzioni a Gina e a Luisa,
    senza dimenticare e penalizzare Filomena e Michelina.Avendo la
    disponibilità economica,prese l'abitudine di tornare,in occasio-
    ne delle grandi feste,come Pasqua,a Campobasso per rivedere e
    sapere se avessero avuto delle necessità i suoi germani.Era in-
    teressato anche a controllare il fratello nei suoi studi.Fu in
    un viaggio del genere che incontrò sul treno un signore,che fe-
    ce di tutto per parlare con lui."Sa,è la seconda volta che la
    vedo su questo treno.Lei è molisano e vive a Roma?"-"Si,sono
    molisano e vivo a Roma e,di tanto in tanto,torno a Campobasso
    per fare visita ai miei."-"Dove vive a Roma?"-"Abito in Via Bor-
    go Pio.E lei?"-"Io abito su a Monte Mario."-"La zona "in" della
    città eterna!"-"Si,lì ho un gran bel appartamento e vi vivo da
    solo.Se lei vuole,visto che è molto grande per una sola persona,
    può venire ad abitare con me."-"Grazie,ma dove sto mi trovo be-
    nissimo.Ma lei,che lavoro svolge?"-"Io sono avvocato.Sono l'u-
    nico avvocato della Sacra Rota,addetto ai divorzi matrimoniali
    religiosi.Sono un monsignore."-"Piacere di conoscerla.Quindi lei
    sta benissimo,anche,economicamente parlando.Può permettersi di
    tutto!"-"Ha detto bene.Quindi,se lei accetta,può trasferirsi da
    me ed io la farò entrare a lavorare all'Osservatore Romano.Lì a-
    vrà mensilmente non meno di cinquecentomila lire.Solo che dovrà
    venire ad abitare con me.E'la condizione sine qua non.Sa,stare
    soli si sta male e non sempre si riesce a sopportarla...!" Il
    giovane subdorò che trattavasi di pederasta,perciò gli rispose,
    sempre con molta gentilezza ed educazone:"Sa,io ho preso degli
    impegni con il mio datore di lavoro che ha una meravigliosa fi-
    glia e che vorrebbe che la sposassi,perciò,avendo una sola pa-
    rola,non amo venirne meno.Come non detto,amici più di prima e
    senza rancore,mio caro monsignore.Piacere d'averla conosciuta,
    la saluto,perchè mi attendono al piazzale della stazione." Lo
    lasciò,evitando d'incontrarlo di nuovo.Amava le donne belle e
    giovani,degli uomini non sapeva proprio cosa farsene...!
    Archiviata la questione monsignore,non pensandoci più,continuò
    il suo tran tran quotidiano,recandosi al mattino al lavoro,do-
    ve fece i computi per le costruzioni delle basi missilistiche
    americane e Nato in Itaia.Infatti,solo per gli impianti elet-
    trici,telefonici e per i servizi,la spesa non era mai inferio-
    re ai cinquecento milioni di lire!Enorme!Per i servizi socia-
    li i soldi non c'erano mai!I bambini venivano tenuti in aule
    fatiscienti e poco igieniche.Le pensioni,con la discriminazio-
    ne tra nord,centro e sud,creavano l'ulteriore dislivello fra
    i cittadini.Tutto ciò a Pino non andava a genio.Non amava no-
    tare enormi differenze fra i cittadini.Come,non era tanto sod-
    disfatto del fatto che lui guadagnasse trentamila lire mensi-
    li e un insegnante elementare solo nove mila! Sarebbe dovuto
    essere l'inverso!Non proprio,perchè tutti hanno bisogno di vi-
    vere e non di svivacchiare...! 
    Fu così che riprese a frequentare le riunioni del P.S.I.,as-
    coltando la discussione al Comitato Centrale in occasione del
    cosiddetto compromesso storico tra Democrazia Cristiana e PSI
    per la realizzazione di un Governo di Centro-sinistra.In quel-
    l'occasione Pietro Nenni disse all'assemblea:"I dirigenti de-
    mocristiani mi hanno detto:Se volete entrare al governo con
    noi,dovete entrare a far parte della torta,che va divisa,pro-
    porzionalmante fra tutti i partecipanti alla formazione dei
    gabinetti ministeriali.Senza tale condivisione,siete destina-
    ti a rimanere fuori.Io chiedo a voi di valutare questo fatto:
    è più importante non essere coinvolti nella spartizione della
    torta o realizzare certe riforme strutturali del nostro pae-
    se?E' tale valutazione che dobbiamo fare e,di conseguenza de-
    cidere cosa fare.Il resto è marginale.Importantissimo è se ne-
    cessario,vitale per la classe lavoratrice rivoluzionare certe
    realtà,che fino ad oggi hanno penalizzato alcune parti del
    nostro territorio con i cittadini,che vi abitano,modifican-
    do le leggi albertine,che ancora sussistono e che penalizza-
    no taluni e favoriscono,privileggiando tal altri." I tanti
    interventi,che seguirono,misero in risalto la necessità di
    eliminare le tante discriminazioni,che esistevano tra nord,
    centro e sud d'Italia.La conclusione fu:Se la D.C.accetta di
    realizzare le seguenti riforme,noi accettiamo di condividere
    la torta con loro.Le riforme da imporre,per una giusta pere-
    quazione fra i cittadini italiani,furono:la nazionalizzazio-
    ne dell'energia elettrica,eliminando il differente pagamento
    del suo costo,creando uguale tariffa per tutti da nord a sud
    dell'Italia,cancellando la differenza esistente.Infatti,dal-
    la linea gotica in su,l'energia elettrica costava solo zero,
    zero due lire a kw ora,al centro costava diciannove lire a
    KW ora e a sud,isole comprese,ventisette lire.La differenza
    era enorme,oltre a creare le condizioni per tarpare le ali
    allo sviluppo industriale ed economico del centro sud dell'I-
    talia.La nazionalizzazione delle banche per consentire ugua-
    le trattamento,facendo cadere i privilegi della legge alber-
    tina della casa Sabauda,intesa a favorire il Piemonte e tut-
    to il nord Italia,dalla linea gotica in su,penalizzando tut-
    ti quelli che abitavano dalla linea gotica in giù.In più si
    doveva chiedere lo smembramento del potere dell'I.R.I.,che
    deteneva il monopolio industriale ed economico italiano.Solo
    così sarebbe stato possibile portare lavoro e risolvere il
    problema della miseria dell'Italia centrale e meridionale.Fu
    così che sorse il primo Governo con l'appoggio esterno dei
    socialisti.Fu in una di tali occasioni che Emo Egoli presen-
    tò l'ambasciatore cecoslovacco al giovane molisano.Dopo la co-
    noscenza Pino e l'ambasciatore hanno finito per incontrarsi
    ancora ed andare a pranzo insieme.Nei vari incontri,quasi
    settimanali,al'inizio.All'incontro portava al giovane una
    stecca di sigarette marlboro.Il fatto indusse il giovane mo-
    lisano a fumarsele,visto che a Roma,chi avrebbe regalato si-
    garette sarebbe stato considerato un finocchio...! non se la
    sentì di buttarle e intraprese il cattivo e brutto vizio del
    fumo.In seguito l'ambasciatore cercò d'incontrarlo ogni mese,
    dandogli quindici mila lire,invogliandolo ad andare a studia-
    re al suo paese,dove avrebbe trovato molto belle ragazze e fa-
    cilmente lavoro.Il giovane molisano,molto curioso e volubile,
    amante delle novità,preoccupato della carenza di lavoro in I-
    talia,lamentandosene,finì per essere mal interpretato.Tanto  
    è vero che il signor ambasciatore pensò di incominciare a cre-
    are i presupposti affinchè Pino andasse a vivere nel suo paese,
    cioè a Praga per lavorare e studiare.Per invogliarlo,oltre al-
    le sigarette,gli dava,mensilmente,oltre al pranzo insieme,la
    paghetta delle quindici mila lire...!Intanto il giovane conti-
    nuava a fare visita ai germani a Campobasso,viaggiando,quasi,
    periodicamente.In ogni viaggio fece delle nuove amicizie.In u-
    no di essi conobbe un certo Conte,che lavorava al ministero
    del Tesoro,ricoprendo la funzione di direttore di sezione.Il
    dottor Conte cercò di approfondire l'amicizia con Pino,invi-
    tandolo ad un ricevimento,che avrebbe dato per festeggiare il
    compleanno di una sua nipote.
    Dopo varie sollecitazioni del dottor Conte,si scambiarono i
    loro numeri telefonici."Sa,io durante il giorno sono al lavo-
    ro,possiamo sentirci o all'ora di pranzo,verso le quattordici
    o la sera dopo le venti.E' l'ora in cui mi si può trovare in
    casa"-"Io sarò felice di poterle telefonare in tali orari."
    Arrivati alla stazione Termini,si salutarono.Il giovane era
    convinto di non rivedere più il maturo signore,che poteva a-
    vere tra i quarantacinque e i cinquant'anni.Non era ancora
    troppo vecchio e nè tanto giovane,anche se molto elegante e
    distinto,per mostrare di avere certi grilli per la testa.Pen-
    sava anche di non sentirlo mai più neanche per telefono.Era
    sicuro di esserselo scambiato per puro senso di campanilismo,
    il numero di telefono,essendo entrambi molisani!Pino tornò in
    Via Borgo Pio e non ci pensò più al dottor Conte,tornando al-
    le sue abitudini,ormai radicate nel suo modo di vivere.Duran-
    te la settimana si recava al lavoro di contabile tecnico e
    il sabato pomeriggio e la domenica,quando non aveva impegni
    galanti,gradiva girovagare per la grande città,passeggiando
    per Via Condotti e ammirare lo sfarzo dei suoi negozi.Poi si
    soffermava in Piazza di Spagna per ammirare la scalinata,o
    Trinità dei Monti,che lo avrebbe portato,dietro la basilica,
    a Villa Borghese,per passeggiare fra i suoi viali meraviglio-
    si e che non ti stancano mai e che si fanno apprezzare sempre!
    O se ne andava alla fontana di Trevi per ascoltare il gorgo-
    glìo dell'acqua,che usciva dalle bocche delle sue fontane o
    per berne della tanto fresca,sgorgante da quelle poste ai la-
    ti o difronte.O al Pantheon,per perdersi dietro ai ricordi,
    che i vari marmi sollecitavano.In ogni giro rimediava,siste-
    maticamente,un'avventura,che lo portava ad appagare e a sod-
    disfarsi nei sinuosi corpi delle avvenenti fanciulle.Gli in-
    contri e i rapporti erano tanto occasionali e fuggevoli da
    consentirgli di evitare di scambiarsi indirizzo e numero di
    telefono.Aveva finito per prendere un simile atteggiamento
    ed abitudine per non cadere nella ripetizione degli incontri.
    Gradiva ed amava incontri casuali.Il più delle volte,per non
    dire sempre la bugia,non chiedeva neanche i loro nomi.Doveva
    rimanere una semplice occasione e basta.Senza alcuna pretesa.
    Fra i tanti incontri capitava sempre qualche brava e seria ra-
    gazza da rispettare,anche se certe esigenze...,reciproche,cos-
    tringesse a fare e a comportarsi diversamente!Tale fu l'incon-
    tro con Luigina,una ragazza,che faceva la commessa in Via dei
    Condotti.Infatti un giorno,mentre il giovane passeggiava per
    Piazza dei Cinquecento,la incontrò,dopo molto tempo che si e-
    rano persi di vista,lei,senza preamboli,lo avvicinò e gli dis-
    se:"Se mi dai cinquecento lire,io ti dò la mia verginità."-
    "Dimmi,che ti succede?Io ti ritengo una brava ragazza e tu,di
    colpo,vuoi darti alla bella vita?Ti vuoi mettere a fare la pro-
    stituta?"-"Sai,sono rimasta disoccupata e sono tre giorni che
    non mangio.Non so nemmeno dove andare a dormire.Ho proprio bi-
    sogno e l'unico modo per sopravvivere è offrirmi.Agli altri non
    mi offro.Con gli altri non lo faccio,ma con te si.Con te sareb-
    be diverso,perchè riusciresti a capirmi e,poi,a rispettarmi."
    Si espresse con molta amarezza.Allora il giovane le rispose con
    molta calma e tranquillità:"Ho capito.Ora vieni con me." con il
    settantacinque la condusse alla casa madre delle suore spagnole,
    pregando la portinaia di chiamargli suor Malia.La suora di ser-
    vizio alla porta,conoscendo Pino,andò subito a chiamare la madre
    superiora,che,sentendo trattavasi di lui,corse subito."Buon gior-
    no signor Pino,siete venuto a farci visita?Che piacere!o c'è qu-
    alche problema?cosa c'è?"-"Suora,la qui presente ragazza,sono
    tre giorni che non mangia e non ha un luogo dove stare.Ora lei
    la fa rifocillare,le darà un letto per la notte e domani le deve
    trovare anche da lavorare.Per la disperazione mi ha offerto la
    sua verginità per avere cinquecento lire!"-"Si?" un si molto si-
    gnificativo che voleva dire tante cose.Era un misto di sorpresa,
    di gelosia...!per cui,"Ci penso io.Ora lei,visto che è qui,mi
    aspetti che mi libero e torno subito" Preso per mano Luigina,la
    condusse in cucina per farla rifocillare,ordinando alle subal-
    terne di trovarle un posto per la notte.Dopo di che tornò dal
    giovane e se lo condusse nella sua cella per poterlo stringere
    forte forte a sè e gustare,ancora una volta,gli aromi del suo
    corpo e farli confondere con i suoi.Al termine,quando si sentì
    soddisfatta,gli consentì di tornare per la sua strada.Mentre us-
    civa,incontrò di nuovo Luigina,che lo ringraziò e lui le disse:
    "Sono convinto che ti troverai bene e domani la suora ti trove-
    rà anche un lavoro.Quando non avrai problemi esistenziali e vor-
    rai darmi la tua verginità,sarò felice di prendermela e gustar-
    la con te,per soddisfarci reciprocamente" La salutò e andò via.
    Tornando sui suoi passi pensò:"Chissà quanti sarebbero stati li-
    eti di darle anche mille lire...!Io sono contentissimo di ciò
    che ho fatto e ne sono fiero,nonche soddisfatto.
    Non gradisco avere certe cose per forza,per necessità,per cos-
    trizione...!Al contrario,è molto più bello averle perchè ti ven-
    ga dato per aver perduto la testa,per piacere e provare piacere,
    per trasporto,in uno slancio di passione...!"



       


                    Capitolo Diciannovesimo.
    Il lunedì,era appena tornato a casa che la signora lo chiamò per
    dirgli che lo cercavano al telefono.Così corse al telefono e dal-
    l'altra parte:"Sono il dottor Conte.Come stai?Spero di non distur-
    barti."-"Figurati,non mi disturbi.Sono appena rientrato dal lavo-
    ro,che ho ricevuto la tua telefonata.Dimmi,cosa vuoi comunicarmi?"
    -"Ti avevo detto che le mie nipoti avrebbero fatto la festa del
    loro compleanno.Ora,ti invito di partecipare perchè gradisco aver-
    ti quale ospite d'onore.La festa ci sarà sabato sera a casa mia,
    qui,a Monte Mario.Allora ci sarai?Su,ti prego di non dirmi di no.
    Saremo solo pochi intimi e ci divertiremo senz'altro moltissimo.Poi,
    a dire la verità,ho già parlato di te alle mei nipotine,che deside-
    rano tanto conoscerti.Perciò,ti prego,non devi mancare."-"Posso por-
    tare un mio amico di lavoro?Sai,è un bravo ragazzo.E'un geometra ed
    è giovane come me...!"-"Si,puoi portarlo con te.Una persona in più
    non farà difetto.Allora ti aspetto per le diciassette.Ricordo che
    tu il sabato pomeriggio sei libero,quindi puoi venire all'ora,che ti
    ho appena detto!"-"Si,va benissimo.Ci vedremo sabato a casa tua,per
    le diciassette.Ciao."-"Ciao." Non fidandosi degli occasionali amici
    di viaggio,pensò di non andare da solo alla festa.Perciò si era in-
    vitato con il collega di lavoro.Bene aveva fatto a chiedere di poter
    portare il collega di lavoro.In ufficio,appena si trovò da solo a
    lavorare con Bianchi,gli chiese:"Sabato,nel primo pomeriggio,hai de-
    gli impegni?Sai,ho ricevuto un invito per festeggiare il compleanno
    di due ragazze.Non desidero andarci da solo.Gradirei andarci in tua
    compagnia!"-"Fino a questo momento non ho alcun impegno e sono si-
    curo di non averne neanche dopo.Perchè,vuoi impegnarmi nei tuoi pro-
    grammi!?"-"Si.Come ti dicevo,sono stato invitato da uno,che ho cono-
    sciuto in treno,tornando da Campobasso,qualche tempo addietro.Quando
    ci siamo conosciuti,mi promise una festa con le sue due nipotine.Ci
    siamo scambiati il numero di telefono,ma non pensavo che parlasse
    sul serio.Ero convinto che si trattasse di una semplice chiacchiera-
    ta con un occasionale viandante...!al fine di far passare il tempo
    in una certa armonia e che non ci sarebbe stato alcun seguito.Invece
    mi ha telefonato,facendosi promettere la partecipazione a questo par-
    ti delle nipoti.Sono due ed una fa diciotto anni.Allora?"-"Allora,sin
    da ora ti prometto che ci sarò.Ti farò compagnia con queste ragazze.
    Eppoi tu con due,contemporaneamente...,cosa potresti fare?In due con-
    tro due...,il discorso cambia...!Ma,dove abitano?"-"L'indirizzo che
    mi ha dato è su a Monte Mario!"-"E'anche la zona dei vip!Cosa dovrem-
    mo portare in regalo?"-"Mi ha pregato di non portare nulla,visto che
    io conosco lui e non le nipoti...!"-"Meglio così,non avremo la preoc-
    cupazione di andare alla ricerca di un regalo per il suo compleanno!"
    Si misero a lavorare,per completare e fare i propri doveri.
    Secondo Bianchi,da quando c'era lui,Beatrice,la figlia del principa-
    le,si faceva vedere spesso dove erano loro a lavorare! "Ti sei accor-
    to anche tu di questa sua nuova predilezione?E come ti guarda!Sembra
    voglia fulminarti!"-"Hai ragione,è una gran bella ragazzona,che fa
    gola a qualsiasi buongustaio...!"-"Altro che buon gustaio!Io sarei
    felicissimo di...!Ma non mi ha mai degnato di uno sguardo,così come
    fa con te e verso di te.Non mi ha mai nemmeno risposto al saluto!Tan-
    to è vero che ho pensato che fosse sorda.Non sentendomi,non poteva
    rispondere al mio saluto...!Invece,con quegli occhioni e con quel me-
    raviglioso sorriso,che rivolge a te...!mi fa impazzire."-"Non sei,per
    caso,innammorato di lei e geloso di me?"-"A dire la verità,sarebbe
    un'ottima sistemazione.Questi sono molto ricchi e importanti,qui a
    Roma."-"Possono essere tutto quello che vogliono,io,per ora,sono al-
    lergico a rapporti seri.Ho solo voglia di godermi la vita e nel modo
    che dico io,senza legami compromettenti!"-"Mi sembra di aver capito
    che anche il padre e il fratello hanno un certo debole per te.Ti trat-
    tano e si comportano con te come non si sono mai comportati con me.Con
    te sono molto gentili e quasi ossequiosi.Con me sono stati sempre mol-
    to duri,come da padrone verso il sottoposto!"-"Su,ti prego,non mali-
    gnare.Mi sembra che ci trattano allo stesso modo,con molto distacco e
    imperio.Io non ho notato alcuna differenza."-"Non è vero.Quando tu sei
    venuto,il primo giorno,ti ha dato il permesso di uscire prima per an-
    dare a sistemarti.A me hanno negato sempre,anche il permesso di uscire
    cinque minuti prima la sera,quando ho avuto dei problemi seri!"-"Su,
    non essere geloso!Sarà capitato per caso,forse,perchè non sono di Roma,
    ma perchè vengo da fuori e vivo da solo qui...!Sono convinto che non lo
    abbia fatto malignamente,ma solo per crearmi problemi inutili...!"
    Terminarono di parlare perchè una soave voce:"Signor Pino",disse,"le
    dispiace venire a darmi una mano?" Pino andò subito dalla ragazza,per
    rendersi conto di cosa avesse avuto bisogno.Una volta da lei,così gli
    si rivolse:"La prego,ho detto a mio padre di farmi aiutare da lei.Ha
    dato la sua approvazione.Dovremo,insieme,completare quest'elenco di ma-
    teriale da inviare al cantiere.Lei mi detta e io lo metto in bella co-
    pia.Non le dispiace?"-"Al contrario.E'sempre meglio essere a contatto
    con i suoi meravigliosi occhi e profumi di persona,che se ne intende...!
    che stare in compagnia del geometra Bianchi...!"-"Mi fa piacere notare
    che anche lei sta meglio con me che con il suo compagno di stanza!" Lo
    disse con una gioia e soddisfazione uniche,mentre una luce le fece bril-
    lare ancor di più i suoi meravigliosi occhi.Il giovane,distraendosi da
    altro,incominciò a dettarle l'elenco del materiale che gli era stato
    dato con molta serietà.Lei,al contrario,facendo finta di non aver capi-
    to bene,ogni tanto gli toccava la mano,come se fosse stato un gesto di
    carezza,naturale.Pino notò più di una volta il particolare e il fatto
    gli diede un gran piacere.Si soffermò a notare ogni particolare,speci-
    almente dopo quanto gli aveva detto Bianchi.Ancor più rimase soddisfat-
    to quando notò che si attardava a toccargli il dorso della mano,andan-
    dosene in estasi,manifestando un certo rossore sulle gote.Egli evitò
    di ritoccarla e di dire qualche parola di troppo che potesse compromet-
    terlo.Lei poteva permettersi tutto,lui no,perchè era un dipendente ed
    aveva necessità di guadagnare e di sistemarsi!Per fortuna si fecero le
    dodici e trenta,Bianchi si affacciò alla porta e disse:"Sono le dodici
    e trenta,andiamo,altrimenti farai tardi a tornare e perderai le coinci-
    denze."-"Va bene così,signor Pino,vada.Se non avrò terminato,continue-
    remo nel pomeriggio.Per ora,grazie e buon pranzo."-"Grazie e buon pran-
    zo anche a lei.Arrivederci nel pomeriggio." Lo disse con una certa si-
    curezza,che denotava serietà e maturità,che Beatrice sembrò apprezzare
    moltissimo,rivolgendogli uno sguardo di amore sincero ed infinito.
    Scendendo al piano terra in ascensore:"Che gentilezza e cortesia ha u-
    sato nei tuoi confronti...!Con me è stata sempre piuttosto ostile e ha
    mostrato di mal sopportare la mia presenza." Una volta in strada si
    sono salutati.Pino ha preso la circolare rossa e Bianchi il settecen-
    tonovanta.Pino era appena tornato a Borgo Pio e si portò al terzo pia-
    no,dopo essere salito attraverso una scala molto stretta e priva d'il-
    luminazione,così come si usava durante il medioevo per paura di atten-
    tati.Il giovane non aveva problemi di sorta a salire,era molto agile,
    però,la padrona di casa che aveva raggiunto una certa età,quando rien-
    trava,la si vedeva con una faccia arrossata dalla fatica e dalla sof-
    ferenza non comune.Ansimava e,quasi distrutta,finiva su di una sedia
    per riprendere fiato.La stessa cosa faceva nel salire la scalinata,che
    percorreva a tratti,fermandosi di tanto in tanto,appoggiandosi al muro,
    data la mancanza di passamani...!
    Pino,rimasto solo,trovò posto sulla circolare rossa e,dopo essersi se-
    duto,tornò a considerare e a riflettere sulle parole dell'amico Bian-
    chi di qualche minuto prima."Che gentilezza e cortesia ha usato nei tu-
    oi confronti!" Dapprima rimase perplesso,poi si soffermò sull'atteggia-
    mento troppo benevolo del padre."Si",pensò,"la ragazza mi guarda e cer-
    ca di toccarmi in modo particolare,come a farmi sentire il calore della
    sua mano.Quando mi guarda fisso negli occhi,sembra che mi chieda con-
    forto,protezione e sostegno.Mi è sembrato che cambiasse espressione e
    che sul volto comparisse un poco di rossore,come se si vergognasse dei
    suoi stessi pensieri,riflessioni e sentimenti!Quando le ho dettato,
    sono stato molto preciso,scandendo le parole,quasi sillaba per sillaba
    ...!e,anche se non c'erano stati momenti di frasi poco comprensibili,
    non ha disdegnato e tralasciato occasione per toccarmi la mano,con uno
    sguardo pieno di sussiego e le labbra,che le tremavano un poco!Non è
    che il geometra Bianchi abbia ragione?Forse le sono un pochino simpa-
    tico e,visto che vive sola...!" Intanto aveva raggiunto Castel Sant'An-
    gelo,doveva scendere per raggiungere Via di Borgo Pio e il suo rifugio.
    Raggiunta la sua cameretta si preparò il pranzo:spaghetti alla carbona-
    ra e,con una certa avidità,in men che si possa pensare,svuotò il vas-
    soio,nel quale li aveva messi.Dopo si accinse a mangiare la fettina,che
    aveva cotto in concomitanza degli spaghetti.Terminato,rassettò e si al-
    lungò sul lettino.Era abituato,dopo avere consumato il pranzo,di allun-
    garsi per un mezz'ora,almeno,per permettere alla digestione di avviarsi
    in tranquillità e per rilassarsi.Alle sedici si alzò e tornò in strada
    per riprendere,sul ponte Sant'Angelo,la circolare rossa.Raggiunse il
    suo posto di lavoro con qualche minuto di anticipo.Trovò ad attenderlo
    Beatrice con uno smagliante sorriso sulle labbra."Vi stavo aspettando.
    Credevo che non arrivaste mai!Avete fatto tardi?"-"No,signorina.A dire
    il vero,sono in anticipo di un quarto di ora." Così anche lei guardò
    l'orologio,aggiungendo,"forse perchè ero impaziente di rivedervi per
    continuare il lavoro insieme."-"Con molto piacere.Se mi dà gli appun-
    ti,che devo dettarle,iniziamo subito." Continuando a guardarlo negli
    occhi,in un atteggiamento molto espressivo,con una mano gli diede i fo-
    gli e con l'altra gliela accarezzò con molta avidità.Per un'ora e tren-
    ta lavorarono insieme.Beatrice mostrò di essere arcicontenta e felice
    di lavorare con lui.Anche a lui non disiaceva.La ragazza era una gran
    bella ed affascinante donna,appetibile e molto stimolante...!Al termi-
    ne,Pino le disse:"Ora abbiamo terminato ed io torno al mio lavoro.Cia-
    o." salutandola con un sorriso.Lei si alzò e gli allungò entrambe le
    mani,costringendo,quasi,il giovane a prenderle fra le sue.Al tocco
    della pelle di lui,sembrò estasiata,manifestando di aver provato un
    tale piacere...!identico a quello che un trapassato prova nell'attra-
    versare la porta del Paradiso.Le strinse molto e sembrava non volerle
    lasciare più.Alla fine,udendo i passi del padre,lasciò che il giovane
    tornasse ai suoi conti.Passarono molti giorni,se non mesi,e il fatto
    si ripetè.Pino non volle illudersi,perchè aveva altri programmi nella
    sua testa.Perciò non aveva mai cercato di agevolare ed aiutare Beatri-
    ce con un atteggiamento di consenso.Era appena rientrato e tornato al-
    la sua scrivania a dattiloscrivere,temporaneamente solo,che l'avvicinò
    l'ingegnere padre.L'ingegnere l'apostrofò:"Ho capito che con mia fi-
    glia lei lavora benissimo.Questo fatto mi fa molto piacere,anche per-
    chè ha una particolare venerazione per lei.Non se lo dimentichi.Buon
    lavoro." e andò via.Il giovane pensò subito:"Ma,la figlia è ricca,io
    non ho nulla.Vivo con il lavoro,che mi dà lui...!Non è che è venuto a
    dirmi tali cose per mettermi alla prova...?!Con la figlia mi sono com-
    portato molto gentilmente e con altrettanta cortesia...!Per fortuna
    che non c'era Bianchi e che non ha sentito,alterimenti,chissà cosa a-
    vrebbe pensato e detto...!?e,quanti castelli in aria avrebbe costrui-
    to e,ripetutamente me ne avrebbe riparlato e sottolineato...!"

   

     


                      Capitolo Ventesimo.
    Il sabato Pino e Bianchi s'incontrarono sotto il portone di casa del
    dottor Conte per partecipare alla festa di compleanno delle nipoti,u-
    na compiva i diciotto anni.Prima di salire,pensarono si trattasse di
    una riunione con parecchi partecipanti,preoccupandosi della scelta che
    i due sarebbero stati costretti a fare.Con tale spirito suonarono al
    citofono per annunciare il loro arrivo."Prego,salite al quarto piano,
    c'è l'ascensore,entrando,a sinistra."-"Ora saliamo."
    Salirono al piano indicato,ma non sentirono quel baccano,che si sareb-
    bero aspettato,trattandosi di una festa di compleanno di una ragazza,
    che faceva i suoi diciotto anni!Entrando,il giovane molisano fece le
    presentazioni al padrone di casa,il quale,a sua volta,presentò i nuo-
    vi arrivati alle nipoti e ad altre due ragazze,che stavano chiacchie-
    rando accanto ad una finestra.Pino,che ha avuto sempre degli input di
    avviso,delle premonizioni,ci rimase un pochino amareggiato per la po-
    chezza delle presenze e,dopo poco decise di andar via,comunicando la
    sua decisione al padrone di casa e all'amico Bianchi.Nel sentire che
    Pino voleva andare via,il dottor Conte lo prese in disparte,pregando-
    lo di seguirlo in cucina.Il giovane lo accontentò.Una volta in cucina
    si sentì dire:"Ti prego,non andare via.Io ho fatto venire questa don-
    na per te.Tu con lei farai l'amore ed io guarderò.Perciò ho insistito
    a che tu venissi,perchè io sono innammorato di te e desidero vedere
    come tu fai all'amore,fai sesso con lei."-"Senti,a dire la verità,qual-
    cosa di poco pulito l'avevo subdorato subito.Avevo intuito un qualcosa
    del genere,perciò ho portato con me Bianchi e ora ho deciso di andare
    via.Io non amo disprezzare nessuno.Lungi da me il fare una cosa del ge-
    nere,però,per i miei gusti,non sarei mai disponibile a fare sesso men-
    tre tu guardi,neanche se si trattasse di farlo con le tue nipoti!Per-
    ciò,mio caro,vado via."-"Sai,te lo farei fare anche con una di esse,
    delle mie nipoti,ma sono ancora vergini...!"-"Scusami con tutti e salu-
    tali.Addio." e uscì,quasi di corsa.Una volta fuori,respirò a pieni pol-
    moni,come se fino ad allora fosse stato in un luogo insalubre e senza
    la possibilità di poter respirare a pieni polmoni,aria respirabile,di-
    cendo fra sè:"Ma,in che mondo viviamo?E'mai possibile che debbano es-
    serci delle persone simili?Quello avrebbe trovato piacere ad osserva-
    re me mentre facevo sesso con quella donna?!Addirittura,sarebbe stato
    capace di farmelo fare con una delle nipoti,se avesse avuto la certez-
    za che non fosse stata più vergine...!Che schifo...!è tutto così demo-
    ralizzante...!questa depravazione...!Allora gli amici della casa della
    carità avevano ragione quando mi dicevano che ci sono,in certi luoghi,
    i guardoni...!" Con tali pensieri e sentimenti,riprese il bus e tornò
    verso Borgo Pio,dove,giù in strada,incontrò la signora Pierina,che sta-
    va tornando,anche lei,verso casa.Così risalirono insieme la scalinata.
    Giunti alle loro porte,la donna lo invitò ad entrare."Entra,tanto,cosa
    dovresti fare in casa tua?Anch'io sto sola.Mio figlio è all'istituto e
    viene da me solo nelle vacanze festive ed estive!"-"Cioè,a Natale,a
    Pasqua e durante l'estate?"-"Si,proprio così.Nei periodi intermedi,vi-
    vo sempre da sola.Perciò entra che ci faremo un poco compagnia.Non ti
    pare che sia un'ottima cosa?" La signora,di origine abruzzese,era sta-
    ta sposata con un soldato russo,il quale,al termine della seconda guer-
    ra mondiale,l'aveva lasciata con il figlio da garantire,tornandosene
    al suo paese,cioè,in Russia.Ora lei lavorava presso una famiglia per
    riuscire a sbarcare il lunario,vivendo da sola con tutte le normali ne-
    cessità esistenziali.Siccome non tutti abbiamo lo stesso carattere,la
    stessa ferrea volontà,quel giorno,vedendo il giovane,forse da molto se
    lo coltivava con gli occhi e con il pensiero,carpì l'occasione,prenden-
    dola al balzo.Dopo averlo invitato ad entrare da lei e,dopo essere en-
    trati,chiuse la porta alle loro spalle,offrendogli la sedia per seder-
    si.Intanto lei si mise a spogliarsi,con il pretesto che,salendo,aveva
    faticato ed aveva sudato.Perciò doveva liberarsi dei vestiti,per stare
    meglio."Sai,quando sono in casa,mi metto sempre in libertà.E'così bel-
    lo stare in casa svestita...!Se anche tu ti sei accaldato salendo i tre
    piani,puoi metterti in libertà."-"Già vedendoti con il tuo bel corpo da
    signorina...,sei molto invitante...!se,poi,anch'io mi metto in libertà
    ...!"-"Cosa può accadere?Certamente cose che desideriamo e che ci fareb-
    be piacere mettere in pratica...!" dicendo le ultime parole con un sos-
    piro di desiderio,di bramosia,di angoscia,pensando che il giovane potes-
    se non condividere la sua necessità e bramosia!
    Con lo sguardo gli mostrò il suo letto,che,secondo lei,stava piangendo
    e soffrendo se non avesse potuto ospitarli...!Il giovane,amante delle
    belle donne e del loro bel corpo,se fosse stato apprezzabile,il corpo di
    Pierina era ben fatto e molto stimolante,avendo capito ogni cosa,la pre-
    se ed attirò a sè,accarezzandola nelle parti più delicate.Lei,purtroppo,
    non aveva bisogno di essere preparata...!Era già pronta e bolliva come
    la pentola di Papin.Era pronta a scoppiare e a presentare tutta la sua
    potenza e voluttà.Sentendo le mani di Pino lungo il suo corpo,si girò
    verso di lui e lo svestì completamente,trascinandoselo sul letto.Al che
    il molisano le tolse l'ultimo indumento,che da sola non s'era tolta,le
    mutandine di pizzo nero.Le si mise sopra e l'appagò e si appagò con ripe-
    tute penetrazioni.Più le faceva sentire la sua mascolinità e più lo strin-
    geva a sè e gemeva,guaiva,fremeva.Trascorsero così due ore di sesso sfre-
    nato.Dopo di che lui si alzò,lasciando lei felice e paga. "E' stato bel-
    lissimo.Non avevo provato mai tanto piacere,anche se l'ho fatto solo po-
    che volte con il padre di mio figlio...!Con te è stato molto diverso.Non
    ti so spiegare cosa ho provato di diverso...!E'stato estasiante,divino...!
    Però,ti prego,non fare sapere e capire nulla alla tua padrona di casa.Mi
    sembra che anche lei abbia un debole per te.Se viene a sapere che con me
    lo fai e con lei no...!Sai,non voglio guai nel vicinato.Qui ci sto bene.
    Sto al centro e pago molto poco.Meglio non potrei trovarmi,sia per il la-
    voro che per andare a trovare mio figlio all'Istituto."-"Non preoccuparti,
    non dirò nulla a nessuno.Il segreto resterà solo fra me e te.Mi farebbe
    piacere trascorrere la notte con te,però...!"-"Hai ragione.Sarebbe molto
    bello,però,domani mattina ti potrebbero vedere uscire da qui e allora non
    potremmo giustificare,dicendo che ti sei fermato a prendere una tazza di
    caffè e a fumare una sigaretta con me.Tu fumi?"-"Si,fumo.E tu?"-"Anch'io,
    di tanto in tanto,me la fumo una sigaretta,così,per distrarmi e disten-
    dermi sul letto...!Hai cenato?"-"No.Stavo pensando di farlo quando stavo
    tornando.Poi mi sono fermato da te e...!"-"Allora,ora preparo qualcosa e
    ceniamo insieme.Così nè tu e nè io ceniamo da soli." 
    Mentre il giovane si rivestì,in un batter d'occhio preparò la cena e ce-
    narono come due vecchi innammorati."Se non sbaglio,hai fatto l'amore sen-
    za fare attenzione.Se mi hai messa incinta?"-"Non ci sono problemi.Dentro
    ho uno scatolo di fialette per evitare problemi di gravidanze.Nello sca-
    tolo ce ne sono una ventina.Ne serve una al mese e per venti mesi...,po-
    trai stare tranquilla e farlo liberamente.Sai,è un nuovo prodotto ameri-
    cano che sono riuscito ad avere da un amico.Con te o con un'altra è la
    stessa cosa.Visto che ci troviamo,le fialette le uso per te e con te.Do-
    mani te le darò."-"Ora è quasi mezzanotte,è opportuno che tu vada via.
    Tanto l'amore l'abbiamo rifatto e per farlo ancora possiamo rimandare a
    domani.Domani è domenica e io non vado a lavorare.Tu,quando sarai sicuro
    che nessuno ti può vedere venire da me,suona con le nocche della mano e
    io ti apro e sei qui fra le mie braccia."-"D'accordo.Ora vado,buona not-
    te."-"Un momento,guardo prima se la scalinata è tutta buia,vuol dire che
    non c'è nessuno e tu potrai andare via tranquillamente senza alcun pro-
    blema." Così dicendo aprì con circospezione la porta,evitando di fare il
    minimo rumore.Visto che la luce della scalinata era spenta,disse,sotto
    voce:"Ora puoi andare.A domani." e richiuse,dietro al giovane,la porta
    della sua casetta,sempre senza fare il ben che minimo rumore.Pino,dopo
    qualche minuto,accese la luce delle scale.Prima aveva preso la precau-
    zione di scendere al piano di sotto,così nessuno,anche se lo avesse vi-
    sto,sarebbe stato in grado di pensare e capire ciò che aveva fatto.
    Rientrò nella casa,recandosi direttamente alla sua cameretta per metter-
    si a letto,visto che l'ora era abbastanza tardi!Una volta a letto ripen-
    sò a Pierina,all'incontro,che aveva avuto con lei e non potè fare a meno
    di dirsi:"Che fame arretrata,che aveva!Sembrava non appagarsi mai e non
    essere soddisfatta,di essere penetrata e di stringersi sempre con maggi-
    ore veemenza e passione!La prima volta sembrava una verginella al suo
    primo rapporto,poi...,divenne sempre più agevole e penetrabile.Si vede
    che da quando ha avuto il figlio,non l'ha più usata...!Se aspettava an-
    cora un poco,ci faceva nascere il muschio...!Meglio che abbia approfit-
    tato di me,così,stando qui,ogni qualvolta ci aggraderà,saremo pronti e
    disponibili.Poi,essendo sposata,ma non divorziata,può essere utilizza-
    ta senza alcun impegno ed obbligo!Sono stato veramente fortunato!C'è
    sempre il fatto che non sono io a scegliere,ma che sono,puntualmente,
    scelto e,quasi costretto,a fare il mio dovere di uomo...!Quasi violen-
    tato...!Oltre a Beatrice e alle altre,ci si è aggiunta Pierina a per-
    dere la testa per me...!"
    Con tali pensieri nella testa,si addormentò tranquillo,felice e rilas-
    sato così come non gli accadeva troppo spesso.
    Al mattino si alzò riposato e pronto a sollevare il mondo.Gli altri,
    pur essendo andati a letto molto presto,la sera precedente,erano anco-
    ra a letto a dormire o a poltrire.Evitando di fare rumore,fece colazio-
    ne,usò il bagno per le pulizie del mattino e si vestì.Dopo di che pen-
    sò,visto che la signora era uscita per andare a trovare una sua amica
    ad Ostia,senza fare rumore,uscì sul pianerottolo,picchiando delicata-
    mente sulla porta difronte,dove stava Pierina,che,pensando fosse lui,
    aprì in vestaglietta trasparente,che faceva vedere distintamente la sua
    mutandina,che a malapena le ricopriva la sua intimità."Entra,stavo pen-
    sando proprio a te." Richiuse subito la porta alle sue spalle,buttando-
    gli le braccia al collo,riempiendolo di baci in tutto il volto,prima di
    finire sulla sua bocca,con molta avidità."Allora ci hai preso gusto ie-
    ri sera!?Vuoi che si ricominci daccapo?"-"Se per te fa lo stesso,per me
    va bene.Il letto non si è lamentato,stanotte.Anzi,ha mostrato di aver
    gradito il doppio peso." Così dicendo gli tolse la camicia,dopo avergli
    sbottonato i pantaloni,che scesero da soli per terra.Pino non dovette
    fare altro che alzare i piedi e farli sfilare.Dopo la camicia gli sfilò
    la canottiera,incominciando a baciargli il petto villoso,dicendo:"Mi fa
    impazzire di piacere toccare il tuo petto con i peli,che lo ricoprono."
    ciucciandogli i capezzoli.Quando sembrò paga,si sedette sul bordo del
    letto e gli sfilò le mutande per accarezzarlo con molta delicatezza nel
    suo apparato riproduttore.Dopo di che si liberò anche lei dei suoi po-
    chi vestiti,che aveva avuto indosso durante la notte e se lo tirò sul
    letto per sentire il suo peso e il suo contatto e il suo corpo sprofon-
    darle dentro.Nel possederlo tutto,incominciò a gemere di piacere e sod-
    disfazione."Oh,che meraviglia!Che fortuna averti incontrato ieri sera
    per le scale!Come è bello!Mi sembra di essere in paradiso.Domani la gi-
    ornata di lavoro sarà molto più bella e interessante.Mi basterà ricorda-
    re questi momenti per non sentire il peso della fatica!Mi dispiace che
    domani sera ho l'appuntamento con la tua padrona di casa!e,forse,non po-
    tremo vederci!Però,fare l'amore con te è la cosa più bella che possa e-
    sistere!"-"Ci vedremo dopodomani sera.Non preoccuparti.Per una sera,non
    vedersi,non casca il mondo." Subito pensò che anche lui non era libero,
    aveva da incontrare Lellena,che lo avrebbe portato fra le solite fratte
    e lì si sarebbe posta in posizione prona per consentirgli d'infilarla,
    indifferentemente,davanti e dietro,alternativamente e ripetutamente...!
    Comunque,dopo aver lasciato Lellena,se Pierina fosse stata sola e dispo-
    nibile,si sarebbero potuti vedere e stare qualche altra ora insieme.Con
    tali pensieri si rivestì e,con circospezione,uscì,portandosi nella sca-
    linata,che lo portò fuori per Borgo Pio ed a passeggiare sotto il por-
    ticato di San Pietro.




              
         

                        Capitolo Ventunesimo.
    Allo studio incontrò Bianchi al quale chiese come fosse andata la serata
    a casa di Conte."Dopo poco che sei andato via tu,la festa terminò.Così
    sono andato via anch'io.Quando salutai il signor Conte,mi disse che ci
    era rimasto molto male perchè non aveva capito il motivo per cui non sei
    rimasto a festeggiare con tutti noi.Tu sei rimasto molto simpatico anche
    alle sue nipotine e sperano che la prossima volta ti fermerai!"-"Ma,allo-
    ra tu non hai capito nulla?Non ti sei accorto di nulla,di tutto ciò che è
    accaduto?"-"Scusami,ma,cosa avrei dovuto capire?Dimmi tutto,ora sono di-
    ventato curioso e sarei felice di sapere,la novità della serata che a me
    è sfuggita."-"Ebbene,sappi che quel dottore mi ha invitato perchè voleva
    ch'io avesse rapporti sessuali con quella donna.L'aveva fatta venire ap-
    posta.Il fatto in sè non dice nulla.Il bello,però,sta nel fatto che avrei
    dovuto farlo in sua presenza.Secondo lui,io avrei dovuto fare l'amore con
    quella donna e lui avrebbe dovuto assistere per godere assistendo."-"Al-
    lora è un guardone,eh!?"-"Purtroppo sono sicuro di si.Pensavo che fossero
    solo i vecchietti della zona di Monteverdi che vanno ad appostarsi dietro
    ai cespugli per guardare e masturbarsi,o godere nel vedere quando lo fan-
    no gli altri...!anche il nostro ex amico ha di questa malattia!Io,a tali
    condizioni non avrei fatto sesso neanche con una delle nipoti...!Preten-
    de che siano ancora verginelle,figuriamoci con quella quarantenne che,
    chissà quante ne ha fatte e se fa il mestiere...!"-"Valle a capire certe
    persone!Appaiono in un modo e poi sono tutt'altro...!"
    Terminarono perchè sulla porta era apparso il gran capo."Signor Pino,ven-
    ga,le voglio far vedere il prospetto dei prossimi conti,che dovrà fare."
    -"Ciao,a più tardi." Lasciò Bianchi e raggiunse l'ingegnere capo nel suo
    ufficio."Eccomi,ingegnere.Mi dica,cosa devo fare di nuovo?"-"Prima di o-
    gni cosa,mi devo rallegrare con lei per la sua bravura.Anche mia figlia
    si dichiara più che soddisfatta per la sua collaborazione.Lei non è faci-
    le alle simpatie.Lei,invece,signor Pino,l'ha veramente conquistata.Anche
    a tavola non fa che parlare di lei.Mio figlio,poi,quando le fece ridurre
    lo scafo dell'aereo dell'Air France,per il quale sta studiando di appor-
    tare delle modifiche migliorative,non fa che dire che lei può fare di
    tutto,non solo la contabilità...!"-"La ringrazio ingegnere."-"Non mi de-
    ve ringraziare.Lei,pur non essendo geometra,e,non avendo fatto studi te-
    cnici,è molto più bravo del geometra Bianchi.Le cose che fa lei non le
    dobbiamo controllare.Invece,quelle che fa il geometra Bianchi,siamo sem-
    pre costretti a rivederle,perchè c'è sempre qualcosa che non va." Pino si
    fece un pochino rosso in viso,essendo molto timido e riservato,ma,non ri-
    spose più nulla.Allora l'ingegnere:"Veda,questo è l'edificio della NATO
    che noi dobbiamo arredare e corredare dei servizi.Perciò il suo compito
    è quello di calcolare l'importo generale.Per completare il lavoro ha,a
    sua disposizione,un paio di mesi.Dopo dovrà preoccuparsi della base mis-
    silistica di Caserta per la quale deve fare gli stessi conteggi.A suo
    tempo le dirò il resto.Questi sono i disegni e i computi da sviluppare,
    rispettare e completare.Lei è molto bravo e al lavoro.Buon lavoro e se
    lo faccia con calma e tranquillità,senza patemi,c'è tempo." Gli consegnò
    i disegni e i computi da rispettare e andò via.Rimasto solo non potè fa-
    re a meno di pensare alla Beatrice,figlia dell'ingegnere."E'una gran
    bella ragazza e molto ricca.Strano che pensi a me con tanta dolcezza!E'
    molto lusingante e sembra quasi di comune accordo con tutta la famiglia!
    Comunque non voglio illudermi.Io sono un semplice dipendente del padre,
    che mi paga e molto bene.Questo lavoro non posso perderlo.Quindi,la sci-
    occhezza di essere licenziato,perchè mi metto a fare la corte alla figlia,
    non la farò nè ora e nè mai.Però mi piacerebbe averla fra le braccia e...!
    Sarebbe molto bello e interessante,specialmente quando mi guarda con quei
    suoi occhioni neri,pieni di voluttà e,mi sembra,di passione cocente!"
    Terminò il suo gradevole pensiero sentendo la voce di Bianchi che gli chi-
    edeva se gli avesse dato altro lavoro e con scadenza molto ravvicinata.
    "Il nuovo lavoro,che mi ha dato,lo posso disbrigare in un paio di mesi.Ad
    occhio e croce,massimo in un mese ce la faccio."-"Non essere frettoloso.
    Vacci con molta calma,tanto non ti darà di più,se finisci prima.Ti grave-
    rà di un nuovo lavoro.Lui ci guadagnerà dei milioni e a te non avrà dato
    neanche gli spiccioli.Pensaci.E' nel tuo interesse.Se non sbaglio,tu sei
    di sinistra.Allora devi senz'altro essere contro lo sfruttamento.Se tu ti
    affretti,consenti lo sfruttamento del tuo lavoro a vantaggio suo e non
    tuo."-"Hai ragione.E'giusto quello che dici.Però,se noi non facciamo il
    nostro dovere,sarebbe giusto essere licenziati.Se tu mi dici che il lavo-
    ro,che facciamo andrebbe retribuito diversamente,allora sono d'accordo con
    te.Ma,se mi chiedi di non fare il mio dovere,il lavoro per il quale sono
    stato assunto e che ho deliberatamente accettato,allora non sono d'accordo
    con te.Devo dissentire,perchè sarei un disfattista,un terrorista e uno che
    non sa mantenere fede agli impegni presi.Io mi ritengo una persona seria
    che mantiene fede agli impegni assunti."-"Ti prego,non fraintendermi.Vole-
    vo solo farti capire di non ammazzarti.Volevo influenzarti e sollecitarti
    a fare il lavoro con una certa parsimonia,tirando il fiato di tanto in tan-
    to.Tu stai sempre appiccicato a quei fogli e non alzi la testa neanche se
    una forte scossa di terremoto fa sobbalzare tutto il palazzo."-"Vedi,io son
    fatto così.Quando ho un qualcosa da fare,mi metto sotto e non sono tranquil-
    lo fino a quando non l'ho terminata.Sta nella mia natura.Non lo faccio per
    fare un piacere all'ingegnere,ma solo per soddisfare il mio io,me stesso per
    essere riuscito e bene a farlo in brevissimo tempo."-"D'accordo.Scusami,vo-
    levo solo farti entrare nell'ordine di idee del dipendente,che non ama es-
    sere sfruttato ingiustamente e impropriamente." Terminarono di parlare per-
    chè entrò Beatrice,che si avvicinò a Pino e gli chiese:"Posso stare qui con
    lei,o le dà fastidio?"-"No,si figuri...!Tutt'al più non può farmi che pia-
    cere,altro che fastidio!Forse lei si annoierà a guardarmi fare i conti con
    la calcolatrice e scrivere cifre su questi fogli!Per quanto mi riguarda,la
    presenza di una interessante persona,quale è lei,fa solo molto piacere,per-
    chè è molto gratificante.Tutt'al più ci potrà rimettere il lavoro,che po-
    trebbe procedere un pochino più lentamente...!Perchè,vuole o non vuole,qual-
    che parolina potrebbe sempre scapparci...!pensando a parlare,il lavoro an-
    drebbe avanti meno speditamente.Tutto qui,signorina Beatrice.Non le pare?"
    -"Ha perfettamente ragione,ma,per una volta,penso che si possa fare un'ec-
    cezione alla regola."-"E' proprio così.Tutti,durante il lavoro,fanno delle
    pause:chi per andare a prendere il caffè,chi per telefonare,chi per andare
    a fumare al bagno,ecc.,noi,per farci una chiacchieratina."-"Mi fa enorme-
    mente piacere notare che ci siamo capiti alla perfezione."
    Pino,così,incominciò a seguire un suo personale pensiero:"Beatrice,oggi,è
    venuta a farmi la corte.Io non posso impegnarmi.Mi sono già impegnato ad
    andare a Praga o a fine anno o all'inizio del prossimo.Due padroni non si
    possono seguire.Mi dispiace per Beatrice,che è una gran cara e splendida
    ragazza,con la quale dovrei solo pensare a fare seriamente...!Dovrei pensa-
    re,con lei,a mettere su famiglia!Oggi,come oggi,non ho nessuna volontà ed
    intenzione di prendere un impegno del genere!Per mettere su una famiglia,
    anche se trattasi di una ragazza ricca,molto ricca,come lei,dovrei sempre,
    anch'io,dare il mio contributo.Ora non sono nella condizione di poterlo da-
    re!" Poco dopo giunsero le dodici e trenta e la signorina Beatrice:"Grazie
    per la sua gradevolissima compagnia,ora devo andare.Mamma è venuta a chia-
    marmi per il pranzo.Non mi ero accorta che si erano fatte le dodici e tren-
    ta.Anche lei deve andare a pranzare.Arrivederci e buon pranzo."-"Buon pran-
    zo anche a lei signorina Beatrice e arrivederla.Devo dirle che mi ha fatto
    molto piacere la sua compagnia.Grazie" La ragazza andò via lasciando il
    giovane in un sospiro di sollievo.La sua presenza non lo lasciava indiffe-
    rente.Era una gran bella giovanetta e,alla sua età,gli ormoni si surriscal-
    dano facilmente con molto meno...!figuriamoci per la vicinanza di una gran
    bella donna,prosperosa,fresca e che manifesta disponibilità,oltre a un par-
    ticolare interesse...!
    Scendendo nell'ascensore,Bianchi si trattenne di commentare l'accaduto,per
    timore di essere sentiti da qualcuno della famiglia.Ma,una volta in stra-
    da:"Ora non dirmi che è una mia fantasia!?Tu sei scapolo ed io pure.Con me
    non è mai venuta a sedersi vicino e a parlarmi.Con te non trascura occasi-
    one per approfittare e poterti stare vicino come se foste due innammorati
    fidanzatini,prossimi al matrimonio." Per fortuna che i loro mezzi di tra-
    sporto erano già pronti e vi salirono,così la chiacchierata o considerazio-
    ni,che stava facendo il collega di lavoro,per forza maggiore dovettero ter-
    minare.Si salutarono,augurandosi il buon pranzo ed ognuno tornò al proprio
    rifugio.
    Pino,tornando a casa per prepararsi il pranzo,trovò sulla porta difronte la
    signora Pierina."Vieni.Ti stavo aspettando,così pranziamo insieme.Ho prepa-
    rato anche per te.Dal lavoro ho preso un permesso.Entra." Prima che potes-
    sero sedersi alla tavola per consumare il pranzo,i loro corpi si unirono in
    languidi e caldi amplessi per rifocillarsi in modo diverso:prima nei sensi
    e poi nella soddisfazione delle esigenze dello stomaco,che sembrò alquanto
    appagato e calmato nei suoi stimoli,dopo che quelli erotici erano stati ap-
    pagati e soddisfatti.Aveva provveduto a preparare gustosi manicaretti,che
    il giovane gradì moltissimo.Dopo un lauto pranzo è doveroso distendere il
    proprio corpo,che si sentì in dovere di riappiccicarsi a quello dell'altra
    o dell'altro.Rimasero avvinti fino alle sedici,quando il giovane molisano
    si rivestì per raggiungere il posto del suo dovere.E'stato sempre ligio e
    rispettoso dei propri impegni,anche se il pelo femminile lo ha spesso con-
    dizionato e sollevato.Comunque,Beatrice lo aveva stimolato fin troppo e
    Pierina,per fortuna,aveva provveduto a placare i suoi bollenti ardori gio-
    vanili!Ma,quale uomo,molto virile,non è attratto da una bella donna?così
    Pino,quando si presentava l'occasione di poter scoprire il basso ventre di
    una donna per poterlo unire al proprio,l'attrazione diventava inarrestabi-
    le e,solo dopo avere unito e congiunto i due corpi,si sentiva soddisfatto
    e idoneo a svolgere altri compiti...!
    Salito sulla circolare rossa per raggiungere Piazza Bologna,il molisano
    non potè fare a meno di ripensare alle parole del geometra Bianchi,anche
    se,difronte a lui era seduta una ragazza,che smaniava per farsi notare da
    lui.Di tanto in tanto scuoteva la sua camicetta,sbottonando e abbottonan-
    do un paio dei suoi primi bottoni della scollatura.Poi,non contenta,vis-
    to che il giovane non reagiva alle sue sollecitazioni,incominciò ad allar-
    gare e sollevare le gambe,alfine di mostrare la sua biancheria intima.Pi-   
    no,pur essendo assorto in tanti altri pensieri,notò che la ragazza indos-
    sava mutandine di manifattura ricercata e di colore nero.La giovanetta
    scese nei pressi del Verano,il cimitero monumentale dell'eterna città.
    Nell'avviarsi a concludere il proprio viaggio,trovò giusto salutare con
    un "Arrivederci,a stasera." Tale fatto scosse un poco il giovane molisa-
    no,che rispose:"A stasera" pensando:"Ma allora mi sta osservando da più
    giorni e sa anche i miei orari?!Non è da trascurarla.Mi sembra che sia ben
    fatta...!Ha un paio di cosce,che stimolano,e,parecchio...!A dire il vero,
    ha anche un bel corpo e sembra molto fresca e non scafata...!Avrà,si e no,
    la mia età.Dall'atteggiamento ha mostrato di tenere alla mia amicizia sia
    sbottonandosi la camicetta e sia,poi,nel mostrarmi la sua biancheria in-
    tima e salutarmi,andandosene!mi ha lasciato abbastanza sconcertato!" Do-
    vette porre termine ai suoi pensieri,perchè,per fortuna,era giunto alla
    sua fermata e,quindi,al suo posto di lavoro che raggiunse solo dopo pochi
    minuti.Entrando,incontrò di nuovo Beatrice,che sembrava lo stesse aspet-
    tando.Per fortuna,alle sue spalle comparve anche Bianchi e,insieme,prose-
    guirono per portarsi,Pino al suo tavolinetto e macchina da scrivere e il
    geometra al suo tavolo da disegno per continuare a riprodurre sul foglio
    lucido le bozze fatte dall'architetto.
    

        
   


                     Capitolo Ventiduesimo.
    Alle otto il giovane molisano riprese la circolare rossa in Piazza Bolo-
    gna per fare il percorso inverso,rispetto a quello del pomeriggio.Dopo
    solo dieci minuti,alla fermata del Verano salì la ragazza,che lo aveva
    salutato."Ciao,sei stanco?Hai lavorato molto?"-"E tu sei stanca?Il tuo
    lavoro ti ha gratificata o molto stressata,tanto da farti desiderare il
    letto?"-"Il letto lo desidero,ma non per dormirvi...!"-"Scusami,ma,se
    sei molto stanca per desiderare il letto,non so per cos'altro lo vorre-
    sti!?" Pino cercò di fare il finto tonto,di non capire cosa intendesse
    la ragazza,anche se aveva capito perfettamente! "Ma...,per starci in
    compagnia...!"-"Di chi?Ora mi hai incuriosito e parecchio.Su dimmi,di
    chi?"-"Ma,stai facendo il finto tondo?Non l'hai ancora capito?"-"Non
    sto facendo il finto tondo.E'che io e te non ci conosciamo,non so nean-
    che come ti chiami e tu ugualmente di me!"-"Ma,secondo te,per piacersi e
    desiderarsi è necessario conoscersi nel nome?"-"Hai ragione.Però puoi
    dirmi dove abiti,dove,adesso,scenderai!"-"Se sei d'accordo e ti fa pia-
    cere,posso scendere con te,dove scendi tu.Io mi chiamo Virginia."-"Pia-
    cere Virginia,di conoscerti.Io mi chiamo Pino e scendo alla fermata di
    Castel Sant'Angelo."-"Se ti fa piacere,scendo anch'io con te.Potremo fa-
    re una passeggiata fra i giardini,che circondano il grande carcere delle
    inquisizioni...!"-"Secondo te,mi dovrebbe dispiacere passeggiare fra i
    giardini deserti,con una bella ragazza,che ha buon gusto,per quanto ri-
    guarda la sua biancheria intima?Sarò felicissimo e gratificato di poter-
    mi accompagnare a te,mia cara.A dire il vero,siamo già arrivati,quindi,
    dobbiamo scendere adesso." disse le ultime parole,allungando la mano,che
    la ragazza gli prese con vigore,lasciandosi trascinare,quasi,fuori dal
    mezzo pubblico di trasporto urbano.Sempre tenendosi per mano si avviaro-
    no verso l'ingresso del fossato del castello.La ragazza non fece nessuna
    dimostranza per la strada intrapresa.La strada era deserta e poco prati-
    cata se non dalle coppie.Evidentemente aveva capito e bramava andare in
    un luogo riservato e dove non avrebbero incontrato nessuno.Erano quasi le
    ventuno,orario particolare.Chi era in casa,ci stava per la cena e chi non
    c'era,cercava di precipitarvisi per la stessa cosa.In giro,per certi luo-
    ghi,a quell'ora,era impossibile incontrare anima viva.Il giovane conosce-
    va molto bene sia il luogo che le abitudini dei romani.Tenendola sempre
    per mano,la condusse nella parte opposta all'ingresso.Era il luogo più
    tranquillo e sicuro,dove nessuno li avrebbe potuti vedere da un qualsiasi
    osservatorio e disturbarli.Giunti al posto,che il giovane aveva scelto,si
    fermò,guardando,per un attimo,fisso negli occhi Virginia,dopo di che l'at-
    tirò a sè,cingendola in un abbraccio poderoso,che non lasciava scampo e
    la baciò sulla bocca.La ragazza sembrò non attendere altro.Era lì,con la
    bocca spalancata,mostrando di non aver baciato mai e di non essere stata
    mai baciata e stretta a sè da un uomo.Pino pensò:"Questa è alla sua prima
    esperienza come Gina!Le devo insegnare persino a baciare,oltre che a fare
    sesso...!" continuando a baciarla,le infilò la lingua nella bocca per toc-
    care la sua.Poco dopo Virginia reagì,smaniando,ed emanando un sempre mag-
    giore calore.Il calore della potenza della sua giovinezza,che inebria e fa
    uscire scintille da tutti i pori del proprio corpo.Baciandola le sbottonò
    la camicetta,sfilandogliela dalla gonna.Notò che non reagì negativamente,
    ma che gli ultimi sviluppi la rendevano felice,perchè aveva capito e desi-
    derava si realizzasse tutto ciò a cui si stava andando incontro.Allora,con
    decisione,la distese sulla soffice erbetta,distendendosi,contemporaneamen-
    te,sopra di lei.Se prima s'era lasciata abbracciare,ora era lei a stringer-
    lo fortemente,con impeto al suo seno.Con calma,sempre baciandola,l'uomo in-
    cominciò a denudarla.La camicetta gliel'aveva già sbottonata per poterle
    baciare i capezzoli,poi le tolse la gonna,per accarezzarle le cosce con una
    mano e con l'altra,pensò,con molta perizia,era espertissimo,le tirò giù le
    mutandine,abbassando le sue.Quando Virginia sentì il caldo corpo nudo del
    giovane vicino al suo,fu felicissima che aveva sfilato anche a lei,le mu-
    tandine di pizzo nero,che aveva mostrato nel pomeriggio."Oh,come è bello
    starti appiccicata e sentire il calore del tuo corpo,che riscalda così pia-
    cevolmente il mio!" rispondendo con sempre maggiore passione ai baci.La po-
    sizione...,non poteva non consentire una conclusione diversa.Quasi come
    sollievo,la ragazza si sentì penetrare,emettendo solo un gemito di profon-
    do piacere e un sospiro molto significativo che voleva dire:Finalmente l'ho
    fatto!stringendo con sempre maggior forza l'uomo al suo corpo,per mugolare
    di gioia e di passione appagata.Furono attimi di estremo abbandono.Al ter-
    mine del loro primo rapporto:"Grazie,per avermi portata in paradiso.E'sta-
    to bellissimo,divino,indimenticabile!"-"Ma tu non l'avevi fatto mai?"-"No.
    Non l'avevo fatto mai.Si,è la prima volta ed è stato,veramente,straordina-
    riamente bello.Proprio indimenticabile,così come lo sei tu.Non avrei mai
    desiderato farlo con un uomo diverso da te,che non fossi tu.Di nuovo gra-
    zie per avermi dato tanto piacere e per avermi fatta diventare donna!Ora,
    però,è meglio andare.Non posso fare tanto tardi.A casa posso sempre dire
    di avere avuto un contrattempo in biblioteca,non facendo capire a nessuno
    la mia grande gioia e felicità,per avere fatto l'amore con te!" Si alzaro-
    no e il giovane le diede dei fazzolettini di carta per farla pulire.La
    stessa cosa fece per sè,spostandosi un poco per urinare.
    Ricomposti,sono tornati sulla strada,dove la ragazza riprese la circolare
    per tornare alla sua casa.Si salutarono con un "Ciao.A domani."
    Erano le ventuno e trenta quando Pino rientrò nel portone del palazzo del-
    la sua camare.Salì la scalinata con una certa fretta.Aveva fame.Alla sua
    età si mangia...,così rientrò e tracannò la cena,che aveva preparato la
    mattina,come se avesse presentito di non poterlo fare nel pomeriggio.Man-
    giò un panino al prosciutto e poi un altro con il caciocavallo.Concluse
    la cena,mangiando una mela golden.Alla fine si disse:"Ora si ragiona me-
    glio con lo stomaco pieno.Adesso posso anche ricominciare con Pierina...!"
    Prima che potesse mettere in pratica il suo proponimento,fu chiamato da
    Angelo,un giovane ternano,che si trovava a Roma per disbrigare alcune pra-
    tiche,che riguardavano la sua famiglia.Era lì da tre giorni e,quando pote-
    va,gradiva chiacchierare con Pino del più e del meno,come si dice."Pino,
    Pino,ci sei?Non ti disturbo?Vorrei parlare un poco con te.Lo sai che mi
    fa molto piacere discutere di politica e di calcio con te."-"Sono qua.Se
    aspetti qualche attimo,esco e parliamo.Sto finendo di cenare."-"Ma,allora
    hai fatto tardi anche stasera?Ieri sera non ti ho visto per niente!"-"Ho
    avuto da fare.Sono stato fuori con degli amici,che sono venuti dal mio Mo-
    lise." Sapeva di aver detto una bugia,ma non poteva dire la verità!Doveva
    tenere segreta la sua nuova relazione con Pierina.Se si fosse saputa,ci
    sarebbe stato un putiferio,che lui doveva evitare,sia per sè che per sal-
    vaguardare la stessa Pierina! "Eccomi.Di cosa vuoi parlare?Di calcio non
    andiamo d'accordo,perchè tu ti sei fossilizzato nella tua ternana.Io,in-
    vece,sono tifoso della squadra napoletana.Di politica,neanche è il caso,
    perchè tu condividi il dopoguerra ed io no.Nel senso che per te,gli ame-
    ricani ci hanno portato la civiltà.Per me gli americani sono venuti a co-
    lonizzarci,togliendoci la libertà e la dignità di uomini.Hai visto mai
    che il capitalista sia sceso a compromessi con la povera gente?Se ciò che
    dico non corrispondesse a verità,noi non dovremmo avere sul suolo italico
    i tanti soldati americani,con i missili a testata nucleare.Non dovremmo a-
    vere,nei punti più strategici del nostro suolo,basi militari americane.Ve-
    di Napoli,Genova,La Spezia,Taranto,ecc.ecc."-"Hai ragione,e noi cosa pos-
    siamo fare?"-"D'accordo che non possiamo fare nulla,ma osannarli e rite-
    nerli dei benefattori di civiltà e portatori di democrazia...!Quelli non
    sanno neanche cosa significhi civiltà,libertà e democrazia.Perciò non si
    può dare ad altri ciò di cui si ignora l'esistenza,mio caro Angelo.Ora
    scusami,sono stato tutto il giorno rinchiuso in ufficio,ho bisogno di fa-
    re due passi per il quartiere.Ciao" Uscì,lasciando a bocca aperta il mal-
    capitato Angelo.Dopo aver chiuso la porta scese la scalinata per un pia-
    no,dopo di che risalì per picchiare delicatamente dietro alla porta del-
    l'appartamento di Pierina,che sembrò attenderlo,perchè subito l'aprì.Il
    giovane entrò e si trovarono subito nelle braccia l'uno dell'altra,finen-
    do fra le lenzuola già calde,che avevano ospitato fino ad allora la donna.
    Fino a mezzanotte i loro corpi si sono ricercati e penetrati con avidità.
    Alle ventiquattro,come per incanto,si sono rivestiti,anzi,il giovane si è
    rivestito per tornare nella sua stanzetta dell'ultimo piano,per far ripo-
    sare le sue stanche membra.Una volta a letto,felice e soddisfatto,dappri-
    ma incominciò a rivedere l'atteggiamento di Virginia.La ragazza,non solo
    gli aveva fatto la corte,per quanto fu lei a volerlo suo,e come se lo fece.
    Pino era stato scelto,e lui non ha dovuto fare altro che accontentarla.Ri-
    vedere la conclusione,gli dava una certa soddisfazione di uomo,di amante
    latino.Il suo corpo era stato bollente,bruciante,non facilmente dimentica-
    bile.Poi c'era stato l'altrettante corpo bollente di Pierina.Non potè non
    pensare e rivedere,con il ricordo,le carezze di Beatrice,che gli aveva
    fatto sulle mani.Con tale ricordo si addormentò.Al mattino si alzò riposa-
    to e pronto per poter sopportare altre simili fatiche.Anche il lavoro non
    lo spaventava,ma lo gratificava.Era contento di tutto,di come andava avan-
    ti la sua vita."Oggi è venerdì",si disse,preparandosi per uscire,"domani
    ho l'appuntamento per andare a pranzo con l'ambasciatore...!Mi sono impe-
    gnato e,anche se ora sto bene qui,devo andare a fare esperienza nel suo
    paese.Lì,mi ha detto,che le donne hanno una fame di uomini...!Gli uomini
    sono molto freddi e si ricordano della moglie una volta al mese...!Bella
    cosa per una donna,che ha bisogno giornalmente...!" Con tali pensieri per
    la testa si preparò ed uscì per prendere la sua circolare e raggiungere Pi-
    azza Bologna per mettersi alla sua scrivania.Vi giunse,quasi atteso da Bea-
    trice,che,nel vederlo si sentì piena di gioia e contenta di continuare o
    iniziare la sua giornata:aveva visto l'uomo del suo cuore!quello che al so-
    lo pensarlo le dava una carica unica e particolare.Il pensiero di lui le
    dava una carica,la rendeva frizzante,buona e disponibile a tutto.Pino,dopo
    averla salutata,imboccò la porta dello studio dove si trovava il suo angoli-
    no di lavoro e lo raggiunse.Poco dopo appena dieci minuti,giunse anche Bi-
    anchi,che,salutatolo,si pose al suo tavolo da disegno per procedere stanca-
    mente nel suo lavoro.
    In una mattinata squallida le ore sembravano non passare mai.I due giovani
    erano intenti a svolgere i propri doveri,mentre fuori si stava per conclu-
    dere l'estate.Le rondini continuavano a sorvolare fra le grondaie,e gli al-
    tri volatili a cinquettare,sorvolando fra i propri nidi e il fogliame di
    qualche albero o sui tetti delle case vicine allegri e felici per essere li-
    beri,senza vincoli alcuni.In una simile realtà i due giovani,di tanto in
    tanto,per sgranchirsi il cervello,le gambe e la lingua,si univano in una
    breve chiacchierata,per commentare il tempo,che,inesorabilmente,stava pas-
    sando o per discutere su qualche fatto eclatante.Non si attardavano mai per
    evitare d'incorrere in un richiamo del principale.Solo dopo pochi minuti di
    svago tornavano ai propri impegni per completare i lavori,che avevano avuto
    in consegna.In una pausa simile,Pino,"Sai cosa mi è capitato ieri sera?"-
    "Dimmi,tu m'incuriosisci sempre di più.Cosa ti è successo?"-"Tornando a ca-
    sa,però prima,venendo qui,una ragazza sulla circolare mi guardò intensamen-
    te.Guardandomi si sbottonava la camicetta.Poi,non contenta,ha incominciato
    a divaricare le gambe,molte belle,fino a mostrarmi le sue bellissime mutan-
    dine di colore nero,di buon gusto,di marca e firmate!"-"Tutto qui?"-"No.La
    cosa non è finita lì.Ieri sera,quando è salita al Verano,mi si è avvicina-
    ta,salutandomi con un sorriso accattivante.Tu,al posto mio,cosa avresti
    fatto?"-"L'avrei abbordata."-"Invece lei ha abbordato me.Così ci siamo pre-
    sentati e dopo poco è scesa alla mia fermata,davanti a Castel Sant'Angelo."
    notando che Pino si stava fermando,non continuando con sollecitudine a rac-
    contare,perchè era come se stesse rivivendo i momenti...,"Allora?Come è an-
    data?Su,dai,racconta.Mi fa molto piacere sentire il seguito."-"In conclusio-
    ne,scendemmo,tenendoci per mano.Sempre tenendoci per mano,siamo andati a
    passeggiare nel fossato,che circonda il maniero e..."-"E,cosa?"-"Lì mi si
    è attaccata,finendo per darmi la sua verginità.Non si è scomposta minima-
    mente.Lo ha fatto con una naturalezza non comune e non normale!Mi ha lascia-
    to meravigliato e perplesso.Ancor più ora che ci ripenso.Ora che ripenso a
    come si siano svolti i fatti...!Non riesco a capacitarmi che sia veramente
    accaduto...!"-"Non farti sentire dalla tua Beatrice...!Se ti sente che fai
    di queste cose,quella ti ammazza...!Avresti dovuto capire che è pazza di te,
    peccato che non lo sia di me...!Non puoi immaginare quanto io ti invidia,
    mio caro amico...!" disse la sua esternazione con un profondo sospiro.Bianchi
    si era,finalmente,confessato...!



      


                      Capitolo Ventitreesimo.
    Alle quattordici in Piazza Cavour,alle spalle del Vaticano,incontrò
    l'ambasciatore della Repubblica Cecoslovacca.Insieme andarono al ri-
    storante,che si trovava nella parte opposta del piccolo Stato autar-
    chico,asservitore delle menti e depredatore delle borse altrui.
    Quasi due volte al mese s'incontravano per chiacchierare insieme e
    per fare progetti che riguardavano il futuro del giovane molisano.
    "Sa,quando raggiungerà Praga,lei prima cercherà d'imparare la lingua
    e poi frequenterà la nostra università.I nostri corsi di studi sono
    organizzati alquanto diversamente da quelli italiani.Lei,per esempio,
    che vuole prendere ingegneria meccanica,contemporaneamente dovrà fare
    anche pratica meccanica presso una delle nostre industrie.Sa,la teo-
    ria,senza la pratica,mal si abbinano.Perciò lei andrà lì anche per
    lavorare in un'industria meccanica del basso Stato."-"Be,se è questo
    il programma,mi sta bene.Lei sa che amo il rispetto degli impegni pre-
    si,sia da parte degli altri che da parte mia.Stia tranquilla che non
    verrò meno alla mia parola.Farò esattamente tutto ciò che stiamo con-
    cordando e stabilendo insieme.Solo,mi dica,quando dovrei partire?"-
    "Quando sarà che dovrà partire,ancora non lo so.Lei si tenga sempre
    pronto.Delle nostre conversazioni,sa che non deve parlarne con nessu-
    no.Esse sono un segreto fra noi.Dobbiamo esserne a conoscenza solo
    noi due e nessun'altra persona."-"Va benissimo.Stia tranquillo,io non
    ne farò parola con nessuno,neanche con mio fratello,che sta a Campo-
    basso e con il quale mi condivido ogni piccolo pettegolezzo,ogni ine-
    zia della nostra vita!"
    Pranzavano come due fidanzatini e al termine ognuno tornava per la pro-
    pria strada.Ogni fine mese gli dava le quindici mila lire,quasi a gra-
    tificarlo per le chiacchierate,che facevano da buoni e vecchi amici,an-
    che se ciò non era e non sarebbe stato mai per tanti ovvi motivi:la
    mentalità,la cultura,il vissuto,la sicurezza politica e sociale.E poi,
    non taciuto il fatto che il signor ambasciatore,pur appartenendo ad un
    paese cosiddetto socialista,in pratica si sentiva al di sopra degli al-
    tri e come tale si comportava!
    Dopo ogni incontro con l'ambasciatore il giovane rimaneva sconcertato,
    però aveva dato il proprio assenso e,anche se era arrivato a dissenti-
    re,da buon ficcanaso,decise di continuare,di andare fino in fondo.Alla
    curiosità si aggiungeva la relazione con Lellena,che stava diventando
    sempre più invadente nella sua vita.La donna aveva deciso di entrare
    nell'esistenza del giovane in modo totale.Voleva diventare la sua donna
    fissa e definitiva.In poche parole,voleva diventare sua moglie!E,come
    può un passero,una rondine,nati liberi,lasciarsi irretire senza pensa-
    re ad autolesionismo?Continuò a frequentare la donna sarda,accontendan-
    dola e soddisfacendosi in ogni modo,senza minimamente far trapelare le
    sue vere intenzioni.Non ostacolò il suo progetto di coinvolgere il Pre-
    sidente Nazionale delle A.C.L.I.,Ente paraclericale.Secondo Lellena,il
    suo vecchio amico e paesano,avrebbe dovuto trovare una sistemazione al
    giovane molisano per poterlo convogliare,secondo lei,a giuste nozze...!
    Pino aveva già una sistemazione,trentamila mensili erano parecchie...!
    ma non gli bastavano,perchè voleva continuare a volare da libero uccel-
    lo,nello spazio infinito.La sera,mentre raggiungevano la fratta,la sie-
    pe o il fossato dove effettuare del libero sesso,lei gli raccontava i
    progressi del suo amico Presidente,che si stava prodigando e impegnando
    a trovargli un impiego statale o parastatale.Il giovane faceva finta di
    essere contento per la soluzione,che sembrava si dovesse realizzare a
    giorni.Si stava sempre più avvicinando."Sai,mi ha detto che non passerà
    molto e ti chiameranno!"-"Si?Sono molto contento.Vuol dire che termine-
    rò di andare in giro in cerca di lavoro!" A lei faceva credere di esse-
    re ancora e sempre dissocupato.Tanto è vero che gli disse di recarsi dal
    Presidente dell'I.N.A.che cercava un impiegato.Sempre per curiosità,si
    presentò all'appuntamento per sapere di cosa si trattasse.Quando fu ri-
    cevuto si presentò:"Sono qui",disse,"perchè mi è stato detto che lei,
    signor Presidente,cerca una persona di fiducia."-"Si,ha ragione.Venga."
    -"Si,però,desidero sapere cosa dovrei fare.Di cosa,in effetti,si tratta,
    prima di continuare a farle perdere del tempo prezioso!Desidero sapere
    quali sarebbero le mie manzioni."-"Non si preoccupi.Posso stare un poco
    con lei a parlare.Si tratta,niente di più e niente di meno,che di fare
    la persona di fiducia mia,ma,soprattutto di mia moglie.In poche parole,
    dovrebbe venire a vivere con noi,in casa nostra.Per stare tutti insieme
    sia di giorno che di notte...!Noi viviamo soli.Non abbiamo figli e la
    solitudine non la sopportiamo!"-"Si?Vi farò sapere,ci devo pensare." e
    andò via,rendendosi conto che il suo compito era e sarebbe stato quello
    di accontentare...,nelle loro varie esigenze,moglie e marito...!Andando
    via pensò:"Bella depravazione...!Non hanno avuto figli perchè lui...,e
    ora cercano chi li possa soddisfare entrambi?!" Con disgusto cambiò pen-
    siero,raggiungendo Via Borgo Pio,recandosi a rifuggiarsi fra le braccia
    di Pierina,per sentire il piacere,che possa dare una calda donna abruz-
    zese,amante del sesso sfrenato,a differenza dei due vecchi rincitrulliti
    e depravati,come il Presidente dell'INA e sua moglie!Dopo essersi conso-
    lato a dovere fra le braccia della mora abruzzese,rientrò in casa per la
    cena.Appena fu dentro gli riferirono di aver ricevuto una tefonata da Cam-
    pobasso e di ritelefonare con urgenza,perchè il fratello aveva da dargli
    una notizia molto importante.Così chiese il permesso alla signora e tele-
    fonò a Mauro per sapere cosa fosse successo."Ciao Mauro,che c'è di tanto
    urgente?"-"Ciao Pino,ho saputo che nostro padre sta facendo i documenti
    per raggiungere Carmelina,la sorella sposata e che si trova in America.
    Penso che partirà,quasi certamente,verso la metà di novembre.Sono sicuro
    che lo vorrai accompagnare a Napoli,quando dovrà imbarcarsi."-"Senz'altro.
    Hai fatto benissimo a telefonare per informarmi e dirmi come stanno le co-
    se.Così potrò organizzarmi ed essere a Bonefro e accompagnarlo all'imbarco
    a Napoli.Ti ringrazio.Ciao e buona notte.Saluta anche Gilda da parte mia"-
    "Ciao,volevo anche dirti che Melina ti saluta tanto e che le manca moltis-
    simo la tua amicizia.Ha detto che non le hai scritto nemmeno una cartolina
    da quando sei rimasto a Roma."-"Dille che sono troppo impegnato,perciò non
    ho tempo di pensare ai ricordi del passato.Ricordi,che sono morti e sepol-
    ti per sempre.Eppoi,l'ha voluto lei...!Ciao,buona notte e saluta anche Gil-
    da." Terminata la telefonata si disse,con una certa preoccupazione:"Allora
    devo preoccuparmi anche di questo particolare!Speriamo che non dovrò parti-
    re prima di lui!" Con tali pensieri,si mise a letto e fece un lungo,profon-
    do sonno ristoratore,visto che l'indomani,lunedì,si tornava al lavoro.
    La mattina,come al solito,si alzò alle sette,fece colazione e le pulizie
    del mattino.Mentre era in bagno tornò col pensiero a Lellena "Che mangiatri-  
    ce...!" si disse."Per fortuna che è impegnata tutta la settimana e che pos-
    siamo vederci solo il giovedì sera e la domenica pomeriggio...!Altrimenti
    sarebbe capace di inguaiarmi davvero...!mangiandomi completamente...!" Ter-
    minato le pulizie,si vestì ed uscì per prendere,puntuale,come un orologio
    svizzero,la circolare,che lo avrebbe portato e riportato da Piazza Bologna.
    Per fortuna o sfortuna,non incontrò mai più Virginia,che,in fondo,avrebbe
    gradito riportare nel fossato di Castel Sant'Angelo...!La sua verginità,da-
    ta con tanta disinvoltura e naturalezza,come se fosse stata una cosa norma-
    le da farsi e in quel modo,l'aveva lasciato alquanto perplesso e pensieroso.
    Il fatto lo mise nella condizione di ritornarci spesso con il pensiero.Ma,
    alla fine,si disse che sarebbe stato preferibile pensare di non incontrarla
    mai più.Sarebbe stato molto meglio,molto più saggio,perchè così non si sa-
    rebbe dovuto preoccupare delle possibili conseguenze.Il corpo di lei non si
    fece dimenticare tanto facilmente.Perciò la mattina,il giorno e la sera e-
    ra sempre attento a guardare se la ragazza fosse anche lei sulla circolare.
    Nel caso,si sarebbe fatta viva,avvicinandolo...,invitandolo per un altro
    particolare incontro.Per fortuna sua non la incontrò mai più,anche perchè,
    verso la metà di gennaio,il giovane molisano cambiò aria,partì per lidi ol-
    tre le Alpi per raggiungere la Cecoslovacchia e Praga.




          

                     Capitolo Ventiquattresimo.
    Come al solito Pino raggiunse il suo posto di lavoro.Il sabato mattina
    aveva concluso i conti relativi alla costruzione della caserma.Per per-
    dere un poco di tempo,per evitare di annoiarsi,stando senza fare nulla,
    l'inoperosità gli dava fastidio e non era il suo forte,si mise a rigu-
    ardare i fogli e a riordinarli,in attesa che giungesse l'ingegnere pa-
    dre.Verso le nove e trenta il capufficio si presentò nella stanza,e,do-
    po avere salutato cordialmente il giovane molisano,gli chiese:"Ha biso-
    gno di molto altro tempo per completare il computo,che le ho dato da
    fare?"-"No.L'ho terminato ed è pronto per la consegna.Ecco il fascico-
    lo al completo."-"Molto bene.Allora posso darle i documenti dell'altro?"
    -"Certo.Sono a sua completa disposizione,ingegnere." Allora il vecchio
    ingegnere prese il fascicolo,lo guardò con molta attenzione,dopo di che:
    "Lei è stato molto bravo.Mi fa piacere d'averla qui con noi."-"Grazie.
    Anch'io sono molto contento di lavorare qui,con lei,nel suo studio."-
    "Bene.Allora vado a prenderle il nuovo lavoro,che è molto più delicato.
    Non c'è bisogno che mi raccomandi a lei!Solo,devo dirle che ho bisogno
    di averlo completato entro la metà del mese prossimo,del mese di dicem-
    bre.Per tale data deve essere completato,perchè lo dobbiamo consegnare
    per la sua realizzazione."-"Farò del mio meglio.Stia tranquilla,inge-
    gnere.Se sarà necessario,posso fare il lavoro anche oltre l'orario."-
    "Non c'è bisogno.Con la sua capacità,lo farà nel normale orario di la-
    voro.Sono sicuro che lo terminerà prima della scadenza.Questo è l'inte-
    ro fascicolo.Se ci sarà qualcosa di poco chiaro,me lo faccia sapere e
    la vedremo insieme.Per ora,buon lavoro e si guardi tutto con molta cal-
    ma,senza fretta." e andò via.Il giovane si mise subito al lavoro.Si
    trattava di calcolare il costo degli impianti idrici,elettrici,telefo-
    nici e sanitari della base missilistica di Caserta della NATO in Ita-
    lia.Il suo compito era quello di suddividere le spese in ordine ai ser-
    vizi da realizzare.La spesa complessiva non doveva superare i cinquecen-
    tomilioni di lire.Il costo di tali impianti,in rapporto all'intera cos-
    truzione,doveva essere limitato a tale somma.A fine novembre aveva ter-
    minato tutti i calcoli,rientrando,perfettamente,nella somma stabilita.
    Aveva bisogno solo di riordinare le varie spese e mettere il tutto in
    bella copia da poter consegnare per il contratto definitivo.Il giovane
    era soddisfatto per essere in anticipo di una quindicina di giorni...!
    Verso i primi giorni del mese di dicembre fu chiamato dal fratello per
    la partenza del padre.Così fu costretto a rivolgersi all'ingegnere per
    chiedergli il permesso di assentarsi per qualche giorno."Dovrei andare
    a casa,al paese,signor ingegnere,perchè mio padre deve partire per rag-
    giungere la prima figlia sposata che trovasi in America!"-"Si,può anda-
    re tranquillamente e stare fuori una settimana.Basta che rientra per
    il quattordici!può andare tranquillo.A proposito,ha terminato la conta-
    bilità dell'ultimo lavoro,che le ho dato?"-"Si,l'ho completato,deve so-
    lo essere messo in bella e posto in fascicolo.I calcoli sono stati com-
    pletati."-"Allora vada e faccia tanti auguri a suo padre da parte nos-
    tra e che faccia un ottimo viaggio.Anche a lei buon viaggio e arriveder-
    ci." Pino ringraziò e andò via per raggiungere il fratello e la sorel-
    la per andare insieme a Bonefro.Arrivò a Campobasso alle ore ventidue.
    Prima aveva telefonato per informare che tornava e all'ora in cui sa-
    rebbe arrivato.Giunto a Campobasso,alla fermata delle corriere dello
    INT trovò Mauro ad attenderlo.I due fratelli si abracciarono felici di
    ritrovarsi in ottime condizioni di salute.Sottobraccio raggiunsero la
    loro casa di Via Principe di Piemonte,dove Gilda li stava aspettando
    con la cena pronta per essere consumata."Oh,finalmente siete arrivati!
    Pensavo che non arrivaste mai!Vi siete senz'altro fermati a chiacchie-
    rare e a raccontarvi le vostre continue avventure...!" Abbracciandosi
    con il fratello,"Su,venite,la cena è pronta e sono sicura che siete
    affamati tutti e due.Non facciamola raffreddare." Così si sedettero a
    cenare e a raccontarsi le novità del giorno."Sai",continuò Gilda,"nos-
    tro padre ci lascia e raggiunge la sua figlia prediletta.Si vede che
    per lui conta solo lei,che si chiama come la sua defunta madre!"-"Ti
    sbagli,cara sorella.Io sono sicuro che ci vuole bene tutti e allo
    stesso modo,senza distinzioni.Anch'io pensavo che non mi volesse bene.
    Invece,hai visto lo scorso anno come è stato felice quando sono tor-
    nato a trascorrere con voi il Natale?"-"Si,perchè tu sei il primo fi-
    glio per il quale tutti sono disposti a farsi in quattro...!" aggiun-
    se Mauro."Ma si può sapere da che cosa è dovuta questa vostra gelosia?
    Io proprio non vi capisco.Ogni qualvolta qualcuno di noi non è stato
    bene,i nostri genitori si sono preoccupati allo stesso modo.Si son
    fatti in quattro per farci guarire e indifferentemente,sia se si trat-
    tasse di me che di uno di voi due.Perciò,vi prego,smettetela con que-
    sta gelosia,che non porta da nessuna parte e che vi fa stare solo ma-
    le e non vi fa vivere tranquillamente,così come dovreste.Allora doma-
    ni,a che ora vogliamo partire?Tu,Gilda,hai ottenuto il permesso o lo
    devi ancora chiedere?"-"Tutto apposto,possiamo partire domani mattina
    alle sette per essere all'altra casa alle nove."-"Allora,adesso an-
    diamo a dormire.E' passata la mezzanotte."
    Pino,mentre era allungato sotto le coperte,la temperatura a Campobasso,
    ai primi di dicembre,è già molto rigida.Il freddo si fa sentire con
    tutta la sua forza e penetra facilmente nelle ossa.Così rannicchiato,
    ripensò al viaggio,che aveva fatto e ai ricordi,che lo avevano accom-
    pagnato.Infatti,nelle tre ore da Roma a Campobasso,rincantucciato nel
    suo sedile,aveva ripensato alla marcia della pace,alla quale aveva par-
    tecipato lo scorso anno da Roma ad Assisi.Era stato sollecitato a par-
    teciparvi da suor Malia.Così aveva avuto l'opportunità di ammirare le
    meraviglie della basilica di San Francesco e di Santa Maria.Pino ha
    sempre amato l'arte,anche se,quando il dottor De Paola gli offrì la
    possibilità di fare delle ricerche archeologiche fra i ruderi del Ca-
    stello Monforte,rifiutò.Rifiutò perchè gli avrebbe tolto la possibi-
    lità di raggiungere la città eterna e di lasciare la mediocrità del
    capoluogo molisano!Ricordò che camminarono tutta la notte e che non
    si era stancato per niente.Il suo organismo era molto bene allenato
    a camminare e a correre.Ricordò anche il viaggio per Orvieto,dove am-
    mirò ugualmente il Duomo con la sua facciata,che resta facilmente im-
    pressa nel cervello per i suoi rosoni ed esposizione.Nella stessa oc-
    casione fu portato ad ammirare la cascata delle Marmore che apprezzò
    per la sua spettacolarità e maestosità nel riversare le sue acque nel-
    la vallata.A Fiuggi,a Tivoli,a Frascati e a Bracciano ci andò con Lel-
    lena nelle domeniche in cui era libera.Fu così che ammirò le cascate,
    le cascatelle e i meravigliosi viali di quelle ville.La stanchezza e
    le coperte molto calde lo portarono,dopo poco,fra le braccia di Mor-
    feo,riposandosi e distendendosi in una ricarica necessaria,anche se,
    alla sua età,non è vitale,perchè l'organismo è ancora nella rigenera-
    zione dei propri tessuti.Al mattino,alle sei si alzarono tutti e tre.
    Fecero colazione e alle sette meno cinque erano alla stazione,con i
    biglietti in mano,pronti e in attesa della littorina,che doveva arri-
    vare da Isernia e proseguire per Termoli.Arrivò con un notevole ri-
    tardo.Doveva essere a Campobasso per le sei e quarantacinque,invece
    arrivò alle sette e dieci.Attesero che i viaggiatori scendessero,qu-
    elli che dovevano raggiungere il capoluogo molisano,e salirono a
    prendere posto.Il mezzo era vuoto,ma si riempì in un battibaleno di
    pendolari.Chi andava a fare scuola come insegnante e chi raggiungeva
    il posto di lavoro,perchè faceva il segretario comunale o scolasti-
    co...,in uno dei vari comuni periferici della regione!Alle sette e
    venti la littorina ripartì con molta lentezza,come se aspettasse un
    gruppo di persone disponibile a spingerla...!
    I nostri germani scesero alla loro stazione,dove trovarono la corrie-
    ra,che li portò al paese,alla loro Bonefro,dopo avere percorso nove
    chilometri,impiegandovi più di mezz'ora.Anch'essa attendeva chi la
    spingesse,specialmente in salita,essendo un vecchio catorcio,che si
    manteneva in piedi per scommessa.Sembrava un derelitto bellico della
    prima guerra mondiale del quindici diciotto.Raggiunsero la casa di Via
    Monte di Dio d'un fiato,quasi di corsa.Erano tutti e tre molto giovani
    ed abituati a quella erta scalinata.La mamma e il padre,nel vederli,li
    accolsero con un radioso sorriso di piacere,abbracciandoli."Antonietta
    è andata a scuola e la vedrete quando uscirà".Dopo di che ognuno tornò
    ai propri impegni e pensieri,avendo superato il primo momento d'incon-
    tro,per poi pensare ai momenti successivi.






                      Capitolo Venticinquesimo.
    Avevano fatto una rimpatriata di due giorni quando arrivò la data della
    partenza del padre.Pino e il padre,dopo avere salutato la madre e Antoni-
    etta,assieme a Gilda e a Mauro raggiunsero Campobasso.Nel capoluogo la
    sorella e il fratello più piccolo scesero per raggiungere i loro rispet-
    tivi impegni,mentre Pino e il padre proseguirono per Napoli,all'imbarco
    sul piroscafo Achille Lauro che lo avrebbe portato nella lontana America.
    "Ora,non fare che ti dimentichi di noi,che rimaniamo qui,in Italia.Scrivi
    e rimanda i soldi per la mamma.Non ti dimenticare che hanno bisogno di
    vivere anch'esse!"-"Non ti preoccupare.Quando sarò lì,mi metterò a fare
    qualcosa e manderò il necessario per tutti." S'abbracciarono con molto
    affetto,da veri uomini,senza la minima lacrimuccia,ma,al contrario,con il
    sorriso sulle labbra,come se si fosse trattato di fare un ottimo auspicio.
    "Fa buon viaggio e salutami anche la sorella e il cognato,quando arrivi."
    -"Anche tu,fa buon viaggio,per tornare a Roma.Mi raccomando,tieniti sem-
    pre in gran forma.Tu sai che ti voglio un gran bene!Ora va." Così dicendo,
    si ritirò nella sua cabina in tutta fretta per non fare vedere al figlio
    il suo imbarazzo,la sua commozione per il distacco,che stava subendo.Allo-
    ra il giovane tornò alla stazione ferroviaria per prendere il treno,che lo
    potesse riportare nella capitale,che raggiunse in tarda serata.Facendo il
    viaggio da Napoli a Roma,ricordò quanto gli aveva raccontato la sorella
    Antonietta e non potè fare a meno di pensare e di sorridere.Pensò:"Povero
    padre,prima di partire voleva appagarsi con la moglie e lei,per tutta ri-
    sposta lo scacciò,rifiutandosi!Però,in effetti,non è che avesse tutti i
    torti!Povera donna,all'età di trentanove anni,dopo l'ultima gravidanza,era
    caduta in menopausa,anche se prematura...!Alla vigilia della partenza del
    marito,era tornata fertile per farla litigare con il suo amore...!" Infat-
    ti Antonietta gli aveva raccontato dei litigi,che avevano fatto e che lei,
    la mamma,aveva continuato col dire che non intendeva,da sola,fare un altro
    figlio.Ne aveva fatti già sette ed erano sufficienti."Ora,a quarantanove
    anni,mi rimetto a fare figli,mentre tu te ne vai lontano,lasciandomi so-
    la?!Tu sei pazzo.Non se ne parla proprio!" Nel ripensare a tutto ciò,sor-
    rise.
    Una volta raggiunto Via Borgo Pio,anzicchè portarsi nella sua camera,pic-
    chiò alla porta dell'appartamentino di Pierina.Si disse:"Se è in casa,pri-
    ma mi consolo con lei e poi rientro a posare le cose che sto riportando
    dalla mia regione." Dopo un piccolo tocco alla porta,la donna aprì e fu
    felicissima di riabbracciarlo,tirandoselo dentro per evitare che la vici-
    na di casa li potesse vedere,lì,insieme.Abbracciandolo e baciandolo,tanto
    era già svestita e pronta per mettersi a dormire,con perizia lo spogliò,
    finendo sotto di lui fra le lenzuola,cercando di spegnere i reciproci ar-
    denti bollori giovanili. 
    "Ah...!come è bello fare l'amore con te!Mi fa rinascere,mi dà la carica e
    mi mette nella condizione di superare qualsiasi avversità,che la vita gi-
    ornalmente propina.Mi fa rinascere sempre di più a nuova vita,amore mio!"
    -"Hai ragione,fa molto piacere anche a me avere rapporti sessuali con te.
    Se così non fosse,non sarei entrato direttamente da te,anzicchè rientrare
    da me,almeno per posare queste cose che sto riportando dal paese!Hai un
    corpo,che mi stimola molto e riesce ad appagarmi in modo completo.Ti ras-
    somigli a Gina Lollobrigida,che è,da sempre,la mia attrice preferita,e
    alla mia amante di qualche tempo addietro,che ho avuto nel Molise.Sembri
    la sua fotocopia di entrambe!"-"L'altra domenica,dove sei stato?"-"Sono
    stato,con amici,ai Colli Romani per trascorrere una giornata diversa dal
    solito continuo e quotidiano tran tran." Infatti ricordò di esservi stato
    con Lellena,che si era presa una giornata libera.La stessa cosa avevano
    fatto due domeniche prima,raggiungendo Frascati,rinomata per i suoi vini.
    In un altro giorno festivo erano stati a Bracciano per guardare e stare
    alla sponda del suo lago.In seguito,rimasta sola con i figli dei suoi da-
    tori di lavoro,partiti per viaggi all'estero,trascorsero delle notti a
    Santa Marinella.Lellena,che era una gran mangiatrice di uomini,non con-
    tenta di ciò che riusciva a fare in casa,sollecitò a sottostargli perfi-
    no sul treno in viaggio di ritorno...!Forse,per fare una nuova esperien-
    za...!Infatti,il movimento del treno sulle rotaie sembrò che la stimolas-
    se moltissimo!In effetti,fare sesso sul treno in gran velocità,era molto
    stimolante...!Alle proteste del giovane molisano:"Se,per caso,ci vedrà
    qualcuno?Non ti preoccupano le eventuali conseguenze?"-"Chi vuoi che ci
    possa vedere?Sono passate le ventitrè,i passeggeri stanno dormendo,per-
    ciò non andranno in giro a guardare ciò che facciamo noi!" e giù a farne
    di tutti i colori per appagarsi ed poter appagare al massimo del possibi-
    le.Lei non voleva scontentare il suo uomo...!
    Dopo essersi soddisfatto ed appagato per due volte con Pierina,il giovane
    si rivestì e tornò nella sua stanza,anche se si trovava a soli pochi me-
    tri di distanza...!Non poteva rimanere stabilmente con lei senza crearle
    dei problemi.Non aveva più il marito vicino,ma non poteva risposarsi,non
    avendo avuto un divorzio,ma solo era stata abbandonata...!L'abbandono
    non avrebbe consentito a Pierina il poter riprodurre,contrarre un nuovo
    legame legale.Una donna nella sua condizione avrebbe potuto solo,di nasco-
    sto,soddisfare le proprie voluttà,le esigenze naturali e vitali,evitando
    gravidanze inspiegabili!
    Pino rientrò nella sua stanza,si svestì e si mise fra le lenzuola per tra-
    scorrervi la notte.Dormì pacificamente,alzandosi al mattino riposato e
    soddisfatto.Era pronto per tornare al lavoro abituale.Come al solito uscì
    di casa alle otto,recandosi a prendere la circolare rossa e scendere alle
    otto e cinquanta in Piazza Bologna.Alle otto e cinquantacinque era già al
    suo posto di lavoro.Entrando incontrò l'ingegnere,che lo stava aspettando.
    Era molto preoccupato e nervoso."Venga.Per favore,mi metta in ordine,mi
    completi il computo relativo alla base di Caserta.Domani lo dobbiamo con-
    segnare.Ogni giorno di ritardo mi costerà dieci milioni di multa.La prego,
    se,per completarlo ha bisogno di lavorare tutta la notte,lo faccia e poi
    sarà libero fino a quando vorrà!"-"Ma...,io il lavoro lo avevo completato.
    Doveva solo essere riordinato e messo in bella evidenza...!"-"Nei giorni,
    che lei è stata fuori,ci ha lavorato il geometra Bianchi,ma non ha conclu-
    so nulla.Per cui,ora,tutto dipende da lei."-"Ingegnere,non si preoccupi.
    Mi metto subito al lavoro."-"Appena avrà finito,me lo venga a portare nel
    mio ufficio e grazie."-"Va benissimo." rispose,ritirandosi nel suo angolo
    di lavoro.Dopo poco più di un'ora aveva completato il riordino del compu-
    to e lo portò all'ingegnere,che lo controllò ben bene.Alla fine,visto il
    lavoro ben fatto e preciso,dopo averlo depositato nella sua cartella,mos-
    trando molta soddisfazione,disse:"Venga,signor Pino,andiamo al bar a ber-
    ci qualcosa.Ci meritiamo di festeggiare il bel lavoro fatto." Quasi pren-
    dendolo sottobraccio,se lo portò al bar dove bevvero un bicchiere di spu-
    mantino,per festeggiare l'evento,come quando si è realizzato un qualcosa
    d'importante e a conclusione si finisce per brindare.Al termine del brin-
    disi:"Ora lei può andarsene dove vorrà e fino a quando vorrà,se lo meri-
    ta.Stia due,tre,quattro giorni a riposarsi.Solo dopo che si sarà ben bene
    riposato,può tornare a lavorare ad una nuova opera,che le preparerò.Se lo
    merita.Arrivederci e si diverta" dandogli la mano,in segno di saluto.Pino
    accettò.Tornando verso casa,decise di dedicarsi alla visita di altri cen-
    tri di Roma che non aveva ancora potuto visitare e che ancora non conosce-
    va.Decise di andare ai Castelli Romani,tanto rinomati,per trascorrervi un
    giorno in santa pace e godere le specialità del luogo.Si avventurò per i
    ruderi del vecchio acquedotto romano per godere e far godere,fra la soffi-
    ce erbetta,gli aromi del corpo di Gina,di Lellena,di Michelina e Filomena:
    Luisa non era troppo libera,tanto poteva trovarla in casa ogni sera che ne
    avesse voluto!così,come era per Pierina,che aveva a portata di mano per e
    in qualsiasi momento di necessità.Fu un giorno,in cui non aveva alcun ap-
    puntamento che incontrò Serena,che faceva la battona.La donna lo invitò a
    fare un giro per le campagne romane.Accettò,non per fare sesso,ma,esclu-
    sivamente per andare in giro in compagnia,al posto di andarvi da solo.La
    donna mostrò di non avere possibilità economica.Allora le offrì il viaggio
    per Ostia.Raggiunta la località climatica marina della capitale,dopo es-
    sere stati a pranzare in un'osteria,accompagnò sulla spiaggia la donna,che
    si aspettava di fare sesso.Al contrario,il giovane non la toccò per nessu-
    na ragione al mondo,anche se Serena cercò di fargli capire che avrebbe gra-
    dito farlo."Sai,ti ho accontentata,portandoti qui,non per fare sesso,ma per
    trascorrere qualche ora insieme,per ascoltare le onde del mare rifrangersi
    sul molo e sulla spiaggia.Tutto qui mia cara.Forse tu ti aspettavi di fare
    sesso con me!?Ti sei sbagliata.Ho diverse donne con le quali lo faccio nor-
    malmente senza alcun problema.Scusami,ma con donne come te io non lo faccio
    e non lo farò mai.Preferisco l'astinenza." La donna,che aveva cercato di
    stimolarlo in tutti i modi,divaricando le gambe e mostrando la parte,che vo-
    leva arrivasse a toccarle,non fece altro che far ricordare a Pino l'analogo
    attegiamento,che aveva tenuto Lina D.C.a Campobasso e che lui,non volendosi
    compromettere,la lasciò stare,senza penetrarla.Lo stesso fece con Serena
    che ci rimase alquanto male,quasi indispettita.Anche Lina non riuscì a giu-
    stificare l'atteggiamento di quello che lei riteneva fidanzato.Pino aveva
    deciso di lasciarla e non poteva e non doveva andare oltre.Egli era fatto
    così,con una donna,che viveva di tali espedienti,non si sarebbe mai accompa-
    gnato e mai vi si accompagnò per fare sesso,ma,all'occasione,se necessario,
    l'ha sempre aiutata,non facendo discriminazioni o parzialità.




        


                      Capitolo Ventiseiesimo.
    Il lunedì mattina,come sempre,si alzò alle sette,fece colazione e le pu-
    lizie solite di ogni mattina ed uscì per raggiungere il suo posto di la-
    voro.Intanto si avvicinava il Natale.Era il primo Natale,che i suoi ge-
    nitori trascorrevano da soli e lontani l'uno dall'altra.Il ventiquattro
    tornò al suo paese per fare la festa di fine anno con la madre,il fratel-
    lo e le sorelle.Sapeva che se non fosse tornato,avrebbero trascorso un
    Natale di grande tristezza.La sua presenza avrebbe costretto la madre a
    preparare qualcuno dei suoi dolci tradizionali.Infatti,normalmente veni-
    vano preparati,per tali festività:zeppole,"caragnole,cicirchiata",dolci
    fatti con farina,uova e lievito naturale,che conservava ogni qualvolta
    panificava.Tornando il ventiquattro con Mauro e Gilda,la madre,per la
    partenza del suo Antonio,non avrebbe avuto aluna intenzione di "imbrat-
    tarsi le mani" solo per loro."Mamma",le disse Pino,"tornando ora è per-
    chè devi fare tutto come al solito.Noi siamo qui e dobbiamo continuare a
    vivere.Eppoi,nostro padre non è morto.E'andato solo in America,dove,cer-
    tamente,festeggerà il Natale e le altre feste con la figlia e il genero.
    Non vedo perchè noi non dobbiamo fare altrettanto.A questo fatto aggiun-
    gici un altro particolare.Quest'anno siamo tutti e cinque qui.L'anno
    prossimo non si sa.Allora vuoi privarti della possibilità di poter ri-
    cordare questo Natale in modo discreto?" Dopo tali parole,anche se a ma-
    lincuore,conoscendo benissimo il figlio,che non sapeva stare fermo in un
    luogo per molto tempo,prese la farina,le uova,il lievito e si pose ad
    impastare il tutto.Dopo tre ore l'impasto era lievitato ben bene,così,
    aiutata dal suo figlio prediletto,si pose a cuocere le zeppole,che fece
    friggere nell'olio bollente.A tale mansione,era,di prammatica Pino,e vi
    si pose con la sua proverbiale competenza ed attenzione.Da sempre l'a-
    veva fatto lui quel lavoro.
    Dopo le zeppole preparò le "caragnole e la cicirchiata" che il giovane,
    ugualmente fece prima friggere nell'olio bollente e poi le immerse nel
    miele,per poi metterle a sgocciolare in un piatto."Fra un'oretta",disse
    ai figli,"quando si saranno un pochino raffreddati,li assaggeremo.Poi,
    se domani volete correre al bagno,potete mangiarli anche caldi,caldi."
    Il desiderio era tanto e tale che solo dopo cinque minuti ognuno si pre-
    se un pezzetto e se lo portò alla bocca.Tutti,all'unisono:"Come son buo-
    ni...!"-"E mamma,che non voleva darci questo piacere...!" aggiunse Pino.
    Il fratello e le sorelle,"Hai fatto molto bene a tornare.Se tu non fossi
    tornato tu,mamma,domani non ci avrebbe preparato neanche il pranzo...!"-
    "Ma,a voi non dispiace che vostro padre non ci sia?"-"Si,ci dispiace,ma
    non è morto,per stare a Natale a digiuno",risposero i figli tutti insie-
    me.Per evitare che la tensione aumentasse,il giovane romano,come lo chi-
    amavano in casa,"Sapete,sono tornato per stare con voi e ho lasciato am-
    musonita più di una persona,che aveva già programmato di stare con me."
    -"Ecco il solito don Giovanni!" rispose Antonietta."Tu parli così per-
    chè non sai come è richiesto...!Lui la corte alle donne non la fa.Sono
    loro che la fanno a lui." rispose Gilda e,Mauro le fece eco.La mamma,
    "Sarebbe sciocco a dire di no.Ora è giovane e se non lo fa ora,quando
    lo dovrà fare,quando sarà sposato e vecchio,con una famiglia e figli?
    Oggi è ancora senza impegni,perciò ha ragione a non lasciarsi scappare
    le occasioni,che gli si presentano.Non dimenticate,figli miei,il pro-
    verbio che dice:Ogni lasciato è perduto!"-"E non torna mai più indie-
    tro per darti una nuova possibilità!" aggiunse il romano.In famiglia
    trascorsero gli utlimi giorni di dicembre,accogliendo il nuovo anno an-
    cora tutti e cinque insieme.Pino,nel pomeriggio del primo giorno del
    mese di genmaio,ripartì per Roma,Gilda e Mauro per Campobasso dopo es-
    sersi abbracciati e baciati con mamma e sorella Antonietta.Ad eccezio-
    ne del romano,tutti pensavano di rivedersi almeno a Pasqua.Il giovane
    pensava che forse,certamente,per un poco non si sarebbero rivisti!In-
    fatti,gli impegni,che aveva preso con l'ambasciatore,dovevano avere la
    validità e la durata di cinque anni.Per tale periodo sarebbe dovuto
    rimanere fuori dall'Italia.Ripartì tranquillo e sereno,nonchè felice
    per avere dato ai suoi l'occasione di stare ancora una volta tutti in-
    sieme felici e contenti di festeggiare il Natale.Raggiunse Roma in
    treno perchè le corriere dell'INT,nei giorni di festa,non facevano
    servizio,rimanevano ferme.Il treno era quasi vuoto e potè spostarsi
    con molta tranquillità e a piacimento da uno scompartimento ad un al-
    tro per ammirare il paesaggio,che gli correva veloce davanti.Sceso dal
    treno,prese nel piazzale antistante la stazione Termini il sessantaqu-
    attro,che lo riportò all'inizio di Via Borgo Pio.Con un poco di malin-
    conia e di piacere,frammisti,raggiunse la sua stanza dopo avere attra-
    versato l'ingresso e il corridoio deserti.Notò con grande malincuore
    che l'appartamento era completamente al buio e privo di qualsiasi ani-
    ma vivente,vuoto.In casa non c'era nessuno.Allora pensò:"Ora mi affac-
    cio per vedere se c'è Pierina,così ci faremo compagnia in questo primo
    giorno del millenovecentosessantuno!" Picchiò con le nocche della mano
    alla porta difronte.Dopo qualche attimo la vide aprire.Quando Pierina
    vide che si trattava del suo giovane amico,emanò un grido di piacere e
    di sollievo,emettendo anche qualche goccia di lacrima per la gioia.
    "Sai,volevo,quasi,non aprire.Ero molto triste.Mio figlio non è potuto
    tornare e sono stata tutta sola in questi giorni di festa.Tu eri tor-
    nato al tuo paese...!"-"Come vedi,hai fatto benissimo ad aprire." ag-
    giunse il giovane."Ora ti faccio gustare i dolcetti tradizionali,che
    mia madre ha sempre fatto per Natale.Vedrai,ti piaceranno."-"Si.Ma a
    me piace soprattutto la tua presenza e il tuo corpo." Abbracciandolo
    con forza ed affetto inspiegabile.Il suo slancio fu tanto e tale che
    per poco non finirono sul pavimento della stanza!Il suo amante le pre-
    sentò i dolcetti,che gustò,dopo averli assaggiati e disse:"Ora non li
    mangio.Li gusterò dopo.Ora ho solo bisogno di te,di sentire il tuo
    corpo attaccato al mio così come siamo abituati.Tu non puoi immagina-
    re quanto mi sei mancato in questa settimana,che sei stato assente!"
    Senza dire altro,lei era già svestita,incominciò a svestire l'uomo
    per poterlo possedere e godere insieme.Gli amplessi furono placatori
    e rifocillatori,dando il massimo del godimento possibile e immagina-
    bile,finendo per trascorrere l'intera nottata insieme,cosa che non
    era mai accaduta,per ovvi motivi,abbracciati e felici.



                


                     Capitolo Ventisettesimo.
    Pino uscì di casa alle otto per andare al lavoro.Alle otto e cinque
    riuscì a prendere la circolare rossa,rivedendo tante persone,che a-
    bitualmente incontrava per andare e tornare da Piazza Bologna.Con Da-
    nilo,capitatogli accanto,si diede gli auguri per il nuovo anno.La
    stessa cosa fece con Maria,una anziana signora,che raggiungeva il
    Policlinico,dove faceva l'infermiera.Francesco,studente universita-
    rio,che si recava alla casa dello studente per preparare la tesi con
    gli amici,anch'egli un gran bravo ragazzo,gentile e cortese,alla mano.
    C'era Linuccia,che andava a fare la cameriera presso un'anziana signo-
    ra nei pressi del Verano.Si scambiò gli auguri con Nadir,un ragazzo
    palestinese,che studiava in Italia.Dopo essersi salutato con Nadir,
    non potè fare a meno di ricordare la breve,brevissima relazione,che
    aveva avuto con una ragazza iraniana.Nadim era una simpaticissima e
    prosperosa morettina,fornita di un corpo fantastico,molto appetitoso
    che aveva conosciuto al centro internazionale,nei pressi di Via No-
    mentana.Il giovane molisano frequentò per un certo periodo tale cen-
    tro,facendo molte amicizie.Fra le tante conobbe,appunto,Nadim,una
    graziosissima ragazza di venticinque anni,già laureata in medicina
    che era in Italia per approfondire rapporti internazionali tra il
    suo paese e l'Italia e per specializzarsi presso l'università romana.
    Infatti la dottoressa iraniana era in Italia per frequentare la spe-
    cializzazione ginecologica.Professione molto strana per una donna o-
    rientale,ma lei apparteneva ad una famiglia dominante nel suo paese
    e,poteva permettersi tale lusso...!Prese una cottarella per Pino,che
    l'assecondò,come era sua abitudine!Era molto liberale,non faceva di-
    stinzioni di sorta e disponibile per chiunque lo avesse richiesto.Un
    giorno,passeggiando per Piazza Cinquecento,vedendo che un giovane
    romano stava facendo degli apprezzamenti ad una ragazza,che lo mandò
    a quel paese.Il giovane aveva mostrato di fare il cascamorto.Allora
    Nadim,stizzita:"Sai,da noi ciò non accade!E'una cosa che noto solo
    in Italia e in modo particolare qui a Roma,dove il bullo latino si
    sente in diritto di molestare una ragazza,che se ne vada tranquilla-
    mente per la sua strada!"-"Scusami,ma al tuo paese,se ad un uomo pia-
    ce una donna,incontrandola,come fa per manifestarle il proprio ap-
    prezzamento ed interesse?"-"Vedi,al mio paese si fa come ti compor-
    ti tu.Per me tu sei molto diverso dagli altri uomini,che fanno i
    pappagalli,appena vedono una donna.Come vedi,in giro si notano a io-
    sa di pappagalli e cascamorti...!Tu non sei così."-"Mi piacerebbe sa-
    pere e conoscere la differenza,che esiste tra il modo di comportarsi
    dell'uomo italiano da quello iraniano!Se,gentilmente,me lo spieghi,
    te ne sarò grato,perchè mi hai incuriosito abbastanza!"-"E'presto
    detto.Io,facciamo un esempio,sto camminando per la strada.Tu mi guar-
    di,perchè ti piaccio?Allora tu non fai altro che seguirmi fino a ca-
    sa.Ed io,se ti ho trovato interessante,non mi chiudo la porta die-
    tro di me,per consentirti di entrare.Tu entri,dietro di me.Una vol-
    ta entrato,chiudi la porta,così ci abbracciamo e dopo ci baciamo e
    facciamo l'amore,se ci va.Esattamente come abbiamo fatto io e te.Tu
    sei venuto al centro internazionale,ci siamo piaciuti,sei entrato
    nella mia camera,l'abbiamo richiusa dietro di noi e poi ci siamo a-
    mati come meglio non si poteva!Te lo ricordi come è stato bello sia
    la prima volta che le altre?Per me è stato meraviglioso,spero che lo
    sia stato anche per te,amore mio!"-"In effetti",ricordò,"fu travol-
    gente e come si muoveva di sotto!La cosa che più mi lasciò imbaraz-
    zato e meravigliato,sta nel fatto che non aveva avuto nessuna espe-
    rienza sessuale,precedente...!Era alla sua prima esperienza,per lei
    era la prima volta che lo faceva,che faceva sesso...!Per lei fu un
    fatto naturale il farlo,dicendo di ritenersi fortunata di poterlo
    fare con me,che le ero entrato dentro,in tutto il suo copro,la sua
    esistenza...!"
    Salutò con un abbraccio Camillo,un ragazzo di venticinque anni che
    si recava allo stadio per gli allenamenti.Sembrava una promessa del
    calcio.Anche il giovane molisano amava giocare al calcio,non solo...!
    Fu,forse,per tale predilezione che fra loro due era nato il rapporto,
    alquanto particolare,che con altri conoscenti non s'era instaurato.
    Pino tornò al suo posto di lavoro,trovandovi tutti gli altri,e,con
    loro si salutò con molto calore.Contemporaneamente si augurarono un
    felicissimo anno nuovo con la speranza che fosse stato portatore di
    gioia,felicità e prosperità.Beatrice,una volta rimasti soli:"Tu,come
    l'hai trascorso il Natale dai tuoi?Sai che mi sei mancato molto,anzi,
    troppo!?Ti ho pensato in quel paese sperduto...,lontano da me e da
    qui...!"-"Vi ringrazio per avermi pensato.Sapete,mio padre è partito
    per l'America,dove sta con la mia prima sorella sposata.Qui,in Ita-
    lia,sono rimasti mia madre,un fratello e due sorelle.Non me la sono
    sentita di farli stare da soli.Grazie alla mia presenza,hanno trascor-
    so un felice Natale e fine anno.Diversamente,mamma avrebbe penalizza-
    to tutti,rifiutandosi,perfino,di fare da mangiare...!"-"Sono contenta
    per te che sei stato molto bene in famiglia...!" disse le ultime pa-
    role con un profondo sospiro,che sapeva di rimpianto,di gelosia,di
    nostalgia e di invidia.Pino,sentendosi in imbarazzo,Beatrice gli ave-
    va fatto una certa pena!Per consolarla sentiva un forte stimolo ad
    abbracciarla,non potendolo fare,preferì salutarla subito,andando a
    rintanarsi nella sua scrivania per svolgere i propri compiti.Non se
    la sentì,non essendo libero di farlo,di approfondire e conoscere i
    problemi della ragazza,perchè non poteva compromettersi.Egli aveva
    altri programmi,altri impegni,che non comprendevano la presenza del-
    la bella Beatrice!Per fortuna Bianchi gli si avvicinò e incominciò
    a raccontargli cosa aveva fatto nei giorni di festa.Al giovane moli-
    sano non interessava conoscere i particolari di come il collega di
    lavoro avesse trascorso le festività,perchè era rimasto molto,troppo
    scosso per l'atteggiamento della giovane figlia del principale...!
    "Sai,ho rivisto il tuo amico con le nipoti.Siamo stati a ballare in
    un locale giù in Trastevere,dove abbiamo trascorso l'ultimo dell'an-
    no."-"Ma,allora ti ci sei ancora rivisto?sei stato ancora a casa lo-
    ro?"-"Se mi fai finire di raccontare,capirai meglio come stanno le
    cose.Io sono andato in quella sala per fatti miei e per caso ci sia-
    mo incontrati.A dire la verità,non li avevo nemmeno visti.E'stato
    lui a chiamarmi e salutarmi.Mi ha pregato di salutarti ed augurarti
    un felice e sereno millenovecentosessantuno.Soprattutto sono state
    le nipoti,che mi hanno raccomandato di salutarti e di dirti che a
    loro farebbe molto piacere se qualche sabato pomeriggio vogliamo
    andare a trovarle per stare felicemente insieme."-"Ti ringrazio del
    messaggio.Ma,dimmi,non ti sei accorto di nulla?Il vecchio non ha
    cercato di molestarti?"-"No.Con me è stato molto gentile e corte-
    se."-"Non è detto che qualche volta,se impazzirò,non si potrà fini-
    re per accettare il loro invito.Ora mettiamoci al lavoro,altrimenti
    l'ingegnere si arrabbierà,se ci vedrà chiacchierare senza lavorare."
    -"Non credo che si arrabbierà con te.Sai,durante la tua assenza,sia
    il padre che il figlio hanno detto che la tua assenza si notava e
    molto.Che è molto meglio quando ci sei.Sembra che la tua presenza
    dia un'armonia particolare,anche se stai zitto e non fiati per non
    disturbare...!"-"Dimmi,non è per caso che sei geloso di me e della
    simpatia,che suscito?"-"Non è che sono geloso,ma,sembra che tutti
    non possono fare a meno della tua presenza...!Ed è logico che un po-
    chino di gelosia,il fatto,la sollecita?Penso che anche tu,al posto
    mio,avresti un poco di risentimento.O no?"-"Non credo,amico mio.Mi
    accontento del mio,di quello che ho e che posso avere.Non vedo per-
    chè dovrei essere geloso della simpatia,che gli altri,in questo ca-
    so tu o altri,riescono a stimolare o ad avere!"-"Si fa presto a dir-
    lo,ma,quando vedi l'enorme differenza,che passa tra te e un altro,
    allora,un qualcosa finisce per roderti dentro.Non riesci ad assor-
    bire tutto.In modo particolare quando noti che la persona della
    quale sei innammorato pazzamente,prediligga un altro a te!Ti fa
    stare molto male...!"-"Non è che sei innammorato di Beatrice?"-
    "Hai proprio ragione.Dal primo giorno che l'ho vista,non l'ho più
    dimenticata.Me la sogno anche la notte.Lei,invece,ha preso la cot-
    ta per te.Ho visto come ti guarda.Non solo lei,ma tutta la famiglia
    farebbe carte false per te,per avere la tua accettazione e accondi-
    scendenza...!Cosa hai fatto a tutti,me compreso?Quando non ci sei,
    anch'io sto male,molto male!" Pino non rispose subito,perchè rima-
    se molto imbarazzato e,quasi,incredulo...!Poi,con molta calma:"Dim-
    mi,quale colpa ho io di tutto questo?Che cosa ho fatto che non do-
    vevo?Cosa ho fatto di male?Di cosa devo rimproverarmi?"-"Di nulla
    devi rimproverarti.E'solo che sei diverso dalla massa e chi ha il
    privilegio,la fortuna di conscerti e starti vicino,dopo che ha go-
    duto di tale privilegio,non può più farne a meno,perchè gli sei en-
    trato nel sangue,sia esso uomo o donna,che sia!Tutto qui,mio caro,
    carissimo amico.Tu non hai alcuna colpa.Non hai fatto nulla d male.
    E'perchè tu sei fatto così e chiunque arriva a conoscerti,rimane
    incantato di te e finisce per non poter più fare a meno di te...!"
    al che il giovane molisano,molto imbarazzato,e rosso in viso,si al-
    lontanò dal tavolo del collega di lavoro,perchè pensò subito:"Fra
    non molto non mi vedrete più...!" il suo fu un pensiero di rammari-
    co,di nostalgia,e...,quasi,di rimpianto per lasciare tutto ciò,che,
    enormemente lo gratificava!Infatti sarebbe partito solo dopo poco
    più di una settimana per Praga.Fu combattuto da rimpianti e rimor-
    si,ma era deciso.Aveva dato la sua parola.La parola data da galan-
    tuomini era un atto sacro.Un testamento stipulato davanti ad un no-
    taio...!Rimase in un silenzio,impacciato,continuando il proprio do-
    vere per tutto il giorno.L'avvicinarsi della partenza...,incomin-
    ciò a pesargli...!
    Allora di pranzo e a fine giornata,come al solito,riprese i mezzi
    di trasporto con alquanto soprappensiero...!
    I giorni passarono in fretta e il dodici gennaio del millenovecento-
    sessantuno,appunto,arrivò e partì dalla stazione Termini diretto a
    Vienna,da dove ripartì per raggiungere la città boema,che trovavasi
    sotto il gelo,con una temperatura di venticinque gradi sotto zero.
    Raggiunse il nuovo mondo,non dimenticando mai il suo modo di vaga-
    bondare per Roma,perchè rimase sempre nel suo cuore con tutte le
    piacevolezze godute e gl'interessi sollecitati e lasciati.Purtutta-
    via,non ebbe mai alcun rimpianto,perchè forte di carattere e,poi,
    perchè non ha mai avuto nostalgia per ciò che aveva lasciato.Per
    lui il passato era passato e non poteva tornare indietro ed essere
    rivissuto,come una nuova realtà da vivere ancora.
      
    Rivisitato il 09/10/2011.-

    
     
       

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